Dedicato, esclusivamente, agli imbecilli e agli invidiosi

|




Bronzino_invidiaIeri si sono accese le luci dei campanili della Chiesa Madre, oggi i manutentori del comune di Racalmuto hanno iniziato la pulizia dei lampioni posti sui marciapiedi di quella che, comunemente, viene chiamata la piazza del paese.

Ora, volendo fare come alcuni e calzando appieno la frase per l’occasione, non vorrei che si scambiassero lampioni per…coglioni e ci si inserisse nel vortice dell’entusiasmo e delle positività parlando di un paese che muove i primi, piccoli – li ho chiamati così – passi prima di intraprendere strade più grandi e opere più importanti. Non bisogna, secondo alcuni abili denigratori pro domo propria, parlare delle minchiatelle dei fari o dei lampioni, bisogna parlare di tutta la merda – perdonate, ma mai termine è stato più calzante – che pervade il paese, di difficile pulizia, sperando di assistere al più presto, alla costruzione di qualche faraonica opera che possa, forse finalmente, soddisfare le menti sempre più bramose di puntare il dito sulle cose negative e sempre più incontentabili e propense a criticare  qualunque cosa si faccia  che possa rendere decoroso l’aspetto di questo paese.

A Racalmuto, la vera pulizia andrebbe fatta tentando, forse inutilmente, di spazzare definitivamente una mentalità fatta di critiche da imbecilli, invidie gratuite e spennellate di fango anche dove si comincia a intravedere un’acqua un po’ meno torbida. In questo paese, dove appena nominata la giunta ci si precipita a mandare lettere di ruffiano apprezzamento agli assessori perché, come si dice, non si può mai sapere, e poi – l’unione fa la forza – cercando alleanze, non avendo  neanche il coraggio delle proprie critiche, non si è disposti ad aspettare il giusto tempo per valutare se le strade siano state pulite,  le case cadenti  messe in sicurezza,  le tasse di acqua, spazzatura e IMU  abbassate. La mentalità che andrebbe spazzata, sia che le voci dissidenti – che non sarebbe un male se fossero anche costruttive – si alzino da questo paese o giungano da luoghi lontani, è quella che appartiene a  coloro i quali non sta bene mai niente, neanche se il paese venisse lastricato d’oro. Quelli la cui unica speranza consiste nel desiderare che anche questa amministrazione fallisca miseramente ogni obiettivo.

A questi imbecilli, non solo del caso, oggettivi, direi e non soggettivi, io dico: gioiamo delle piccole cose, dei timidi e anche incerti passi che formano il lungo e difficile percorso che il paese dovrà ancora percorrere per arrivare davvero lontano. Tanti sono stati gli anni bui, tanta la sporcizia accumulata nei vari anni, che è chiaro si sarebbe potuta evitare ed eliminare prima, ma non si capisce bene perché non sia stato fatto. Ma ricordiamo che anche noi, racalmutesi e non, che orbitiamo, in un modo o nell’altro in questo paese, che lo amiamo di un amore incondizionato, che proviamo moti di rabbia, di delusione per tutto quello che si potrebbe fare e ancora non si fa, adoperiamoci in tutti i modi, costruttivamente per rendere più semplice, non ostacolando, con le invidie, le ripicche che caratterizzano il nostro modo di essere, il percorso verso un vivere davvero civile. La critica, che sia anche feroce, adoperiamola a tempo debito, sperando sempre di non trovare un’amministrazione a tutti i costi in fallo. Chi scrive di piccoli gesti e fotografa una realtà che, sicuramente, potrebbe essere di gran lunga migliore di quella che è, saprà evidenziare anche le storture e le inefficienze.

Ma concediamo un tempo giusto e aspettiamo con fiducia, speranzosi di trovare un bicchiere sempre mezzo pieno e mai mezzo vuoto.

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *