Camilleri e la casa dei giorni lontani

|




Lo scrittore racconta in questa intervista esclusiva, di qualche anno fa, gli anni della sua infanzia nella residenza estiva dei nonni e svela: “Qui sognavo di fare un teatro”.

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri

“La famiglia di mia madre era molto tradizionale: i figli e nipoti di mia nonna erano sparsi per l’Italia, ma appena si chiudevano le scuole tornavano tutti, con le loro famiglie, nella grande casa di campagna, e io trascorrevo le mie estati circondato da cugini e cugine”.

Parla a Malgrado tutto Andrea Camilleri, il nonno della letteratura italiana che non finisce di stupire con i suoi romanzi, non ultimo il suo “Inseguendo un’ombra” pubblicato da Sellerio. Il ricordo di una casa grande e bellissima, scelta per diventare la sede della Fondazione dedicata al papà del Commissario Montalbano. Si trova in contrada San Gisippuzzu, a pochi chilometri dal centro abitato di Porto Empedocle. Enorme, circondata da tanta terra: diventerà un centro culturale. Per anni è rimasta chiusa, rischiando di andare in rovina.

E’ la casa dei suoi nonni, dove lei ha trascorso le estati della sua infanzia…

“Sa che porto nel portafogli?”

Cosa?

“Non ci sono le foto di mia moglie o dei miei figli o dei miei nipoti… c’è la foto di questa casa che tengo sempre con me”.

Ora diventerà un centro culturale…

“E’ una cosa molto bella, davvero. Anche perché mi pare che sia adatta per queste cose”.

Com’è?

“Grandissima. Pensi che ci abitavamo in tanti, grandi e piccini. Ci sono le cantine che sono grandi quanto tutta la casa, un unico spazio vuoto, come si facevano una volta. Quand’ero giovane volevo farci un teatro vero. Ma non avevo abbastanza soldi per realizzarlo”.

Un centro che raccolga le sue opere, la sua attività letteraria, un po’ come la Fondazione Sciascia a Racalmuto…

“Certo. Un luogo dove si respira cultura è sempre una cosa positiva”.

C’è un ricordo particolare che lo lega a questa campagna? 

“Ce ne sono tantissimi. Ricordo mio nonno che quando si spostava dal paese per andare in estate in campagna si preparava come se dovesse affrontare un lungo viaggio. E si trattava di una manciata di chilometri”.

Questa zona della Sicilia, dal punto di vista turistico, è molto ricca. Un triangolo letterario, da Vigata a Regalpetra, passando da Pirandello. Ma d’estate però ai turisti spesso manca l’acqua… 

“Io vorrei sapere dove è sparita l’acqua. Quand’ero bambino, visto che abbiamo parlato di quel periodo, c’era tanta acqua. Sento ancora il rumore nel Voltano. Era bellissima! Dov’è andata a finire l’acqua di Agrigento, della Sicilia?”.

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *