Da Racalmuto una bella pagina di ”Educazione alla Cittadinanza”

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Cronache Scolastiche. Visita degli studenti dell’IPIA Marconi al Comune.
Il Commissario Romano: ” Con questa iniziativa vogliamo agevolare un atteggiamento consapevole e critico verso chi amministra”. I docenti:”Un’esperienza diretta che ha portato frutti insperati”.

Una bella pagina di Educazione alla Cittadinanza e alla convivenza civile. Crediamo che sia il modo migliore per definire l’interessante esperienza che hanno vissuto gli studenti della V classe dell’IPIA Marconi di Racalmuto visitando gli uffici del Comune. Un’iniziativa fortemente voluta dai Commissari che intendono mantenere un dialogo costante con tutte le scuole del paese. “Si parla sempre più insistentemente della necessità di riavvicinare alla politica le migliori energie della società civile-spiega Filippo Romano,componente della terna commissariale, assieme ad Enrico Galeani e a Emilio Saverio Buda – ma Il dibattito, solitamente, si svolge su un piano genericamente ideologico, limitandosi a invocare una autonoma presa di coscienza da parte dei singoli, i quali già da giovani (altro tema ricorrente dell’allargamento della base politica) devono interessarsi alla gestione della cosa pubblica.

Ritengo che siffatti condivisibili auspici, se si limitano a tanto, non possano sortire alcun effetto sui ragazzi. Se davvero si vuole avvicinarli alle istituzioni è necessario interessarli. E non è difficile come si può pensare: se bambini e adolescenti si interessanto tanto a giochi di ruolo in cui bisogna gestire città immaginarie, nazioni, società, imprese, ecc.; se colgono il fascino delle aziende private che talvolta vengono portati a visitare, certamente non resteranno indifferenti rispetto alle tante, multiformi materie che costituiscono la competenza del Comune.
Per questa ragione abbiamo voluto inaugurare le visite guidate delle scolaresche nel nostro Palazzo municipale, con la non tanto segreta speranza che ciò ne agevoli anche un atteggiamento consapevole e critico, in futuro, verso chi amministra la cosa pubblica”. Renato Volpe, il dirigente del Comune che ha accompagnato nella visita i ragazzi, nel sottolineare il sorprendente successo che l’iniziativa ha avuto, sottolinea, che “l’obiettivo era soprattutto quello di far capire agli studenti che il Comune non è qualcosa che appartiene solo a chi lo governa o a chi vi lavora, ma una realtà della quale tutti i cittadini, nessuno escluso, sono parte integrante. Il Palazzo-aggiunge Volpe – non deve essere visto come simbolo del potere, ma come il punto di riferimento di tutta la comunità. Non vi nascondo- aggiunge, tradendo anche un po’ di commozione-che questa esperienza non ha arricchito solo i ragazzi ma anche me e tutti i colleghi con i quali si sono confrontati:Pietro Tulumello, dell’Ufficio Protocollo; Patrizia Taibi dell’Ufficio Servizi Sociali; Leonardo Macaluso, dell’Ufficio di Segreteria; Franco Puma, dirigente dell’Ufficio Tecnico; Salvatrice Scimè Ufficiale dello Stato Civile e Calogero Falco”

E.T.

L’esperienza della visita al Comune di Racalmuto, effettuata è stata molto interessante e proficua. I ragazzi sono stati accolti dal dirigente Renato Volpe, che, dopo il saluto iniziale, ha condotto gli alunni presso la sala Consiliare: qui sono state spiegate le funzioni e le prerogative di tutti i più importanti attori della vita istituzionale cittadina, e sono state date risposte esaurienti e chiare anche su semplici curiosità evidenziate dai ragazzi. Al fine di far comprendere il funzionamento dell’istituzione Comunale, si sono invitati gli alunni a segnalare qualcosa, un problema o un disservizio, per potere comprendere come viene avviato qualunque procedimento amministrativo: a tale sollecitazione ha risposto l’alunno Riccardo Sardo Viscuglia che ha chiesto delle spiegazioni in merito allo spegnimento delle luci del campetto Comunale, a partire da un certo orario. Interpellando l’elettricista del Comune lo stesso ha spiegato che la mancanza di luci non è dovuta ad una scelta, ma ad un vero e proprio malfunzionamento dell’impianto. Su questa situazione concreta è stato spiegato come si sarebbe potuto attivare il relativo procedimento. Dopo l’introduzione teorica, che però ha avuto diversi risvolti concreti, gli alunni sono stati condotti presso i vari uffici comunali: si è stati al Protocollo dove i dipendenti hanno spiegato in cosa consiste il loro lavoro facendo anche degli esempi pratici, si è visitata la stanza dei Commissari dove ci si è soffermati sulla spiegazione del significato dello stemma cittadino, si è passati dall’Ufficio Stato Civile. Qui i ragazzi hanno potuto accedere ai registri che li riguardavano e hanno potuto verificare i dati relativi all’evento della loro nascita, rimanendo stupiti del fatto che fosse registrata anche l’ora della loro venuta al mondo. Dopo avere visitato l’ufficio del Segretario Comunale, le cui funzioni erano state spiegate in precedenza, e altri importanti uffici, ci si è soffermati dinanzi agli albi comunali sulla cui funzione sono state fornite esaurienti informazioni.
L’ascolto dei ragazzi è stato molto attento e il loro comportamento assolutamente ineccepibile: ritornati in classe, nei giorni seguenti, si è fatta una riflessione sull’esperienza vissuta e con sommo stupore del docente si è appurato che molti concetti spiegati in classe, che fino ad allora erano sembrati astrusi e fuori dal mondo, erano diventati più familiari agli alunni che hanno, così, dimostrato di avere fatto tesoro, anche dal punto di vista culturale e didattico, di questo momento formativo.
Da questa esperienza si può trarre più di una riflessione ma di certo va sottolineata la valenza educativa e didattica della visita: l’abbandono della lezione frontale, nella quale l’alunno viene considerato un mero recettore di messaggi esterni, per far spazio ad un’esperienza diretta, ha sicuramente portato dei frutti forse insperati, anche in considerazione della complessità delle tematiche trattate che finalmente sono state viste come qualcosa che poteva avere a che fare con la vita reale, senza essere considerate soltanto roba da libri e “cose da grandi” o peggio “da professori”.

Antonio La Lomia
Concetta Alaimo
Docenti

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