Chi salirà al Colle?

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Scenari Quirinalizi. Prodi, Amato o Letta? E se fosse una donna? Bonino, Bindi, Cancellieri o Finocchiaro? Tanti i nomi che i Palazzi sussurrano, e tante anche le alchimie possibili

Palazzo del QuirinaleA poche ore dal voto in tanti già guardano avanti o meglio, in alto. Chi salirà al Colle? Molte le ipotesi e nessuna certezza. I candidati in pectore al momento sono i soliti noti: Prodi, Amato, Letta, una donna tra Emma Bonino, il Ministro Cancellieri, Rosy Bindi, Anna Finocchiaro. Tante le alchimie possibili. Se vince il centro-sinistra saliranno automaticamente le quotazioni di Prodi, se dovesse vincere il centro-destra quelle di Letta.

Se ci sarà il pareggio, con conseguente Governo di larghe intese ecco allora farsi forti i nomi di politici più di mediazione, Amato ad esempio, un po’ in declino però per le vicende senesi, o Anna Finocchiaro gradita anche al centro-destra. Certo una donna al Colle sarebbe una gran novità e a questo proposito sono ancora buone le quotazioni della Bindi, non fosse che per la regola non scritta che dopo un laico al Quirinale deve salire un cattolico. Principio che, dopo due consecutive reggenze laiche appunto (Ciampi-Napolitano), sbarrerebbe la strada alla Bonino, pur accreditata di consensi super partes. Ma se in Parlamento lunedi arriverà un esercito di grillini ecco allora che anche la corsa al Colle si animerà di imprevedibili varianti. Grillo ha già candidato Dario Fo, e in ogni caso il Movimento Cinque Stelle sarebbe difficile da malleare. Se invece ad essere determinante fossero Berlusconi e Monti con la loro pattuglia di Deputati e Senatori potrebbe tornare in campo l’ipotesi di un Napolitano bis, magari a tempo, giusto il tempo appunto di garantire le famose riforme da anni evocate e da anni ignorate. Ipotesi tramontata dopo le polemiche e le indagini sulla trattativa Stato-Mafia, ma rispolverata in queste ore sia da Monti che da Berlusconi, in questo stranamente in sintonia. Certo è che chi seriamente aspira al Quirinale in queste settimane cerca di stare come si dice, di striscio. Offrirsi poco alle telecamere ed ai commenti. Lo stanno facendo Amato, quasi invisibile, Emma Bonino, lontana più che può dalle telecamere, Letta, tradizionalmente defilato dai media, lo stesso Prodi a parte l’apparizione sul palco con Bersani di pochi giorni fa, tirato per la giacchetta però dal partito così come è successo col riluttante Renzi, per irrifiutabili ragioni elettorali. Insomma la strada è in salita, di solito chi entra Papa in Conclave ne riesce Cardinale. La discrezione è la virtù richiesta ai veri aspiranti vincitori, sarà per questo che D’Alema dopo essere rimasto scottato da un’investitura prematura sette anni fa ora finge di dedicarsi alla saggistica ed alla letteratura?

 

Luigi Galluzzo

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