Con l’Italicum alla toscana si vota alla Renziana

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E’ anche probabile che con la nuova legge elettorale ci sarà più stabilità, ma basterà a colmare le voragini di un Paese alla deriva

Matteo RenziE così cambieremo sistema elettorale. Dopo infinito ciarlare e l’intervento perentorio della Corte Costituzionale il nuovo leader maximo del Pd sembra aver trovato, via Verdini e con il placet del Cavaliere che attende di servir sociale, la retta via. Alea iacta est, avrebbe detto Cesare. Chi è Renzi? Si chiedono ora in tanti, un salace battutaro fiorentino o il tanto atteso condottiero che completerà l’Unità d’Italia tradita. Tante aspettative si condensano intorno al sindaco tosco. E i balbettii garruli degli interni oppositori sembrano appena scalfirlo.

Mi rivelava un’acuta collega del Uffington Post, Angela Mauro, che il giorno dell’incontro con l’uomo di Arcore il suo sito, imbevuto d’umori e lettori di sinistra fino al collo, è stato inondato di mail che plaudivano all’incontro, segno che il popolo è con lui e non con il vecchio apparato bersaniano come potrebbe sembrare dall’agitarsi di ugole e denigrazioni.

E sembra dunque che siamo ormai tutti renziani, come già fummo per un breve volger di luna montiani e prima ancora veltroniani, tutti berlusconiani mai perché nel dna del Cavaliere c’è stampato: io divido. Eppur qualcosa si muove. Se la riforma del voto andrà in porto anche la scassata italietta di questi lustri avrà una sua inversione di tendenza, sarà forse più stabile, di certo diversa e forse anche un po’ nuova. Restano le voragini: l’economia fragile, i cervelli in fuga, le tasse incontrollabili, la burocrazia padrona. Resta il Paese sempre prigioniero della sua arretratezza. Ed è qui che si dovrà incidere con il bisturi se lo si vuol tenere ancora in piedi questo Paese. Rinnovarlo nelle sua fondamenta, impedendo alla burocrazia di perpetuarsi, introducendo mobilità e limiti allo strapotere dei manager pubblici. Non è più tollerabile che vertici della burocrazia italiana rimangano in carica in eterno. Così come non sono tollerabili i vitalizi degli onorevoli siciliani. Sappiamo quanto sia difficile attaccare questi poteri per illuderci. Ma se Renzi o chi verrà s vuole lasciare un segno vero nella storia del Paese dovrà misurarsi con questi problemi.

Luigi Galluzzo

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