Consigli per la gita

|




I presidi, organizzando i tradizionali viaggi d’istruzione, privilegino le mete più vicine. A Racalmuto, per esempio…

altVorrei condividere una proposta lanciata dal presidente dell’Assemblea regionale Giovanni Ardizzone a tutti i presidi di licei e istituti superiori dell’isola perché, organizzando le tradizionali gite di istruzione, privilegino quelle vicino casa, facendo scoprire ai loro studenti le meraviglie della Sicilia e gli scrittori che questa terra ha imposto nella letteratura italiana. Appello esposto a Racalmuto in occasione della presentazione della “Strada degli scrittori”, il progetto sul quale stanno lavorando tante assessore del governo Crocetta, da Michela Stancheris a Maria Rita Sgarlata, da Linda Vancheri a Nelli Scilabra e Mariella Lo Bello, soddisfatte dell’attenzione mostrata dal ministro dei Beni culturali Massimo Bray, l’11 novembre scorso pure lui a Racalmuto, alla Fondazione Sciascia. Un progetto e una proposta di viaggio insieme.

Il tutto lungo trenta chilometri che vanno da Racalmuto a Porto Empedocle. Nel mezzo splende la Valle dei Templi di Agrigento con il giardino degli dei, la Kolimbetra, ma in quei trenta chilometri, e non ci sarebbe certo bisogno di ricordarlo ai docenti e ai presidi chiamati in causa dal presidente Ardizzone, insistono pure le case natali, le statue, i luoghi frequentati, le trattorie, i paesaggi amati da Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri.
E anche la Favara di Antonio Russello o la Canicattì di Simonetta Agnello Hornby, altre tappe di un percorso dell’anima puntellato da teatri, fondazioni, circoli, miniere, castelli. È il tema già esaminato con un tavolo operativo il 17 settembre a Racalmuto, presenti le cinque assessore del governo Crocetta, in sintonia con l’assessore all’Agricoltura
Dario Cartabellotta, diversi sindaci e altri volenterosi protagonisti della cultura e del mondo produttivo con l’impegno di mettere a punto un protocollo di iniziative concrete perché turismo e cultura possano Consigli per la gita produrre occupazione (quella vera, non quella assistita). Il progetto dovrà camminare sulle gambe della Regione per quanto riguarda le linee generali, ma sul piano concreto a mobilitarsi dovranno essere albergatori, ristoratori, titolari di imprese collegate al turismo, cooperative già operanti e altre da far nascere per rendere efficienti i servizi necessari, dalle guide agli autisti, dalle imprese di servizio ai tecnici di laboratorio teatrale e così via. Come dire che il privato dovrà costruire i vagoni del treno, mentre il pubblico penserà ai binari (infrastrutture, pubblicità, fiere, Export 2015…). Questo significa anche rischiare in proprio, impegnare capitali privati, scommettere su se stessi, senza attendere contributi e prebende di vecchio stampo. Importante è che gli assessorati, insieme con il braccio culturale dell’Assemblea, la rinata la Fondazione Federico II guidata da Francesco Forgione, riescano a pianificare un quadro chiaro offrendo ad ogni soggetto spazi e temi assegnati, utilizzando al meglio gli apporti di tante istituzioni attive, altcome la Fondazione Sciascia, di tanti preziosi pilastri come Confindustria Sicilia, il Fai, commercianti, artigiani, albergatori. L’augurio è che non trascorra troppo tempo perché tutto questo diventi realtà, ma intanto qualcosa si può cominciare a fare subito. Appunto, come diceva Ardizzone con l’appello a presidi e insegnati, invitandoli a concentrare il raggio d’azione dei cosiddetti viaggi di istruzione a percorsi come quello della “Strada degli scrittori”. E faccio solo tre rapidi esempi per suggerire come accendere la curiosità degli studenti alla lettura di Sciascia. Prendiamo “Le Parrocchie di Regalpetra”, l’affresco scritto sul crinale della metà del secolo scorso. Basterebbe richiamare le pagine sui figli dei minatori che l’allora maestro Sciascia si ritrovava in classe, i riferimenti a quel duro lavoro per confrontarlo con la stessa miniera di sale oggi operante, l’impianto Italkali, 60 chilometri di gallerie che scendono fino a mille metri di profondità, fra pareti bianche, angoli mozzafiato, tappa possibile di una escursione che farebbe scoprire come ci si muove oggi in una vera e propria fabbrica dove in inverno si lavora notte e giorno per esportare sale utilizzato nei Paesi del Nord anche per sciogliere la neve sulle autostrade tedesche. Vogliamo fare vivere un altro libro come una storia da evocare? Arriviamo sempre a Racalmuto con “Morte dell’inquisitore” davanti alla grotta di Fra Diego La Matina e raccontiamo come un frate eretico, rifugiatosi in quell’antro, scoperto e rinchiuso dall’Inquisizione allo Steri di Palermo, riuscì a ribellarsi e a uccidere sotto tortura il suo inquisitore, Cisneros, sepolto nella Chiesa della Gancia.
Altri spunti su potere e impostura? Basta fare leggere “Il Consiglio d’Egitto” e proporre ai ragazzi la figura dell’abate Vella scoprendo i meandri del Castelluccio che sormonta Racalmuto o del Castello Chiaramontano. Tre libri che possono rivivere come il “Giorno della civetta” o “Una storia semplice” attraversando i luoghi in cui questi e altri testi furono pensati e scritti, fino alla vecchia dimora in pietra, casa Sciascia, nel suo buen retiro di Contrada Noce.
È questo percorso, già sperimentato per le scuole della provincia di Agrigento da qualche operosa associazione locale, che va sviluppato come suggerito dal presidente dell’Assemblea, pronto insieme con la Fondazione Sciascia ad avviare un apposito concorso per gli istituti siciliani, una gara per leggere Sciascia e per scrivere di Sciascia. Con un premio che può diventare, appunto, un viaggio di istruzione. Primo tassello di un mosaico che anche la Scuola potrebbe contribuire ad allestire.

Felice Cavallaro

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *