Crocetta bis: assegnate tutte le deleghe

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PALAZZO D’ORLEANS. Il dado è tratto, nasce il nuovo governo. Ma è rottura con Raciti.  Patrizia Valenti vicepresidente della Regione

“Non potevo più aspettare”. Rosario Crocetta ha varato, finalmente in modo ufficiale, il suo secondo governo. Lo ha fatto tramite una conferenza stampa convocata all’improvviso. Segno dell’accelerazione netta impressa all’iter che ha portato alla nascita “reale” del nuovo esecutivo. Mentre Crocetta snocciolava le deleghe attribuite ai nuovi assessori, Fausto Raciti era in aereo. Non sapeva che in quel momento il presidente aveva deciso di chiudere la partita. Non sapeva che Crocetta stava provocando il nuovo strappo col suo partito.

Rosario Crocetta

Rosario Crocetta

I nomi sono quelli già annunciati. Per le deleghe, era da sciogliere il nodo dell’assessorato all’Agricoltura, conteso tra Articolo 4 e Udc. Alla fine andrà a Paolo Ezechia Reale, uomo di Leanza e Sammartino. Non invece a Patrizia Valenti, confermata alla Funzione pubblica (“dobbiamo completare – ha spiegato Crocetta – la riforma delle Province, sarebbe stato un errore toglierle quell’assessorato”). Alla rappresentante dell’UDc è andata anche la carica di vicepresidente della Regione: “Un riconoscimento al mio partito”, ha commentato a caldo la Valenti. Anche se il partito, nel frattempo, è diviso. Metà del gruppo parlamentare non ha gradito nomi e metodi. E qualche centrista sta già pensando di uscire dalla maggioranza. Si vedrà.

Ecco le altre deleghe: Salvatore Calleri Energia, Roberto Agnello Economia, Nico Torrisi Infrastrutture, Antonio Fiumefreddo Beni culturali, Nelli Scilabra Formazione e istruzione, Linda Vancheri Attività produttive, Mariarita Sgarlata Territorio e ambiente, Michela Stancheris Turismo, Lucia Borsellino Salute. Giuseppe Bruno Famiglia e lavoro. Bruno avrà anche la delega alla Protezione civile.

Patrizia Valenti, vicepresidente della Regione

Patrizia Valenti, vicepresidente della Regione

“Ho il dovere – ha detto Crocetta in conferenza stampa – e non solo il diritto di governare. E ho deciso di farlo, anche assumendomi i rischi di una decisione apparentemente autoreferenziale. Ho sentito i partiti, ma non si può parlare di rimpasto per un anno. So che il mio partito si dibatte in una questione interna legata alle liste. Non ho mai considerato chiusa la questione per quella parte del partito che non vuole dare i nomi. Io non potevo più aspettare”.

Lo stesso governatore, in effetti, dimostra di essere consapevole degli effetti legati a questa accelerazione: “Spero – ha aggiunto infatti – che nei prossimi giorni si possa giungere a una ricomposizione degli assetti anche con l’area del Pd che non ci sostiene. I posti del Pd sono tutti lì a disposizione. Possibile azzerarli tutti? Sapete cosa penso di Nelli Scilabra: sarebbe un errore enorme, dopo tutto quella che ha fatto nella Formazione”. L’”area” a cui fa riferimento il governatore è quella dei cuperliani, certo.

Ma a prendere le distanze da questo governo è lo stesso segretario regionale. “Raciti – ha aggiunto Crocetta – rappresenta un’area del Pd con la quale spero che il dialogo possa riprendere già da domani. È il segretario? La segreteria nazionale del partito ha spiegato che a occuparsi di rimpasto in Sicilia è anche Davide Faraone. Per carità, non voglio né delegittimare né sfiduciare il segretario, col quale, ripeto, spero si possa tornare a parlare già da domani. Io – ha precisato – voglio governare con mitezza. Sarò mite, ma con fermezza. Il Pd credo voglia rivedere la propria delegazione dopo le Europee. Bene, vedremo. Io intanto devo tornare a governare”.

Ma la nuova giunta creerà malumori anche in casa Udc: “Non credo – taglia corto Crocetta – che andranno all’opposizione. Ma del resto, quando scegli delle persone scontenti sempre qualcuno”. Il rischio, adesso, però è legato anche alla mancanza di una maggioranza numerica all’Ars: “Io non ho questo timore – ha detto Crocetta – vogliono togliermi la maggioranza, la fiducia? Nessun problema. Non sono attaccato alla poltrona, non faccio politica per ambizione personale. A me interessano le riforme. E porterò avanti questo processo per il tempo che avrò a disposizioni. Si tratti di un anno, di un mese, o, come credo, di tutto il resto della legislatura”. Sulle polemiche seguite invece all’intervista concessa a Live Sicilia dall’ex assessore Marino, il presidente “dribbla” la domanda: “Mi hanno raccontato qualcosa. Ma l’intervista non l’ho letta”

Fonte www.livesicilia.it

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