Come un papavero bianco

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Il tuo racconto per Malgradotutto

Come un papavero bianco
di
Lorena Vizzini

altUno come tanti, il sogno di una vita, Mattia cinque anni.. la gioia dei nostri occhi. Lo abbiamo desiderato tanto. Il frutto del nostro amore, il regalo più grande che la vita potesse mai donarci. Quando lo strinsi per la prima volta tra le mie braccia sentii un legame profondo, un amore fuori dal comune, che va al di sopra di ogni immaginazione, quel piccolo esserino così estraneo..era parte di me. Lo guardo intento nei suoi giochi, a disegnare il suo mondo. I suoi occhietti furbi, gli occhi di suo padre, un sorriso da biricchino, la camminata, incerta e spavalda allo stesso tempo. E’ sempre stato diverso Mattia, un bambino speciale..e non lo dico per amore di mamma, non lo dico perché agli occhi di qualunque genitore il proprio figlio è sempre eccezionale. Mattia è speciale, è diverso, Mattia è autistico.

 

Quando il medico pronunciò questa parola fu come se il mondo mi crollasse addosso, mi mancò il respiro, d’un tratto sprofondai in un incubo. Nessuna madre vorrebbe che il proprio figlio stesse male, e sapere di non poter far nulla.. dolore, disperazione. Quante volte ho desiderato di prendere io il suo posto. Perché è successo, perché proprio lui. Lo vedevo crescere giorno per giorno, vedevo i suoi occhi persi nel vuoto, le sue difficoltà nelle piccole cose, la sua tendenza ad isolarsi, la sua assurda aggressività.. inspiegabile. Una madre lo sente che qualcosa non va..l’ho avvertito subito che lui non era un bambino come tutti gli altri, che non era normale. Nessuno vorrebbe le proprie paure materializzarsi, ma il suono di quella parola..vostro figlio soffre di AUTISMO le rese reali . Non capisci, non comprendi..è una cosa astratta, lontana..finché non ci sei dentro. Fa paura! Sai che tutta la sua vita sarà in salita, farà più fatica degli altri. E’ nato disagiato, svantaggiato, sfortunato, poverino non è normale. Quante ne ho sentite in questi anni. Non è normale..è forse normale colui che uccide solo per il piacere di farlo? E’ normale chi distrugge la propria vita dietro alcool e droghe? E’ normale chi violenta una donna solo per appagare un atavico bisogno? Non credo proprio.. se questo è normale, allora mio figlio non lo è, mio figlio è speciale! Mattia non fa paura, è solo autistico. Molti credono che chi soffre di questa malattia sia prigioniero di se stesso, incapace di comunicare con l’esterno, condannato alla solitudine. Io amo pensare e ne sono sempre più sicura che Mattia sia un privilegiato, uno di quei pochi a cui è stato consentito di poter raggiungere il livello più alto, di poter scorgere l’immenso. E’ una perla rara, un raffinato bocciolo, che si è costruito un mondo tutto suo, dove la realtà non ti costringe a essere ciò che la gente vuole ma solo te stesso con le tue strabilianti idee. Dove regna la fantasia e i sogni, un mondo che viaggia su una frequenza diversa, al di sopra di ogni cosa, dove non a tutti è permesso entrare. Chi riesce a toccare anche per un solo istante quel suo meraviglioso angolo di paradiso ne ritorna ricco, ma non di futili cose.. è in quel incontaminato luogo che si racchiude la vera essenza della vita. Quante notti a piangere nell’oscurità delle tenebre, di nascosto, perché a una madre non è permesso essere fragile, non quando sei tu a dover dar forza a un diamante grezzo che nessuno comprende. Che si allontana se tenti una carezza, si scaglia contro te se invadi il suo mondo senza permesso. Lui ha le sue regole, i suoi ritmi, le sue abitudini che sono la fortezza della sua indifesa anima. Non è forse abitudine di ogni ragazzino creare nella propria stanza un posto tutto loro, privato, che custodisca i propri segreti e i propri tesori?! Dove mettere alla porta la targhetta vietato entrare?! Beh..è un po’ come fa Mattia solo in modo diverso.

altUna madre deve imparare a conoscere il proprio figlio, a rispettare pazientemente i suoi limiti e ad aspettare che lui ti consenta di entrare nel suo incantato castello, soprattutto quando sei madre di un singolare ometto che racchiude in se la sua genialità. Perché Mattia non è stupido, non è un bambino intellettualmente poco abile, uno scemo come molti ignoranti superficialmente pensano. Molte statistiche, anzi, affermano che i soggetti affetti da autismo spesso sono molto più intelligenti della media, mi stupisco anch’io a volte delle sue particolari doti. Lo osservo, è continuo a chiedermi a cosa stia pensando quando vedo il suo sguardo perso nel vuoto. Quando lo chiamo e non risponde e non perché è sordo, ma perché si chiude nel suo piccolo pianeta dove si parla un linguaggio diverso, indecifrabile per noi comuni mortali, si rinchiude nel suo mondo senza consentirmi di farne parte. Mi chiedo se lui capisca che sono sua madre, se percepisca il bene che gli voglio, che è al sicuro e non deve aver paura dei suoi incubi, del buio, perché io sarò sempre al suo fianco a proteggerlo. Mi chiedo cosa vede lui quando i suoi occhi incrociano i miei, se sente lo stesso profondo legame che unisce lui a me. Quali siano i suoi pensieri, i suoi sogni, le cose che gli piacciono , che gli fanno battere il cuore. I figli sono delle identità diverse da noi, magari ci somigliano in certi aspetti, ci rispecchiano in qualche nostra assurda mania, ma sono straordinariamente unici, neanche i gemelli sono perfettamente uguali. Ci abbiamo messo un po’ a farci conoscere da lui, a capire i suoi gesti, le sue urla, i suoi attacchi di rabbia. Come ogni normale genitore che deve imparare a riconoscere i pianti del suo neonato, per noi è solo un po’ più difficile. Non puoi lasciarti abbandonare alla disperazione e alla commiserazione, perché sei tu a dover guidare, prendere per mano quel piccolo bimbo e portarlo alla scoperta del mondo, dell’altro mondo che spesso non capirà mai lui. E la vita poi ti sorprende…proprio nel momento in cui tu non speri più, succede quello che non avresti mai immaginato..che non ti aspettavi. Quello resterà uno dei giorni più belli della mia vita. Quando portammo per la prima volta il nostro ometto al mare. La vista di quella enorme distesa d’acqua, la sensazione della sabbia sotto i piedi, il sole battere su gli occhi. Voi direte cos’ha di così speciale? Ebbene fu la prima volta che vidi Mattia felice come mai lo era stato prima. Lo vedevo correre per la spiaggia libero, come il volo di quei gabbiani che dall’alto lo vegliavano. Cimentarsi in nuovi giochi armato di secchiello e paletta, e quasi mi commosi quando lo vidi giocare insieme ad altri bimbi. Fino ad allora non si era fatto avvicinare da nessuno estraneo al suo mondo. Sembrava uno come tanti. E quando al calar del sole i suoi occhi, videro quella distesa blu colorarsi di rosso ne fu come ipnotizzato. Osservava, con uno sguardo da esploratore, il tramonto sul mare con i suoi colori caldi, l’abbraccio di una madre. Seguì l’incanto di quel tramonto come il Piccolo Principe. Quando d’un tratto lo vidi voltarsi verso me e dire: MAMMA! E con il suo piccolo ditino indicare quella grande palla arancione, il sole pieno d’amore. Capii subito quello che voleva dire, era il suo modo per esprimere le sue emozioni, la sua gioia, il suo modo per dire ti voglio bene. La malattia spesso fa dimenticare che dietro a quell’orrendo mostro, l’autismo, c’è un individuo come tutti gli altri con i suoi sogni, le sue passioni, e le sue peculiari doti. Smarrito, con un po’ di nebbia negli occhi forse, con il passo incerto proprio come un bimbo che sta imparando a camminare, e sta a noi accompagnarlo per questi tortuosi sentieri che noi chiamiamo mondo. Mattia è come tutti gli altri suoi coetanei solo con qualche sfumatura in più. Sorride, gioca, ama, piange, disegna.. adora dipingere con in mano i suoi pennelli diventa un piccolo Picasso. Ha molti problemi a comunicare con il linguaggio, è molto più bravo a gesti. Ma quando si mette davanti ai suoi fogli bianchi riesce a tirare fuori tutto quello che nasconde nel suo animo. E il mare.. il mare rosso, quel tramonto che lo ha ammaliato con la sua splendida magia, è sempre nei suoi disegni. Il calar del sole è sempre un momento di infinita bellezza. Affascina e strega il nostro sguardo per tutta la durata del suo movimento inondando tutto il paesaggio di una luce diversa. E’ come una coltre di neve che ricopre il male del mondo facendone risaltare la sua armonia. Ognuno di noi lo accosta a eventi particolari della propria vita, lo carica di un bagliore personale, significato e valore unico. E per Mattia significa Amore. Lui non sarà mai uno qualunque, sarà un fiore tra il cemento, un germoglio tra l’ erba bruciata, quel sassolino nella scarpa che darà a tutti fastidio, ma non sarà mai la nota stonata di una sinfonia bensì la sua variazione, quel tono di colore al grigio della vita. Il rosso del mare, quella luce diversa che brilla come una stella nel buio di una notte. Un papavero bianco..tra un folla di tanti altri rossi

Lorena Vizzini

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