Se il diritto allo studio non vale per molti

|




Qualcuno dice che abolire le tasse universitarie favorisce i ricchi e che da noi le tasse non sono alte. Davvero? Ma rispetto a cosa e rispetto a chi? La storia di Sofia, che vorrebbe, ma non può studiare.

Alfonso Maurizio Iacono

Conosco una ragazza, viene dall’Est dell’Europa, è comunitaria, ha 28 anni, madre di due figli piccoli, lavora facendo le pulizie nelle nostre case. Anche suo marito fa lo stesso lavoro. Meglio che all’Est, dove il lavoro non c’è. La chiamo Sofia. Laggiù aveva fatto le scuole, era brava, amava studiare. Poi è dovuta partire per l’Italia. Le sarebbe piaciuto fare l’università, iscriversi a Lingue. Sa bene che continuare tutta la vita a fare le pulizie in casa altrui condurrà lei e suo marito al rischio di futuro. Cosa faranno quando non avranno più le forze per fare quel lavoro? E se uno dei due sta male o subirà, per sfortuna, un qualche incidente e non potrà lavorare? Insomma vorrebbe migliorare la sua condizione e migliorarsi. Mi confida il suo desiderio di iscriversi all’università, pronta a fare sacrifici: lavoro, famiglia, studio. La mando a informarsi sugli indirizzi e i corsi di studio. La rivedo qualche giorno dopo. Non mi dice niente. Le domando se si era informata. L’aveva fatto. Ma aveva visto quanto costava l’iscrizione. Ne aveva parlato con il marito. Avevano convenuto che non potevano permetterselo economicamente. Già sarebbe stato difficile per lei, donna, andare controcorrente con i parenti e con gli amici, scettici di fronte a questa volontà, ma la barriera economica ha tolto al momento ogni progetto e speranza.

Quando sento parlare di diritto allo studio mi viene in mente quello che leggo nelle aule dei tribunali: “la legge è uguale per tutti”. Affermazione sacrosanta! Ma ciascuno sa quanto sia grande la distanza tra il principio e la sua applicazione. Qualcuno dice che abolire le tasse universitarie favorisce i ricchi. Davvero? Ho invece il forte sospetto che aiuterebbe le tante Sofie che vivono nel nostro paese, italiane e non. Qualcun altro dice che da noi le tasse non sono alte. Ma rispetto a cosa e rispetto a chi? Per Sofia sono alte.

Nelle scuole medie è abitudine che i genitori mettano dei soldi in proprio per delle attività didattiche suppletive. Si fanno delle collette e si mette un fondo comune. Sono pochi soldi. Pochi soldi per chi? Per le Sofie che mandano i figli a scuola e che fanno di tutto per presentare orgogliosamente e dignitosamente i propri figli con i vestiti, le scarpe e gli zaini di tutti gli altri, quei soldi non sono pochi. Di sicuro non li hanno per mandare i figli alla settimana bianca, il cui unico risultato didattico è quello di discriminare tra alunni che possono e alunni che non possono. Niente male come educazione alla dignità e come diritto allo studio! Eppure tutto questo appare naturale e ovvio. Alcuni genitori magari mettono i soldi nascostamente anche per chi non li ha. Ma questa non è affatto una soluzione o almeno lo è soltanto per salvare la nostra buona coscienza.

Nel 2017 anniversario della sua morte, vi sono state molte manifestazioni per Don Milani e la Lettera a una professoressa. Tutti ci siamo commossi e abbiamo ricordato il coraggio e la grandezza di quest’uomo, la sua idea di scuola, di educazione e di insegnamento che aveva al fondo la lotta contro la discriminazione sul sapere. Eppure non ci accorge delle discriminazioni e della violazione del diritto allo studio di oggi.

Quest’anno sta per essere celebrato il ’68. Sono curioso di vedere cosa sarà detto sull’idea che la scuola e l’università non devono discriminare, sul diritto allo studio, sul principio di eguaglianza. E soprattutto cosa si farà a fronte dell’attuale aziendalistica e individualistica competition, passivamente accettata da (quasi) tutti, dove la regola ferrea continua ad essere la discriminazione sociale, quella che fa sì che la legge non è uguale per tutti e il diritto allo studio non vale per molti.

Foto da Internet

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *