Cavallaro: “Non sono un disertore, continuerò a impegnarmi per Racalmuto”

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Lettera di Felice Cavallaro a Ivan Lo Bello e Antonello Montante che lo hanno proposto come sindaco del paese di Leonardo Sciascia: “Credo di essere più utile in un altro ruolo, alimentando tutte le energie disponibili, a cominciare dalla Fondazione Sciascia, spesso meno presente di quanto occorrerebbe”

Felice CavallaroCaro Antonello, caro Ivan, il vostro appello lanciato attraverso Malgrado Tutto per proporre la mia candidatura a sindaco di Racalmuto mi ha commosso e lusingato, prova di una fiducia e di una stima che avverto forte, come quella che da parte mia nei vostri confronti si è saldata in questi anni difficili e virtuosi vissuti in sintonia, seppure sempre nel rispetto di trincee e ruoli diversi. Considero una preziosa risorsa il vostro impegno per stimolare una nuova presa di coscienza, per eliminare dalla scena economica e politica i vecchi vizi di una Sicilia che con la zavorra della mafia, del pizzo e della corruzione non avrebbe futuro.

Convinto che il vostro generoso trasporto nei miei confronti sia in sintonia con questo bisogno di legalità e di rigenerazione della politica, vi confesso che l’appello mi ha messo in crisi, cosciente che esponenti della società civile, come tante volte abbiamo detto, debbano cercare di scommettere su se stessi, di entrare in gioco, di non restare solo spettatori, soprattutto in fasi complesse come quelle che viviamo.

Si tratta d’altronde di un invito alla riflessione che, attraverso il mio nome, mi sembra essere orientato alla platea della politica perché anche nei partiti e nei movimenti emergenti si provi ad immaginare non solo per la città di Racalmuto, ma per l’intera area che va da Caltanissetta ad Agrigento, il progetto di un rilancio fondato su una sana utilizzazione delle risorse turistiche, culturali e produttive.

Pensando alla genialità degli imprenditori e dei coltivatori della zona, a miniere e agriturismo, a servizi che se migliorati sarebbero capaci di rendere accattivante e appagante il soggiorno fra campagne e spiagge punteggiate da teatri e fondazioni, templi e monumenti d’eccezione, insisto da qualche tempo sull’idea della “strada degli scrittori”.

Probabilmente questo mio impegno ad accendere i riflettori soprattutto sull’asse Racalmuto-Porto Empedocle avrà fatto pensare alla possibilità di estenderlo alla futura amministrazione di Racalmuto con il salto nella candidatura da voi proposta.

Antonello Montante e Ivan Lo BelloE tanti hanno pensato che, attraverso le mie pur limitate capacità, si sarebbe così potuto coinvolgere e agganciare forse un pezzo importante di società civile, una quantità di persone generalmente distaccate e diffidenti davanti all’odierno mondo politico.

Ecco perché non vorrei passare per un disertore dicendovi che, concorrendo alla carica di sindaco a Racalmuto, mi sentirei un po’ fuori posto. Debbo quindi manifestarvi tutti i miei dubbi legati non soltanto a qualche rarissima interpretazione strumentale che vedo affossata da una marea di stimoli positivi.

I dubbi sono soprattutto legati al ruolo professionale che non mi consentirebbe di entrare comunque direttamente nelle Istituzioni mantenendo il compito di raccontare tanti aspetti della vita sociale e politica per il Corriere della Sera. E su questa “separazione delle carriere” non può esistere dubbio alcuno, credo, in tutti noi.

Così posta, potrebbe apparire una posizione egoistica, una faccenda personale. Ma il punto è che resto convinto di potere essere molto più utile all’impegno da voi auspicato in un altro ruolo, alimentando tutte le energie culturali disponibili nel territorio, a cominciare dalla Fondazione Sciascia, spesso meno presente di quanto occorrerebbe.

Compiaciuto dalle manifestazioni di simpatia e dagli incoraggiamenti ad assecondare la vostra proposta, sono certo che anche la presa di posizione di tanti giovani desiderosi di cambiamento non potrà ormai distrarmi da un costante impegno finalizzato ad accendere i riflettori su Racalmuto, sull’intera area, sulle opportunità da valorizzare e mettere a rete perché turismo e cultura producano nuova reale non assistita occupazione.

Per fare questo è necessario individuare un sindaco che si occupi ogni giorno delle piccole grandi questioni locali, dopo la produttiva esperienza di commissari prefettizi che hanno contribuito ad arginare vecchi vizi. E bisogna che tanti uomini di buona volontà si raccolgano attorno al progetto della “strada degli scrittori” trasformando nuclei culturali come la Fondazione Sciascia nel motore propulsivo delle iniziative già avviate con gli incontri di settembre e novembre a Racalmuto.

Occorrerà quindi un impegno massimo per saldare contatti diretti e costanti con imprenditori, albergatori, centri culturali, operatori turistici, università, scuole. Come spero che si riesca a fare anche grazie ai protocolli ai quali stanno lavorando sei assessorati del governo regionale. Protocolli che continuo a considerare i binari sui quali far muovere i convogli privati.

Chiamando quindi a raccolta chi vuol mettersi a lavorare per offrire merci e servizi, puntando a sani, onesti, redditizi business. E’ l’unica risposta che possiamo dare all’entusiasmo seguito alla vostra proposta, alle speranze che avete acceso in tanti giovani. E per questo vi sono grato, pronto a condividere le prossime scelte operative.

Felice Cavallaro



L’appello di Ivan Lo Bello e Antonello Montante

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