Comunque vada sarà un… insuccesso

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Gli scenari politici dell’anno che verrà non promettono nulla di buono

altTre scenari politici per il prossimo anno.
Primo scenario. La tenaglia Monti Bersani stritola Berlusconi. A fine febbraio Pd/Sel e loro aggregati vincono alla Camera ma non al Senato dove risulta determinante la coalizione che sostiene Monti. Il professore dopo convulse consultazioni viene chiamato a comporre il nuovo governo con Bersani, suo malgrado accetta. Berlusconi è fuori gioco, Grillo all opposizione ma ininfluente. Giuliano Amato viene eletto Presidente della Repubblica. Il governo vivacchia per un annetto e mezzo poi Monti si dimette per prendere il posto di Barroso in Europa, nessuno riesce a fare un nuovo governo e si riva a votare. Nel frattempo l’economia non è migliorata e il paese va sempre piu giù.

 

 Secondo scenario. Bersani vince risicatamente, riceve l’incarico e governa. Monti fa il superministro dell ‘economia. Berlusconi all ‘opposizione con Grillo tratta. Prodi viene eletto Capo dello Stato. Il governo vivacchia un annetto e poi cade. Nessuna riforma. Monti va in Europa, la crisi dilaga. Nuove elezioni Italia nel caos.Terzo scenario. Sostanziale pareggio dalle urne, Berlusconi determinante. Convulse consultazioni, Monti inevitabilmente viene riconfermato premier. Letta viene eletto Presidente della Repubblica. Si vivacchia un anno e poi Monti viene dimissionato. Ma non riesce ad andare in Europa e resta al palo. Tutte le trattative falliscono e si rivota. Grande instabilità sociale, economia nel caos.Tutti gli scenari sono poco rassicuranti. L impressione e che vivremo almeno altri due anni di difficile transizione, due anni a perdere. Difficile dire cosa sarà dopo,, certo il nostro presente somiglia a quanto successe dopo i moti europei del 1849. Un tentativo miope di restaurazione subito travolto dall’ inevitabile esigenza di cambiamento della società europea di allora. Le restaurazioni hanno sempre il fiato corto. Difficile dire però cosa veramente ci attende.Per adesso buon 2013 a tutti.

Luigi Galluzzo

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