Capitolo Sei – La zia Teresa

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I fratelli. ” Sei l’unico di cui possa fidarmi”

In ospedale, che si trovava a pochi passi da casa, lui giovane brillante primario con tutti fuori la porta ad attenderlo, si chiuse dentro il suo ambulatorio, doveva riflettere lontano da lei, ma gli era altimpossibile. Cosa stava facendo la sua piccola? Come avrebbe potuto sopportare la giornata? Oggi sarebbe stato un terribile giorno di riunioni importanti, sapeva di essere in ritardo, ma non riusciva a staccare il pensiero dalla sua Teresa, quando la caposala impaziente bussò alla porta seguita dall’infermiera. Lui squadrò le donne, cercando il suo volto, la sua età, il piacergli perchè erano donne della sua età oppure i capelli neri, oppure le labbra, il colore degli occhi, l’incedere e pensò che ne era ossessionato, poi si chiese:
– E se le baciassi? Oppure no. Cercherei l’occasione? E se la trovassi? Che rarità, anzi impossibile! – era innamorato.
E lei lì a casa ad aspettarlo, per quanto, quanto ancora? Bisognava avere meno timore possibile e buttarsi nel lavoro. In fondo stare nel compito lo sollevava. Passarono quasi dieci ore, finalmente la giornata di lavoro, finì; era in macchina, stava per raggiungere il fratello, ma il tratto dallo studio alla spiaggia era stranamente intasato di auto e pullman pieni di turisti. Solo dopo quaranta minuti Antonio parcheggiò la macchina e si avviò verso il mare. Man mano che camminava avvertiva tutto diverso, il vento che percepiva da casa qui era sferzante, s’insinuava dappertutto tagliava il viso, allora calcò con più forza il cappello sulla testa e si tirò su la sciarpa fino a coprirsi il naso. Alzò gli occhi verso il boschetto, senza paura.

Guardò il mediterraneo, il frastuono era enorme, il vento sibilava, il mare mugghiava, i gabbiani sembravano spazzati via sbattuti, poi precipitavano urlando. Più in là, girato l’angolo, un cercatore d’ambra tra le alghe. Lo interrogò. Sapeva già cosa cercava, ma aveva bisogno di sentire una voce per sentirsi reale.
– Cosa cerca?
– Ambra
– Ma si trova?
– Piccoli pezzettini.
– Buongiorno.
– Buongiorno.
Si sentiva inerte, debole per la prima volta.
Era in ritardo all’appuntamento col fratello in apprensione, ripensando alla premessa:
“Tu per amore, per me, faresti l’amore con un altro se fossi io a chiedertelo?”
Così aveva chiesto a Teresa durante il viaggio di nozze e lei gli rispose:
– Perché, perchè mi chiedi questo?
– Non eludere la domanda,rispondi, lo faresti?
– È un percorso di dolore.
– Rispondi!
– Non lo so, mi fai paura, forse, se tu mi guidassi.
– Allora lo faresti! – Antonio sentiva che stava per compiere un danno, ma non poteva, non voleva tirarsi indietro. Come se la natura lo esigesse.
– Rispondi lo faresti?
– Sì!
Assaporava quasi con voluttà quella sensazione di paura. Teresa aveva detto sì. La odiava per questo.
Venne scosso dai suoi pensieri perché in lontananza vide un uomo seduto su una sedia davanti al mare con un cappello da guardia costiera, un pescatore; mentre un altro più lontano, gli passò a fianco dirigendosi verso di lui a grandi passi, era il fratello Salvatore, sorridente e abbronzato più del solito. Si abbracciarono.
– Sono contento di vederti. Siete tornati, credevo foste partiti per sempre.
– Anch’io.
– Che si può fare per festeggiare?
– Non c’è niente da festeggiare, mi devi aiutare!
– Arrè ti pigliò?
– Allora? M’aiuti o no? Mi staju cunzumannu pi iddra!
– Ma non siete arrivati ieri?
– Si, e me lo sono trovato alla stazione, u signurinu! Parlava con lei, la testa vicino alla sua la annusava come un cane, e lei ferma immobile .
– Senti, se sei convinto che lei ti tradisca la devi buttare fuori, devi fare sparire tutte le sue cose e strappartela dal cuore.
– Non ci riesco.
– Se fosse come tu pensi non avresti scelta, ma tu sei sicuro? Hai delle prove?
– Dammi una sigaretta.
Pasquale ne accese una e gliela infilò tra le labbra.
– Lo sai che ti fa male.
– Il medico sono io.
– Mi hai fatto venire fin qui, vuoi parlare o no? E’ inutile che stai a torturarti te e la tua gelosia. Non sei convinto eh?
– No, ma potrebbe farlo, se io glielo chiedessi, lo farebbe.
– Cosa? Che vuoi dire?
– Niente, straparlo, non è giornata, devo tornare a casa, non posso lasciarla sola.

(6- continua)

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