“Con la crisi e senza lavoro vinceremo la coppa d’oro”

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Da Favara una denuncia sociale che trova spazio in un mega striscione tricolore.

Il mega striscione

Il mega striscione

“Con la crisi e senza lavoro vinceremo la coppa d’oro”. A Favara una denuncia sociale trova spazio in un mega striscione tricolore, uno dei tanti che giorno dopo giorno stanno arredando viali, piazze e strade in attesa dell’esordio della Nazionale di Prandelli al Mondiale 2014.

A Favara, come del resto nella maggior parte d’Italia, i tricolori si collocano sui balconi e finestre non il 4 novembre, 25 aprile e 1 maggio ma solo per i Mondiali ed Europei. Il calcio si dice, accomuna tutti, elimina barriere, fa esultare fianco a fianco manager, industriali, disoccupati e cassintegrati.

Lo slogan-denuncia, carico di passione e di cruda realtà, arriva, tramite FB, da via Agrigento, uno dei quartieri più passionali e popolari di Favara. Dove la gente vive il contatto quotidiano in strada, lontano dai condomini. Dove la struttura urbanistica delle “vaneddre” porta a socializzare la zia Maria con i ragazzi in bici, dove due pietre per strada diventano pali di una porta i calcio invisibile, dove tutti i bambini con un pallone al piede vivono momenti di gloria.

Sono tutti Buffon e Pirlo, Balotelli e Cassano. Via Agrigento, come detto, è un quartiere popolare, abitato soprattutto da operai, molti dei quali da anni vivono la crisi dell’edilizia che ha bloccato un intero indotto. Via Agrigento è sorta dopo gli anni Sessanta-Settanta con le “rimesse” che arrivavano dalla Germania, dal Belgio e dalla Francia. Le vecchie “cammari” e “dammusi” hanno lasciato il posto a case dignitose, ampie, monofamiliare. Anche se senza prospetti e senza particolari decori il quartiere si è evoluto, grazie alle due scuole “Cap. Vaccaro” e “Pirandello” e alla parrocchia San Pietro E Paolo, epicentri questi di vivacità culturale, associativa e ricreativa. Via Agrigento negli anni ospita anche tante attività commerciali, di ristorazione, bar e circoli ricreativi.

Ma nonostante il progresso questa zona di Favara vive, come anche gran parte della città, uno dei momenti economici più difficili. Con famiglie senza reddito ma con proprietà e rendite, “chiamate” dal Fisco a versare tributi e tasse. Ed allora dal quartiere “passionario” parte l’augurio alla nostra Nazionale di calcio. Sperando di rivedere la gente sventolare il tricolore anche il 1 maggio, che deve ritornare afesteggiare il lavoro che manca.

 

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