Conosceva la Sicilia solo attraverso la voce della nonna

|




E’ Simona Poli, nipote di Rosa Balistreri. Una storia commovente, raccontata ieri sera a Burgio, nella seconda serata del Dedalo Festival.

La Sicilia la conosceva solo attraverso la voce della nonna, i suoi canti, i racconti di una esistenza così dolorosa da scavarle profondi solchi nel volto e nell’animo. Mai abbattendola, però, ma moltiplicando le sue energie per superare tragiche avversità.

Nell’anno del novantesimo anniversario della nascita della nonna, decide di lasciare la sua terra natia, la Toscana, e di esaudire un suo desiderio di sempre: mettere per la prima volta piede in Sicilia, per ricollegarsi alle sue radici più profonde.

La nonna è Rosa Balistreri. La nipote è Simona Poli. Una storia commovente, raccontata sabato sera a Burgio, nella seconda serata del Dedalo Festival, sul palco del Parco della Rimembranza, in occasione dello spettacolo “Buon compleanno Rosa”, dedicato alla cantastorie e cuntastorie più celebre di Sicilia.

Simona Poli non sapeva neanche di questa serata quando ha programmato il viaggio nel suo passato. Ma quando lo ha saputo non ha esitato un attimo a cerchiare nel suo itinerario il nome di Burgio e del Dedalo Festival. Nello stesso giorno del suo arrivo in Sicilia, si è ritrovata di fronte la nonna attraverso l’omaggio di straordinari artisti, provenienti da ogni parte della Sicilia e non solo, che hanno dato voce ai canti di Rosa Balistreri raccontando pure il cunto della sua travagliata esistenza.

A me è stato dato l’onore di presentarla, di farla salire sul palco, accompagnata dal sindaco Vito Ferrantelli, dal direttore artistico del Dedalo Ezio Noto e due studiosi e amanti di Rosa, Sino Guarisco e Giuseppe Filippone che hanno avuto il merito di intercettare Simona Poli.

Emozionatissima, ha parlato della nonna, dei loro momenti trascorsi insieme, del perché del viaggio nella memoria, dei canti che la nonna le cantava e le faceva cantare tra cui “Li pirati a Palermu”.

Sinona parlava e io vedevo la nonna, tra le lacrime, contenta della nipote, della sua gioia di mettere piede nella sua terra che l’ha vista nascere a Licata, poi trasferire a Palermo e a Firenze, tra mille traversie, tragedie, “molti mestieri faticosi” per sopravvivere e dare da mangiare alla figlia.

La nipote, in prima fila, è stata tutto il tempo con gli occhi sgranati dalla meraviglia ad ascoltare la nonna tramite le magistrali esecuzioni di cantanti, cantastorie e musicisti che si sono alternati sul palco: Giò Vescovi, Mel Vizzì, Giusy Schilirò, Mario Vasile, Riccardo Sciacca, Alfredo Ginexi, Libero Reina, Ilaria Leto Barone, Salvatore Comparetto, Francesca Amato, Piera Lo Leggio, Raffaele Messina, Mimmo Pontillo, Nonò Salamone, Debora Messina, Gregorio Caimi, Gianni Amore, Giuseppe Veneziano. Con un gioco d’artificio finale a cui hanno preso parte altri protagonisti del Dedalo: Danila Massimi, Nicola Pollina, Antonio Smiriglia, Marco Milone, Roberta Izzo ed Ezio Noto.

Emozioni su emozioni. Una serata degna, illuminata da una Luna che ci strizzava l’occhio e che ha cantato per tutta la serata con noi e con Rosa. Simona Poli, che sul profilo Facebook si presenta con la frase “di me son ben poco”, avrà cominciato a capire e ad avere risposte ad antiche domande. Rosa continua a vivere, a cantare e ora a sorridere.

Nella foto, in prima fila, Simona Poli è la signora con gli occhiali.

Foto Nicola Pollina

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *