Se destra e sinistra si confondono

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Oggi si dice che le antiche divisioni tra destra e sinistra non sono più valide. E’ una sciocchezza.

Alfonso Maurizio Iacono

Alfonso Maurizio Iacono

Il reddito di cittadinanza mi piace. La giuria popolare per le bufale sui mass media no. Il reddito di cittadinanza è una proposta che si aggira in tutta Europa. Le forze di sinistra, sindacato compresi, dicono di essere d’accordo, almeno così sembra, ma poi diventano stranamente timide e lasciano che siano i 5Stelle a fare propria questa proposta. Perché? A sinistra ci si crede? Allora lo si dica a chiare lettere. Non ci si crede? Allora lo si dica ugualmente a chiare lettere. Non si può e non si deve sfumare. Dà fastidio che siano i 5Stelle a portarla avanti? Ma se l’obiettivo è condiviso, dov’è il problema?

La giuria popolare per i mass media mi sembra assurda. La proposta di Grillo ha avuto l’effetto mediatico di far parlare dell’argomento, ma in sé è, come minimo, discutibile. I mass media in Italia sono quello che sono, non c’è dubbio, ma affidare il loro controllo a una giuria popolare mi sembra profondamente sbagliato. Il mezzo rischia di essere peggiore del fine.  A chi risponderà la giuria ? Al popolo? Al leader? Resta appunto da chiarire, nei 5Stelle, il ruolo del leader. L’alleggerimento dei partiti ha portato alla crescita piuttosto arcaica e tribale del peso del leader in un sistema che si dice democratico. Questo è vero per un partito come il PD, ma lo è ancora di più per i 5Stelle. La questione del ruolo del leader è un vero problema della democrazia e tanto più per un’organizzazione politica come il movimento che fa della partecipazione democratica un elemento morale, fondante e caratterizzante.

Quale rapporto si deve instaurare fra i leader e i militanti di un partito? E tra il partito e i cittadini? Il capo carismatico rappresenta sempre per la democrazia una contraddizione vivente e forse inevitabile. E’ una figura, per sua essenza, antidemocratica, che garantisce però, simbolicamente e fattualmente, l’unità di un gruppo, di una comunità, di un partito. Come può convivere con le regole democratiche? Era un problema che sorse già nell’antica Grecia, là dove inventarono la democrazia. Tuttavia, Pericle, il grande leader ateniese, non prendeva mai decisioni senza che fossero approvate settimanalmente dall’Assemblea dei cittadini, che disponeva di alternative e che talvolta ignorò lui e le sue proposte. “Ad essa spettava la decisione, non a lui o ad altri capi; il riconoscimento della necessità di una guida politica non si accompagnava con la rinuncia al potere decisionale”, scrive il grande storico antico Moses Finley. Nelle democrazie contemporanee, il cui consenso passa per lo sterminato potere dei mass media con la loro forza di manipolazione, non sono sicuro che i meccanismi di consenso assicurino un simile potere di veto e di controllo.

Semmai, assicurano una circolazione delle élites, così come venne teorizzato nel secolo scorso dagli italiani Gaetano Mosca e Vilfredo Pareto e dall’italo-tedesco Roberto Michels, teorico delle oligarchie, il quale poi, alla fine, si entusiasmò per Benito Mussolini.

Oggi si dice che le antiche divisioni tra destra e sinistra non sono più valide. E’ una sciocchezza, così come il discorso sulla fine delle ideologie, utile per imporne una sola e per farsela imporre in modo inconsapevole. Quando Mussolini e Hitler andarono al potere, destra e sinistra si confusero e fu una grande tragedia. Mussolini fu direttore dell’Avanti, il giornale del Partito Socialista. Quando destra e sinistra si confondono o quando si dice che non  hanno più senso, non ci si deve aspettare niente di buono per il futuro e, in particolare, per il futuro della democrazia.

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One Response to Se destra e sinistra si confondono

  1. Agostino Spataro Rispondi

    11 gennaio 2017 a 10:05

    Leggo con piacere che Maurizio ha chiarito il suo pensiero rispetto all’articolo precedente, “rientrando” nel grande alveo della Sinistra da cui- penso- non sia mai uscito. Fra noi possiamo opinare, polemizzare liberamente, costruttivamente. Del resto la nuova sinistra che vogliamo costruire deve essere prima di tutto presidio di libertà e di partecipazione democratica; sempre camminando, insieme, per realizzare un avvenire migliore per i lavoratori e per i giovani in particolare. Bene. Avrei qualcosa da dire sul “leaderismo”, ma me ne astengo poiché non desidero personalizzare il dibattito. Cari saluti. a.s.

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