Chi sarà il nuovo Presidente della Repubblica?

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A pochi giorni dalla prima votazione, nessuna certezza, tanti interrogativi e nomi che non convincono

altE’ lo snodo cruciale. L’elezione del nuovo Presidente della Repubblica segnerà lo sparti acque di questa tormentatissima fase politica. Nel tourbillon di nomi che vanno e vengono di pretendenti al trono travolti dallo sputtanamento giornalistico e dal gioco del chi facciamo cadere dalla torre, emergerà un solo vincitore. Alla vigilia del voto più atteso e tormentato nessuna certezza tanti interrogativi. Mai fase politica è stata tanto complessa, la novità dirompente del grillismo ha scosso certezze consolidate, ma non ne ha ancora proposte di nuove.

 

 

Si naviga a vista e nella nebbia, Napolitano ha invocato ancora larghe intese e decisioni condivise tra partiti che appaiono troppo distanti nella loro forza relativa, troppo equilibrati nelle loro debolezze, troppo incapaci di prevalere e quindi prigionieri della reciproche strategie di sopravvivenza o sopravvalutazione. Nessuno dei nomi che circolano in queste ore appare veramente convincente per tutti: il ministro Severino? Troppo berlusconiana sussurrano quelli molto a sinistra, Anna Finocchiaro? Troppo vecchia politica dicono dentro il movimento Cinque Stelle? Marini? Troppo vecchio dicono quelli che sognano uno strappo generazionale. Prodi? Bollito. D’Alema, crocifisso dalle insinuazioni su Serravalle. E così discettando. E allora cosa? C’è chi si augura che l’elezione arrivi al primo colpo, il 18 aprile, giovedi prossimo, perché andando avanti c’è il rischio di incartarsi in un altro partito tipo le consultazioni che hanno portato al fallimento di Bersani. I più saggi suggeriscono di incastrarsi in un nome che vada bene al Pd, diviso di queste ore, vera impresa, a Berlusconi e che non dispiaccia però più di tanto a Grillo, altrimenti poi i Cinque Stelle alle prossime elezioni, si ragiona, dilagheranno. Anche Grillo intanto si impantana scoprendo che il voto on line non è poi così sicuro e l’attacco hacher da lui denunciato scatena le ironie dello stesso web: come dire chi di internet ferisce di internet perisce. Niente di più nuovo dei vecchi adagi. E così si brancola sempre nel buio e ci si aspetta una settimana di passione, dossier, polemiche e strafalcioni. La solita vecchia cara ingovernabile Italia. Che intanto sprofonda nella crisi tra richiami accorati di sindacati ed industriali e una paralisi che somiglia alle malie delle streghe narrate nelle fiabe. Chi scioglierà la Nazione dall’incantesimo che la immobilizza nel suo declino?

Luigi Galluzzo

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