Capitolo Otto – La zia Teresa

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“Lettera anonima è”. Sussurri e muti

 

La nuova puntata del romanzo d’appendice di Annamaria Tedesco

La lettera anonimaEra appena passato un mese dall’arrivo degli sposini quando in un cupo mattino ventoso davanti al cortile del palazzo, dove i due erano andati ad abitare, arrivò a tutto gas sulla sua vespa il postino, che sceso al volo dal sellino e con sguardo allusivo rivolto al portiere gli fece cenno di non muoversi dalla guardiola. D’un botto appoggiò sopra tutte le altre insieme al fascio sul banco di Alfredo “la lettera” .
– Hai visto? – chiese il postino ad Alfredo il portiere.
– Che è ?
– E’ strana.
Alfredo la prese in mano la girò e la rigirò, l’annusò, la guardò controluce e disse:
– L’indirizzo è ritagliato.
– Non c’è mittente – aggiunse il portalettere.
– Lettera anonima è! – esclamò Alfredo facendo il segno delle corna e ammiccando, poi urlò chiamando la moglie.
– Mariù Mariù talìa!

La donna, che era molto grassa, arrivò dalla cucina correndo mentre si asciugava le mani sul grembiule e chiedeva incuriosita:
– Chi fù?
– LETTERA ANONIMA E’! – rispose il marito
– Miiiiiiiiiiiiii lettera anonima è, ma pì ccù? –domandò ancora la cicciona.
– Pu dutturi!
– U dutturi.
– Sissì.
– Ma si sicuru Alfrè?
– Sicuru.
– Lo dicevo io! – esclamò il postino – quando una coppia è perfetta gatta ci cova.
– Ma chi dici vossia, a signura è una santa! Non esce mai, tutta casa e marito.
– Appunto!
– Dici che ha un amante? – chiese Alfredo.
– Quelle che sembrano sante sono le più pericolose – rispose il postino – è chiaro, ha un amante!
– E’ incredibile, ma come farebbe? Noi stiamo qui tutto il giorno e non abbiamo visto mai nessuno.
– Che volete che vi dica.
– E se entrasse dal garage? – suggerì la moglie.
– Miiiiiiiiii veru, dal garage non lo vedrebbe nessuno, iddra ci fici a chiavi – disse Alfredo.
– A mia mi spiace, sù accussì beddri – disse la moglie sospirando.
– Sembravano una coppia del cinematografo.
– Sissì e fannu puru comu chiddi do cinematografo – disse la cicciona.
– Due piccioncini, sempre mano nella mano.
– E ora che si fa? Chi la porta dal dottore? –chiese il postino.
– Un taliati a’mmia, chista cosa di masculi è.
– Va be, ci vado io – disse il portiere – non preoccupatevi di nulla, poi vi racconto.
Di corsa Alfredo con la lettera in mano salì al secondo piano e…

(8-continua)

Annamaria Tedesco


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