Cercasi disperatamente maggioranza

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Alla vigilia della riapertura delle Camere, i nomi e tutte le ipotesi alchemiche di difficile governabilità del Paese

Giorgio NapolitanoCi siamo, lunedi si comincia. I nuovi Parlamentari sbarcheranno a Roma per accreditarsi alla camera ed al Senato, ricevere i tesserini e prepararsi alla prima seduta quella di venerdi 15. La situazione è grave e confusa. Non c’è ancora alcun accordo in vista sull’elezione dei Presidenti dei due rami del Parlamento. Il Pd starebbe pensando di mandare emissari da Beppe Grillo per offrirgli la guida di Montecitorio in cambio di un appoggio sia pur esterno ad un Governo Bersani.

 

 

Grillo per ora non ci sente, punta a muove elezioni per prendersi il 100 per 100 dei parlamentari come dice lui. Alla Camera il Pd può fare da solo, ma al Senato deve trovare un accordo, una delle ipotesi è di provare a farcela con i Montiani e prendersi dunque tutte le cariche: Montecitorio con Franceschini, Palazzo Madama con Grasso o la filo montezemoliana Lanzillotta e poi il Quirinale. Non è facile e c’è chi ricorda l’esito disastroso di questa scelta nel 2006 quando poi il Governo Prodi cadde a metà strada. Il Pdl reclama almeno una Camera, Bersani spera di avere l’incarico di fare il premier martedi 19 marzo quando cominciano le consultazioni al Quirinale, non ha una maggioranza, c’è chi spera anche nel Pd che vada a sbattere e che poi si mandi avanti un altro, più giovane e di rottura che tratti alla pari con Grillo per un governo di ricambio generazionale, in sintonia con le indicazioni date da molti italiani alle urne e si fa il nome del Ministro Barca, in queste ore candidato un po’ a tutto, compresa la futura segreteria Pd. Alcuni anche nelle alte sfere ecclesiastiche tirano per la giacchetta Renzi perché si faccia avanti, se fallisce Bersani, già a questo giro, ma Renzi sa che così si brucerebbe e vuole andare a Palazzo Chigi sì, ma dopo aver vinto le elezioni. Elezioni che potrebbe ritornare presto, prestissimo, già a giugno, sono già pronte le date, come in Grecia alcuni mesi fa anche da noi, senza una maggioranza si rivota per formarne una. Centrosinistra e montiani sotto, sotto sperano proprio in un effetto ellenico, col ritorno alle urne l’elettorato spaventato dal disastro dell’uscita dall’euro potrebbe tornare a premiare la stabilità conservatrice contro le fughe in avanti a 5 Stelle. La confusione è tanta quanta la ridda di ipotesi, un’altra che si sente in giro per i Palazzi sia pur vuoti in queste ore di vigilia è che la parte bersaniana del Pd vorrebbe mandare avanti in questa fase un candidato diverso dal segretario, uno che fallisca al posto suo, in attesa di eleggere il nuovo Capo dello Stato e poi puntare al governo con il nuovo assetto e migliori carte in mano. Giochi d’alchimisti alla ricerca disperata della formula per trasformare le pietre in oro. La strada è in salita.

Luigi Galluzzo

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