Centinaia di coperte ricamate per non dimenticare Palmina

|




Palma di Montechiaro ricorda la piccola Palmina, la neonata abbandonata tra i rifiuti. Una vicenda che per molti anni è stata “coperta” dal silenzio di molti. Ma in questi giorni, grazie ad una iniziativa della FIDAPA,  Palmina è tornata in mezzo alle “sua” gente, vestita a festa, con abiti di lana coloratissimi.

 

 

 

E’ la vigilia del Natale del 1980. C’è ancora buio in una strada centrale di Palma di Montechiaro quando due netturbini trovano accanto a contenitori di rifiuti il corpicino senza vita di una bimba neonata. Abbandonata da chi? I genitori non hanno mai avuto un volto ed un nome. Alla bambina, invece, la città del Gattopardo, sgomenta e con dolore, in maniera compatta preparò un battesimo-funerale, chiamandola Palmina Chiaramonte.

Da 38 anni quella piccola salma riposa tumulata in un loculo del cimitero palmese, diventando il simbolo di una violenza inaudita su minori. Ma in questi tre giorni Palmina sembra essere quasi resuscitata, passeggia per le vie di Palma, sull’asse che va dalla monumentale scalinata della Chiesa Madre al Monastero delle suore di clausura. Palmina è in mezzo alle “sua” gente, vestita a festa, con abiti di lana coloratissimi.

L’orchestra dell’Istituto “Cangiamila”

Quella che vi raccontiamo è una storia che incuriosisce ed affascina, una vicenda che per molti lunghi anni è stata “coperta” dal silenzio di molti. E che adesso, grazie ad una lodevole iniziativa della Fidapa di Palma di Montechiaro, “esplode” in una miscellanea di colori vivaci, come potevano essere gli occhi di quella bimba sacrificata ad una tomba da un amore sbagliato.

Palma dall’otto marzo è ricoperta da centinaia di chilometri di filo di lana intrecciati, frutto di un lavoro condiviso da Nord al Sud dello Stivale da migliaia di mani di giovani ed anziane. Un certosino lavoro di ricamo, di arte vera e propria, di semplice fantasia, di amore. Centinaia le persone che hanno aderito all’iniziativa Viva Vittoria Palma, voluta dall’associazione Ad Maiora di Verona e sposata e condivisa dalla Fidapa di Palma di Montechiaro.

“C’è stata una adesione spontanea davvero emozionante –ci dice soddisfatta Marilena Vaccaro, presidente della Fidapa di Palma di Montechiaro- da ogni parte d’Italia. Abbiamo dato delle direttive per la realizzazione delle coperte, con misure standard di cm 50×50, lasciando alla fantasia delle ricamatrici scelta dei colori e dei disegni. Siamo stati letteralmente “coperti” di quadrati di lana, che abbiamo assemblati con un filo rosso formando coperte da un metro quadro. Queste copertine vengono vendute con un contributo che sarà destinato a finanziare il “fondo per Palmina“ per azioni di aiuto nei confronti di bambine e donne vittime di violenza”.

Ed il risultato non ha bisogno di particolari descrizioni. Parlano le immagini. La scalinata della Chiesa Madre tapezzata, gradino per gradino, da centinaia di copertine, rende più luminosa la facciata barocca della Madrice. E poi un lungo tappeto unisce la piazza del Palazzo Ducale al Monastero delle suore benedettine. Anche la gradinata che conduce in quello scrigno d’arte che in primavera ospita la Madonnina del Castello è un unico tappeto di lana cucita e colorata. A Palma sboccia in anticipo la primavera, facendo concorrenza ai mandorli fioriti della Valle dei templi o all’infiorata di Caltagirone e Noto. A terra non ci sono fiori e piante, ma quei colori delle coperte danno la sensazione di camminare su un prato fiorito. Per tre giorni Palma di Montechiaro fa dimenticare le mega discariche presenti in ogni angolo o le facciate grezze delle case abusive.

Palma, grazie alla sua Palmina Chiaramonte, si presenta con il suo volto più bello per le strade, quello dei ragazzi e delle ragazze delle scuole cittadine, delle associazioni musicali, delle palestre, delle scuole di ballo. I marciapiedi che ogni giorno sono occupati da anziani che parlano  di bollette da pagare o da disoccupati che aspettano il reddito di cittadinanza lasciano il posto agli scout e ai bambini seduti per terra che ascoltano la lettura ad alta voce di favole e fiabe da parte di volontarie e mamme.

Quelle che Palmina non ha mai avuto lette.

__________________________

Foto in alto: la Chiesa Madre tapezzata da centinaia di coperte. Foto al centro: la presidente della Fidapa Marilena Vaccaro, il preside dell’I.C. Cangiamila Eugenio D’Orsi ed alcuni docenti della scuola.  Foto in basso: bambini che leggono le favole

 

Altri articoli della stessa

One Response to Centinaia di coperte ricamate per non dimenticare Palmina

  1. Giovanna Falsone Rispondi

    10/03/2018 a 15:36

    Non sempre i primati si raggiungono con lo sport ,perché questa volta ha vinto l’Amore per una bimba che non ha visto la luce ma speriamo che dal cielo dove sicuramente si trova, possa sentire il calore della gente che la ricorda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *