Chiesa del Serrone in pericolo, sul web si scatena la tempesta

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Il nuovo Piano regolatore di Racalmuto prevede l’abbattimento della chiesetta del Seicento per fare spazio ad uno svincolo stradale. I commenti del popolo di facebook: c’è chi invoca l’intervento dell’assessore Lo Bello e chi, puntando più in alto, quello divino

La chiesa del Serrone aperta in occasione della festa che si svolgeva a fine agosto e che bisognerebbe riprendereQualcuno, nella polemica accesa nella rete, avrà pensato che magari potrebbe essere utile buttare giù un campanile della Matrice per allargare il corso principale di Racalmuto. Del resto se un Piano regolatore può far ridere, può sicuramente scatenare ire funeste e divertenti proposte su come si vorrebbe cambiare la faccia di un paese e del suo territorio. E pare che su facebook, dopo l’articolo pubblicato su Malgrado tutto, la proposta di una nuova circonvallazione che passi sul punto più alto del Serrone, proprio là dove dal 1600 si conserva una chiesetta alla quale i racalmutesi sono particolarmente legati, come del resto a tutto ciò, piccolo o grande che sia, che appartiene alla storia del paese, ha smosso sentimenti e ricordi tali da scalzare le coscienze di una comunità che non si rassegna e che non ne può più di idee bislacche e di cose straordinarie.

Chissà cosa penserebbe il caro professor Giuseppe Nalbone che alle chiesette di campagna e a tutte le chiese di Racalmuto ha dedicato anni e anni di ricerca. Chissà cosa aggiungerebbe poi l’amico Ciccio Burruano che sapeva incantarsi in silenzio guardando dal Serrone il paese che abbracciava con lo sguardo. Nalbone sicuramente avrebbe detto la sua, turbandosi da Palermo, così come avvenne quando gli amministratori del Comune di Racalmuto, nel 2007, appena insediatisi, decisero di togliergli l’incarico gratuito per la sistemazione dell’archivio storico comunale che continuava il lavoro iniziato con competenza e grande passione del professor Nicolò Macaluso.

Purtroppo quello che avrebbero detto Nalbone e Burruano non lo sapremo mai. Possiamo, però, darvi conto della tempesta di commenti che si è scatenata sulla rete dopo la pubblicazione del nostro articolo sul nuovo Piano regolatore del Comune di Racalmuto.

Racalmuto. Il paese visto dal SerroneAlberto Alessi, imprenditore e proprietario dell’antica struttura è pronto ad aprire le porte della  piccola chiesetta per incontri dei cittadini. E anzi dice: “La chiesa appartiene a tutto il paese e al ricordo di tante persone che hanno dato tanto alla comunità”. “Ci mobiliteremo come si fece per il famoso folle aeroporto”, scrive Joe Castellano. “Complimenti ai progettisti – scrive Peppino Agrò – dimostrano che non sono racalmutesi…”. Giuseppe Brucculeri parla di “follia”. Giusy Mendola e Carmelo Cacciatore invocano l’intervento della Soprintendenza, mentre Alessandro Giudice parla di “comici allo sbaraglio”. Antonino Lapaglia invita i cittadini a fare le proprie “osservazioni al Piano. E perché no, anche con una bella raccolta di firme”. Proposta condivisa da Santina Merulla e Aldo Capitano che invita l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello ad intervenire; Giusi Tocco grida ai racalmutesi di “riprendersi la città” e Roberto Salvo, sempre nel commento su facebook, si chiede dove sono “politici, ex politici o futuri candidati Sindaci”. E così via. Un coro unanime di “no” solo all’idea.

Il dibattito si infiamma ed è destinato a continuare. Ne seguiremo l’evoluzione. Intanto ci sia consentita qualche domanda, che non chiama in causa solo le discutibili scelte per il nuovo PRG, ma, soprattutto chi in questi ultimi trent’anni, amministratori pubblici e preti, non ha mai badato al recupero di una chiesa di campagna o di un’edicola votiva. Quale sindaco o assessore ci ha mai pensato? Chi ha mai pensato, altro esempio, di ripristinare le antiche fontane del centro abitato o del territorio? Chi si è mai occupato di piazza Castello, la cui pavimentazione sembra appartenere più ad una piazza di un posto di mare che a un sito storico? A questo punto siamo portati a pensare, confortati dalla legittima protesta che in queste ore si è scatenata sulla rete per la difesa della chiesa del Serrone, che solo l’impegno dei cittadini può veramente cambiare le cose e scuotere chi sta sbagliando, obbligandolo subito a porre riparo agli errori. Rita Grazia Mattina, sempre su facebook, invoca l’intervento dal cielo di Suor Cecilia Basarocco a cui giorni fa è stata dedicata proprio la strada del Serrone.
Cara Rita, lasciamo ai santi i miracoli veri. In casi come questi sono più che sufficienti la mano e la mente dell’uomo.

Salvatore Picone

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