Da Carmela Attardo ad Anna Vitello: quando la poesia si tramanda da madre a figlia

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Da Favara una storia bellissima

Anna VitelloL’amore per la poesia, per raccontare in versi in vernacolo o in lingua italiana i propri sentimenti, ereditata dalla propria madre. Ed allora, nella “vena poetica” di Anna Vitello scorre sangue familiare, quello della  madre, quasi a significare  una continuità da madre a figlia. E proprio questo aspetto che dà il titolo alla raccolta di poesie “Da madre a figlia”, che l’autrice favarese, docente di sostegno in servizio a Racalmuto, sta presentando in questo periodo nel corso di incontri con lettori e studenti. Anna Vitello ha voluto mettere insieme gli “appunti di un quaderno” dove la madre, Carmela Attardo, una stimatissima maestra elementare, affidava la propria passione per la poesia.

Una vita, quella della signora Attardo, intensamente vissuta, tra il sogno di una laurea in Lettere svanita a causa della Seconda Guerra Mondiale, l’amore ed il matrimonio con Diego Vitello, giovane medico di Favara, la nascita di otto figli, tutti seguiti negli studi e proiettati in brillanti carriere professionali. Ma anche una vita segnata dal dolore, per la scomparsa a soli 51 anni del marito e dalla propria malattia, che la portò a salutare la vita terrena a soli 57 anni. Ed allora la figlia Anna ha sentito quasi l’obbligo morale di pubblicare la raccolta di versi, che unisce due persone, una mamma con una figlia, attraverso il filo del sentimento e della rima. “Ho avuto una grande mamma, donna esemplare nella famiglia e nell’insegnamento -ricorda la prof.ssa Anna Vitello- dalla grande professionalità. Ricordo che lei stessa definiva il suo lavoro come una missione per eccellenza: “Insegnare per educare alla vita”. La famiglia Vitello, numerosa ed unita, è cresciuta seguendo l’impegno sociale e religioso della signora Carmela. “In un vecchio quaderno a righe, che noi figli custodiamo gelosamente -continua Anna Vitello- mia madre scriveva i propri versi, frutto di un’attenta riflessione e meditazione, di una scrupolosa lettura della Bibbia e dei Vangeli”.
Un tesoro che non poteva rimanere custodito in pagine ingiallite dal tempo, ma che doveva tramandarsi, soprattutto ai più giovani. “Ecco allora come nasce il titolo della raccolta “Da madre a figlia”- afferma emozionata la professoressa Vitello- che vuole essere appunto il proseguo di un lavoro iniziato che si perpetua nel tempo. Ciò che è stato non muore ma continua in virtù di quel legame e di quell’amore che rimane per sempre”. La raccolta, che è stata presentata prima nel corso di una bellissima serata al Castello Chiaramonte di Favara e dopo in alcuni istituti scolastici, è divisa in due parti. La prima raccoglie 16 toccanti poesie scritte dalla madre e che hanno per protagonista Gesù, dalla nascita alla Resurrezione. La seconda parte del libro raccoglie l’interessante lavoro di Anna Vitello composto da ben 15 poesie in lingua e 20 in dialetto. Non poteva mancare una poesia proprio dedicata alla madre. “Nella poesia intitolata “Me matri”, ho messo in evidenza proprio la sua grande passione: “Avia ‘a passioni pi la puisia, e sempri recitava e pridicava, e quannu pò la rima sistimava, li versi nu quadernu s’appuntava…” Anna da piccola ascoltava quelle dolci parole e quelle rime soavi della madre. Anna da grande continua sulla scia materna e con endecasillabi sciolti, rime baciate ed un linguaggio semplice, cadenzato e ritmato racconta il proprio stato d’animo, le sensazioni e le emozioni che la vita e tutto ciò che accade intorno ti trasmette.

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