Cari commissari, non si fa così: almeno un saluto, una frase, un rigo appena

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Consegnato il paese al nuovo sindaco Emilio Messana, i commissari Enrico Galeani, Maria Salerno ed Emilio Saverio Buda hanno lasciato Racalmuto dopo due anni di gestione straordinaria. Se ne sono andati senza clamore. Ma forse Racalmuto, malgrado polemiche e discussioni, un saluto lo meritava. Noi lo facciamo: grazie per il vostro lavoro. Aspettiamo almeno una cartolina di risposta con una frase, un rigo appena.

L’ultima immagine, ancora una volta di Salvatore Alfano, fotografa i commissari Enrico Galeani, Maria Salerno ed Emilio Saverio Buda nell’aula del consiglio comunale al momento della consegna della fascia di sindaco ad Emilio Messana, eletto il giorno prima alla guida del paese.

Da sinistra: il segretario comunale Calogero Ferlisi, Emilio Messana, i commissari Galeani, Salerno e Buda

Da sinistra: il segretario comunale Calogero Ferlisi, Emilio Messana, i commissari Galeani, Salerno e Buda (Foto Salvatore Alfano)

Cerimonia breve, asciutta, nello stile di una commissione – insediata dopo lo scioglimento del consiglio comunale per mafia – che non è stata mai molto generosa di parole, anche quando a volte ce n’era bisogno, magari per rassicurare e confortare una comunità scossa dal decreto di scioglimento, turbata per le sue conseguenze, mortificata nella propria immagine, pressata dall’innalzamento di tasse e tributi.

Colpi di Spillo e questo giornale sono convinti che la commissione abbia lavorato complessivamente bene, rispettando le indicazioni del proprio mandato. Bloccare le infiltrazioni mafiose, impedirne di nuove, mettere in regola procedure e conti, approvare il piano regolatore generale. Il lavoro fatto sui conti comunali è stato difficile: i commissari sono riusciti ad evitare il dissesto del Comune, anche se il costo addossato ai cittadini è  alto. Ma è anche vero che erano vecchi nodi che prima o poi sarebbero arrivati al pettine. E la commissione insediata dal Viminale è stata il pettine.

Ma l’uscita di scena in sordina, senza nemmeno un saluto alla popolazione, sembra l’epilogo logico di un dialogo mancato. In questi due anni la commissione ha peccato: anche se teoricamente le porte del Comune erano aperte, di fatto sono rimaste chiuse. Tranne per il breve periodo in cui Filippo Romano (ora commissario straordinario della ex provincia di Messina) aveva inaugurato una serie di appuntamenti periodici con la stampa, per il resto la commissione ha sempre scelto un’altra strada. Quella di non spiegare, di comunicare poco e a cose fatte.

Così è successo per l’aumento delle tariffe Tarsu, così è accaduto quando tutte le osservazioni al piano regolatore generale sono state bocciate praticamente in blocco, così si è ripetuto quando la commissione ha deciso di chiudere servizi considerati onerosi come l’asilo nido, decidendo di andare avanti nel progetto di riadattamento della sede dell’asilo in biblioteca.

Cartolina da Racalmuto (Dal sito facebook Sali d'Argento)

Cartolina da Racalmuto (Dal sito facebook Sali d’Argento)

Certo, Racalmuto non è un paese facile. E’ un paese complesso, con un suo fuoco polemico, una composizione sociale che non può essere appiattita sulle carte della prefettura. E queste cose erano state preannunciate al ministero dell’Interno all’indomani dello scioglimento, proprio da questo giornale che aveva messo sull’avviso i vertici del Viminale sul fatto che Racalmuto è un paese particolare, anche per la sua storia e la sua cultura, e che quindi richiedeva un’attenzione speciale alle sue dinamiche, che non potevano risolversi con la semplice applicazione della legge, se a questa non si accompagnava anche un processo di comprensione della comunità di Racalmuto.

Purtroppo le buone intenzioni, i discorsi fatti dall’allora ministro Cancellieri in visita a Racalmuto, gli avvicendamenti all’interno della commissione non hanno saputo costruire un rapporto positivo tra la commissione e il paese. Anzi, ci sono state anche polemiche sfociate in querele contro blogger e animatori politici, che forse avranno il loro seguito nei tribunali.

E’ andata così, e ormai c’è ben poco da fare. Verrà il tempo per valutare quale ricadute avrà sul futuro prossimo il lavoro dei commissari. Probabilmente il nuovo sindaco si ritroverà, oltre al peso dei problemi, anche una serie di cose fatte che gli consentiranno di ripartire su basi nuove, ripulite rispetto al disordine amministrativo che i commissari dicono di avere trovato al loro arrivo.

Cari commissari, noi capiamo che questi due anni magari per voi non sono stati i migliori della vostra vita (ma nemmeno per noi racalmutesi lo sono stati, credetelo, e non per colpa vostra).

Cartolina edita da Riv. Tabacchi Agrò

Saluti e baci (Cartolina edita da Rivendita Tabacchi Agrò)

Ma, cari commissari, al momento di andare via da un posto dove, bene o male, siete stati ospiti, dove avete avuto molti oneri e qualche onore (non capita tutti i giorni di essere commissari in un paese piccolo ma che riesce a dare prestigio a chi lo amministra), dove avete ricevuto rispetto e considerazione (e qualche contrasto che non guasta mai, perchè le discussioni sono il sale del confronto), non potevate lasciare almeno un saluto a questa popolazione di gente un po’ triste e un po’ allegra, un po’ arrabbiata e un po’ fiduciosa, un po’ tartassata e un po’ menefreghista, un po’ incazzosa ma anche tollerante?

Cari commissari, che ci voleva a scrivere una riga, anche di circostanza? Un comunicato stampa, un manifesto, un’intervista alla tv. Una cartolina ai racalmutesi, poche parole: piacere di avervi conosciuto. Quelle cose che si dicono sulla soglia di una casa dove siamo stati ospiti, giusto per lasciare un buon ricordo di se stessi. Era così difficile? Era così faticoso o imbarazzante? Noi, da parte nostra, vi diciamo grazie per il lavoro, spesso difficile, che avete fatto. Ci aspettiamo una risposta. Un saluto, una frase, un rigo appena.

 

 

 

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