Crisi Racalmuto, manovre e indiscrezioni. Ma non c’è un soldo

|




POLITICA. Dopo l’azzeramento della giunta comunale, il sindaco Emilio Messana apre le consultazioni per trovare nuovi assessori e una nuova maggioranza. Il primo cittadino: “Il paese così è ingovernabile”

I problemi, come sempre, nascono dai soldi. La decisione di Emilio Messana di arrendersi, azzerando la giunta per aprire una nuova stagione, è figlia del voto del consiglio comunale (dove Messana non ha una maggioranza numerica) che ha stravolto il bilancio comunale: tutti i finanziamenti per lavori pubblici e investimenti sono stati trasferiti sulle spese del Palazzo. Quindi, ad esempio, non più stanziamenti per il rifacimento delle strade, ma fondi per l’acquisto di nuove auto per la polizia municipale.

Una seduta del consiglio comunale di Racalmuto

Un chiaro segno per dire che la politica vuole tenere tutte le risorse pubbliche nel perimetro chiuso del palazzo municipale. Un arroccamento che di fatto ha legato le mani al sindaco per il prossimo anno.

Con un bilancio prosciugato, a Messana non è rimasto altro che alzare le braccia: “Così non posso più amministrare”, ha confidato ai suoi stretti collaboratori. “Il paese è ormai ingovernabile”. L’onda lunga della sfiducia che era stata avanzata mesi fa dagli otto consiglieri della sua ex maggioranza, ha ottenuto il suo scopo. I vecchi nodi sono arrivati al pettine.

Messana ha dovuto anche arrendersi all’evidenza di non essere riuscito a costruire una nuova coalizione reale con i cinque consiglieri della lista, un tempo di opposizione, capitanata da Carmelo Borsellino. Da qui alla rissa politica generalizzata tra le forze che hanno sostenuto il sindaco il passo è stato brevissimo.In questo momento lo stallo è completo. Messana ha provato a mischiare le carte, sperando di pescare all’interno del consiglio comunale i numeri per governare. Ma questo ha aperto molti appetiti, personali o di gruppo. Una crisi al buio, senza soluzioni immediate né semplici.

I nomi. Sono tantissimi in queste ore i nomi dei nuovi  possibili assessori. I componenti della lista Borsellino sospettano che il sindaco abbia già stretto un accordo con gli otto consiglieri che lo avevano sfiduciato. Per questo in Consiglio comunale, ieri sera, sono rimasti in silenzio a studiare le mosse degli altri protagonisti. Ma l’impressione è che si reciti a soggetto.

Si è fatto il nome di Luigi Penzillo che esprime il consigliere comunale Marcello Tufarulo, il gruppo capitanato da Lillo Bongiorno avrebbe fatto circolare il nome di Diego Sberna. Tra i riconfermati  potrebbero esserci la vicesindaca Carmela Matteliano espressione del Pd o l’assessore alla Cultura Salvatore Picone. Il Pd di Racalmuto, attualmente commissariato e affidato nelle mani del segretario provinciale Peppe Zambito, rivendica un assessore. Ma il nome dovrà essere espresso dal direttivo del partito.

Come metterla allora con Giuseppe Guagliano, esponente del Pd, ex vicepresidente del consiglio, che ha rivendicato il primato della politica – e anche del suo ruolo – nella prossima giunta?

Altri nomi che circolano in queste ore, senza alcuna conferma ufficiale, sono anche quelli di Valerio Canicattì e di Salvatore Maniglia. E c’è chi propone che vadano a ricoprire il ruolo di assessore coloro che da sempre sono rimasti dietro le quinte, pur guidando formalmente o informalmente alcuni microgruppi interni al Consiglio comuale: Roberto Restivo, Peppe Gueli, Luigi Penzillo, Lillo Bongiorno.

E nel cambio totale di cariche e alleanze, cambierà anche il presidente del consiglio comunale Ivana Mantione? Certo, sarà una casela che non potrà restare fuori dai giochi. Un puzzle complesso e forse inutile, soprattutto se non fa pensare che l’esito rivoluzionerà la gestione di Racalmuto.

Il sindaco ha iniziato le consultazioni. I tempi di soluzione non sono prevedibili.

 

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *