Come escono i duellanti dopo un’estate di chiacchiere e distintivi?

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Grillo e Renzi, appannamenti autunnali.

Renzi e Grillo

Renzi e Grillo

Come si sono appannati i duellanti dopo un’estate di chiacchiere e distintivi. Prendete Grillo. Ha scelto la deriva anti immigrati, con la storia dei rischi di contagio. Una tentazione che lo aveva già sfiorato in passato e che ora ricavalca. A parte questo però il leader 5 Stelle appare appannato, a corto di argomenti e strategie. Proprio quando si aprirebbero praterie per un movimento di lotta come quello dei grillini, con una crisi economica che non arretra, anzi si prospetta devastante anche nel lungo periodo. Segno di uno sfaldamento, di un logoramento di idee che sembra imprigionare Grillo, forse stremato appunto da un paio di estenuanti campagne elettorali. Eppure, un Movimento Cinque Stelle in grado di intestarsi alcune grandi partite sui diritti degli esclusi che ormai sono sempre di più, sempre più tragica maggioranza, servirebbe come il pane a questo Paese, molto più a mio avviso delle sortite umorali sugli immigrati.

E prendete Renzi, nel suo furore iconoclasta, in questa voglia smodata di far fuori tutti sta assumendo sempre di più pose donchisciottesche, da paladino che affronta i mulini a vento, auto convincendosi che sono giganti. In una deriva parolaia, di iperpresenzialismo che trasforma ogni sua uscita pubblica, ahinoi con frequenza almeno quotidiana, in una recita da commedia all’Italiana “ah dottò, facce a faccia truce”. Eppure i sondaggi dicono sia in crescita, il Premier, perché agli occhi della ggente, la sua lotta senza quartiere a Poteri Forti e Salotti Bbuoni, sia pure fatta solo di parole montate come panna, appare la lotta che tutti gli italiani immiseriti dalla crisi vorrebbero sostenere. Una sorta di transfert delle frustrazioni. Bisogna vedere chi ne uscirà più frustrato,

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