Crolla il viadotto tra Ravanusa e Licata, strage evitata di un soffio

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Il crollo, lungo la statale 626, è avvenuto per cause ancora in fase di accertamento. Due auto sono precipitate nel vuoto; altre vetture sono state coinvolte in incidenti a catena. Interviene Alfano. 

Il viadotto Lauricella crollato (Foto di Andrea Cassisi)

RAVANUSA.Poteva essere una strage e solo per caso non lo è stata. Un viadotto fra Ravanusa e Licata, lungo la statale 626, è crollato stamane per cause ancora in fase di accertamento. Due auto sono precipitate di sotto; altre vetture sono state coinvolte in incidenti a catena, nel tentativo di arrestare la marcia. Sul posto stanno operando carabinieri, polizia e vigili del fuoco. I feriti non sono gravi.  (Il crollo nella foto di Andrea Cassisi).

In una nota l’Anas precisa che a crollare è stata una campata del viadotto “Petrulla”. La strada è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni. Il traffico è deviato sulla viabilità locale con indicazioni in loco.

Aggiornamento sui feriti
I feriti sono quattro. Tre sono stati trasportati al pronto soccorso di Licata. Uno è  ricoverato al Sant’Elia di Caltanissetta. Le loro condizioni non sono gravi. L’uomo ricoverato a Caltanissetta ha riportato un trauma toracico ed è arrivato vigile e cosciente in ospedale. Al San Giacomo d’Altopasso di Licata sono arrivate invece due donne di 33 e 29 anni. I sanitari hanno dichiarato una prognosi di 8 giorni per entrambe. Hanno riportato ferite e contusioni in tutto il corpo. Tra i feriti anche un bambino di dieci anni. Per lui, fortunatamente, solo tanta paura e qualche lieve ferita.

Alfano: “Interventi immediati”
“Ho già contattato il capo della Protezione civile nazionale e il corpo nazionale dei vigili del fuoco, per poter intervenire immediatamente sull’importante arteria stradale”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che oggi si trova ad Agrigento per partecipare – in Prefettura – ad un vertice su immigrazione ed emergenza furti dei cavi di rame. Il ministro è intervenuto sul cedimento del viadotto sulla strada statale 626 Licata-Ravanusa. Il 2 febbraio dello scorso anno, lungo la statale 115 che collega Agrigento con Sciacca, in territorio di Ribera, crollò una porzione del viadotto Verdura. Il ponte, allora, si squarciò a metà. Un anno fa, non si registrarono feriti solo perché qualche ora prima qualche automobilista aveva segnalato un avvallamento e il ponte, in via precauzionale, era stato chiuso al traffico dalla polizia stradale.

Gibiino: “A rischio la sicurezza dei siciliani”
“La Sicilia è povera d’infrastrutture, quelle presenti sono vetuste, prive di manutenzione, la sicurezza dei siciliani è a rischio”. Lo dice il senatore Vincenzo Gibiino, coordinatore di Forza Italia in Sicilia. “Il crollo del viadotto 626, è solo l’ultimo di una lunga serie di cedimenti – aggiunge – che hanno interessato negli ultimi anni non solo le strutture viarie ma anche quelle ferroviarie dell’isola, mi riferisco ad esempio al cedimento del viadotto Caltagirone-Gela nel maggio 2011”. “Bisogna agire subito, per evitare che la gente muoia a causa dell’immobilismo delle istituzioni legate alle catene delle burocrazia – auspica – Serve subito un piano di emergenza, una seria programmazione d’investimenti mirati alla manutenzione delle infrastrutture esistenti. Possiamo sfruttare i residui dei fondi Europei 2007-2013 e per tempo concertare un progetto di spesa per quelli riferiti agli 2014-2020. – conclude – Non è possibile attendere oltre, il governo regionale si attivi subito. Matteo Renzi, dal canto suo, rivolga la sguardo verso il Mezzogiorno per troppo tempo dimenticato”.

Intanto, il traffico sulla strada statale 623 è stato bloccato: le macchine vengono deviate a Campobello di Licata. Gli agenti della polizia stanno cercando una via alternativa per raggiungere la zona del ponte crollato ma sembra che l’unica via accessibile sia attraverso un bosco. Alcuni abitanti della zona hanno affermato che questo inverno nella zona interessata dal crollo c’era già stata una frana, da tempo quindi si sapeva che ci sarebbero potute essere ulteriori conseguenze e non sono stati presi i giusti accorgimenti.

fonte LiveSicilia.it

 

 

 

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