Con la musica nel cuore

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Racalmuto, grande successo del primo raduno di fisarmonicisti in ricordo del Maestro Francesco Macaluso. Domenico Mannella: “L’orchestra di fisarmoniche rinascerà”. 

Un momento dello spettacolo

Grande successo, e grande partecipazione di pubblico ieri a Racalmuto per  “La fisarmonica nel cuore”,  primo raduno di fisarmonicisti in ricordo del Maestro Francesco Macaluso, organizzato  dall’Associazione Arci Arcobaleno, con il Patrocinio del Comune di Racalmuto.

In Piazza Crispi gli ex allievi del maestro Macaluso lo hanno ricordato con uno spettacolo dove sono stati grandi protagonisti, e non poteva essere diversamente, oltre alle fisarmoniche, i ricordi, che hanno restituito pienamente la straordinaria immagine di un uomo che ha saputo trasmettere la bellezza della musica ad intere generazioni di ragazzi.

La serata si è aperta con gli interventi della presidente dell’Arci Angela Martorana e del vice sindaco di Racalmuto Carmela Matteliano, che si sono molto adoperate nell’organizzazione dell’evento. A condurla, con grande competenza, eleganza e straordinaria simpatia, Gigi Restivo, ex allievo del Maestro Macaluso.

A conclusione dello spettacolo Domenico Mannella, tra i primi allievi di  Macaluso, e oggi uno tra i più apprezzati musicisti della nostra terra, ha annunciato che si farà di tutto per fare rinascere a Racalmuto l’orchestra di fisarmoniche che porterà il nome del Maestro.

Il pubblico

“Il suo esempio ha nutrito la coscienza civile della nostra comunità – ha detto ieri sera il sindaco di Racalmuto Emilio Messana – siamo orgogliosi del nostro paese anche grazie a lui e a queĺla splendida stagione. Abbiamo il dovere di investire nei valori di Francesco Macaluso. La sua storia e la memoria collettiva che la conserva ci indicano che vale sempre la pena di impegnarsi per la comunità, di condividere le proprie passioni, di credere nei giovani e di dare loro le opportunità, di incoraggiare i talenti”.

Lo spettacolo è stato trasmesso in diretta su facebook, sulla pagina PatriAnny la voce dei Grottesi

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Anche Malgrado tutto vuole ancora una volta ricordare l’impegno e la passione del Maestro Macaluso, e lo facciamo con un articolo di Giancarlo Macaluso pubblicato dal nostro giornale nell’ottobre del 1987.

CON LA MUSICA NEL CUORE

Il Maestro Macaluso, in primo piano, con l’orchestra di fisarmoniche da lui creata

La sua suola era il più grosso vivaio musicale della provincia. Ha sfornato per anni decine di fisarmonicisti, molti dei quali si sono rivelati dei veri e propri talenti musicali. Aveva creato un’orchestra di oltre cinquanta elementi, un vero esercito di fisarmoniche.

Parliamo di Francesco Macaluso, classe 1905, ebanista di professione e amante della musica sino al punto da averne fatto una ragione di vita.

Dieci ore al giorno di lezioni

Conosciamo semplicemente come ‘u zi Cicciu, questo popolarissimo personaggio ha avuto il merito di rilanciare massicciamente a Racalmuto l’arte musicale, tenendo sino a dieci ore di lezione al giorno, senza mai chiedere una lira di compenso.

La scuola di Francesco Macaluso ha fornito decine di strumentisti e numerosi complessi e gruppi folkloristici della Sicilia. Non c’era famiglia, a Racalmuto, che non vantava nel suo seno un fisarmonicista.

Ogni casa una fisarmonica, dunque, anche se ora, purtroppo, la stragrande maggioranza di questi strumenti giace abbandonata negli armadi.

Francesco Macaluso comincia a suonare all’età di sette anni ricevendo lezioni di pianoforte, siamo nel 1912. Qualche anno più tardi entra nella banda municipale suonando il flicorno tenore il bombardino per intenderci.

Una scommessa che…

La fisarmonica a quel tempo la sconosceva. Ed è curioso sapere come gli finisce tra le mani il marchigiano strumento. Durante la seconda guerra mondiale viene fatto prigioniero in Inghilterra. E’ proprio lì che impara a suonare la fisarmonica.

Un compagno di prigionia gli propone una scommessa: in una settimana, scambiandosi gli strumenti, devono imparare a suonarli: lui la fisarmonica, l’altro il pianoforte. A vincere è proprio Francesco Macaluso.

Una volta pensionato comincia la sua opera. Da lezioni dapprima a casa sua, sino a quando il Comune non si rende conto dell’importanza di quella iniziativa e gli concede un locale per la sua attività giornaliera.

Malgrado le sue precarie condizioni di salute è costretto a dare lezioni (solfeggio, pianoforte, fisarmonica) mattina e pomeriggio per il numero eccezionale di allievi di cui riesce ad attorniarsi: più di centoventi. Un lavoro stressante dunque, che solo un uomo come lui, armato di tanta passione, poteva sopportare sino alla morte.

Dopo di lui il silenzio

Ma dopo la morte di Francesco Macaluso, avvenuta il 7 ottobre del 1976, che ne è stata della fisorchestra? Che fine hanno fatto i fisarmonicisti della sua scuola? E’ svanito tutto. Nessuno è riuscito a mantenere in vita quello che lui aveva meticolosamente costruito in oltre vent’anni di attività.

Ci hanno tentato in molti, ma è stato impossibile riuscire a trovare l’ingrediente magico con cui il maestro riusciva ad amalgamare una truppa di oltre cento fisarmoniche.

E poi, parlando chiaramente, forse nessuno era disposto a mettere a completa disposizione degli altri la propria arte, così, senza contropartita, senza guadagnare nulla, solo per il semplice gusto di popolarizzare uno strumento: così come ha fatto Francesco Macaluso.

Racconta il figlio Salvatore: “era impossibile convincere mio padre a chiedere qualcosa per le sue lezioni: andava su tutte le furie. I soldi erano l’ultima cosa a cui pensava, anzi non ci pensava per niente: gli bastava la sola pensione, diceva”.

Non parliamo di soldi, per favore

Ed è proprio la sua indifferenza ad ogni sorte di remunerazione che testimonia con quale spirito svolse la sua opera. “Cominciai a prendere le sue lezioni nel 1959. E la prima cosa che mi colpì fu quando mio padre gli chiese il prezzo: io lo faccio solamente per passione, per favore non parliamo di soldi“, fu la risposta.

A parlare è Domenico Mannella, tra i primi allievi di Francesco Macaluso e tra i pochi che hanno professionalmente intrapreso la carriera musicale.

“E’ stato il mio primo punto di riferimento – ricorda Mannella – era veramente straordinario: riusciva a trovare la soluzione ad ogni mio interrogativo, ad ogni mia difficoltà. Insegnava nella sua falegnameria e quando arrivavo lasciava tutto e cominciava a sua lezione”.

Negli ultimi anni della sua attività aveva raggiunto una enorme popolarità; basti pensare che al suo funerale erano presenti più di duemila persone, cinquanta ragazzi (l’intera orchestra cioè) con altrettante fisarmoniche in spalla, due interi gruppi folkloristici in costume.

La famiglia ha ricevuto centinaia di telegrammi di cordoglio. Per lui sono state sottoscritte quasi mille corone di San Vincenzo e i fiorai hanno faticato a preparare centodieci corone di fiori. Un finale degno del suo prestigio e della sua impagabile opera. Ma ora come recuperare la sua figura? “Continuando sulla sua strada, suggerisce Domenico Mannella. Riaprendo la Scuola di musica e ripristinando l’orchestra di fisarmoniche che dovrebbe portare il suo nome”.

Insomma, Francesco Macaluso è stato un uomo che ancora oggi rappresenta il simbolo della cultura musicale Racalmutese.

Un personaggio che ha impresso un’orma nella storia di Racalmuto e che “non ci si può permettere il lusso di dimenticare”, come purtroppo si sta facendo.

da Malgrado tutto, ottobre 1987

 

 

 

 

 


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