Chi è il Grande Puparo dell’informazione siciliana?

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Storie da riscoprire. Ha un nome in codice: Europa 6. E dietro questo codice si nasconde uno dei più potenti manovratori di giornalisti e giornali della Sicilia.

Franco Napoli, Europa 6Il Grande Puparo dell’informazione siciliana ha un nome in codice: Europa 6. Dietro questa sigla si cela uno dei più potenti manovratori di giornalisti e giornali della Sicilia. Non c’è notizia, evento editoriale, scoop o intervista che non venga veicolato da Europa 6. Questo discreto e invisibile personaggio guida con mano ferma tutti gli spostamenti degli operatori dell’informazione: direttori, inviati, corrispondenti italiani e stranieri finiscono sotto il suo controllo.

Europa 6 decide dove devono andare, quale strada devono percorrere, quale destinazione devono raggiungere. Europa 6 entra nella vita di chi produce notizie su Palermo: si occupa dei loro pranzi, delle loro notti, dei loro impegni e dei divertimenti. Li accompagna a letto e li sveglia la mattina presto. Europa 6 è il vero occulto regista di tutta l’informazione che passa per Palermo: altro che cupola, altro che loggia, altro che puparo.

Adesso, per la prima volta, siamo in grado di svelare chi si nasconde dietro questo acronimo. E’ una rivelazione che farà clamore, ma dovere di verità ci impone di sfidare ogni rischio e ogni pericolo, anche se la mano ci trema mentre ne scriviamo il nome. L’uomo che pilota tutto il giornalismo siciliano si chiama Franco Napoli, da sempre tassista, alla guida di una Fiat Multipla, associato alla cooperativa radiotaxi Trinacria. Nome in codice: Europa 6.

Valentina LoieroForse l’Ordine dei giornalisti non lo sa e non lo sa nemmeno il sindacato della stampa, ma questo tassista è colui che tiene nelle sue mani e nel suo volante tutto ciò che viene pubblicato dalla Sicilia e sulla Sicilia. Franco Napoli sa, sempre con anticipo, quando c’è uno scoop in preparazione, quando qualcosa si muove nei meandri di Palermo, quando i cronisti accorrono a palazzo di giustizia.

Franco Napoli è sempre “sulla notizia”: la mattina dell’11 aprile 2006 il suo taxi comparve perfino a Montagna dei cavalli, subito dopo l’arresto di Bernardo Provenzano.

Ma Franco Napoli non si occupa solo di cronaca nera e giudiziaria. E’ un esperto di sport: quanti inviati ha accompagnato allo stadio per le partite del Palermo? Con lo stesso piglio sicuro, sfuggendo alla morsa del traffico palermitano, ha condotto anche cronisti di mondanità, esperti di archeologia, giornalisti delle riviste di turismo e assaggiatori delle guide gastronomiche.

Franco Napoli non è solo il tassista dei giornalisti, è molto di più. E’ uno che, dal suo posto di guida, è costretto ad ascoltare le telefonate e le litigate dei cronisti con le redazioni o con le fonti. Ma siccome conosce bene il mestiere, non gli sentirete mai dire una parola di troppo.

Franco Napoli non tradisce. Sa bene che ogni giornalista è geloso di se stesso e non rivelerà mai, nemmeno sotto tortura, dove siete stati, chi avete incontrato, chi avete salutato. Ma se gli chiedete qualcosa, allora capite subito che Franco Napoli sa tutto dei segreti del mestieraccio. Ne conosce i tempi e le frenesie, le debolezze e le vanità.

Sa che a volte bisogna diventare comprensivi o esigenti. Una partenza improvvisa, richiamati di corsa dal giornale? Franco Napoli è in grado di farvi decollare, nutriti e vestiti di tutto punto, in meno di un’ora anche se vi trovate al lato opposto della Sicilia. Come fa? Mistero. Ha amici dappertutto. Da piazza Indipendenza a Punta Raisi, da Isola delle Femmine ad Altavilla Milicia, Franco Napoli è capace di risolvere un problema. A volte basta una telefonata e le vostre preoccupazioni si dissolvono come neve al sole.

Francesco GrignettiE’ vero che io potrei non essere imparziale. D’altra parte ho sfruttato Franco Napoli fino a farlo diventare, sia pure trasfigurato e camuffato, uno dei personaggi del mio romanzo Gli uomini che non si voltano. Allora basta chiedere a Ciccio La Licata e a Francesco Grignetti della Stampa, a Dino Martirano e Giovanni Bianconi del Corriere della Sera, a Valentina Loiero e Costanza Calabrese del Tg5, a Rita Di Giovacchino del Fatto quotidiano o a Marianna Bartoccelli del Giornale, a Ciccio Vitale del Tg2. E ancora: Marcello Sorgi, Andrea Purgatori, Gianni Riotta, Fulvia Caprara e molti moltissimi altri.

Andate in giro per le redazioni italiane e chiedete di Franco Napoli: ogni porta vi sarà aperta. Perché tutti quelli che sono passati da Palermo e dalla Fiat Multipla di Franco Napoli almeno una volta sono stati salvati da Europa 6: un aereo preso all’ultimo minuto, una corsa contro il tempo, un appuntamento recuperato in extremis, una camera d’albergo pronta quando tutti gli hotel di Palermo sono pieni.

Franco conosce tutti i giornalisti e tutti i giornalisti conoscono Franco.

Nella sua Fiat Multipla tiene i libri scritti dagli amici, quasi una biblioteca ambulante. E’ capace di intuire quando, al culmine dello stress, la cronista sull’orlo del collasso ha bisogno di un gelato. E’ in grado di alleggerire una giornata pesante raccontando le prodezze calcistiche di suo figlio Gianluca o i successi universitari di sua figlia Sonia.

Ai giornalisti che sbarcano per la prima volta a Palermo regala una frase che l’indomani leggerete sul giornale: la chiave di interpretazione o l’immagine giusta per cominciare il pezzo. Perché Franco Napoli ha capito che i giornalisti in fondo hanno bisogno di poche certezze per essere felici: un tassista che riesce a farti trovare un ristorante aperto alle due di notte a Palermo è prezioso. Meriterebbe una tessera ad honorem dell’Ordine dei giornalisti, perché ne sa molto di più lui che tanti colleghi che hanno superato l’esame da professionisti.

 

 

 

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