Buttafuoco: “Ecco perchè la Sicilia è buttanissima: non ha fatto riaprire il teatro di Racalmuto”

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RIVELAZIONI. A Racalmuto per presentare il suo ultimo libro, Pietrangelo Buttafuoco racconta perchè nel 2013 la Regione impedì di riaprire subito il teatro Regina Margherita. “Questa è stata la goccia che mi ha fatto detestare l’autonomia siciliana, la fogna del potere in Sicilia”

C’è un episodio che riguarda Racalmuto nella rabbia del giornalista Pietrangelo Buttafuoco contro l’autonomia siciliana, contro la burocrazia regionale e il sistema di potere siciliano. E’ lui stesso a rivelarlo, quasi a conclusione dell’incontro organizzato da Malgrado tutto nell’atrio del palazzo comunale.

Pietrangelo Buttafuoco

Pietrangelo Buttafuoco

Sollecitato da una domanda sul perchè abbia scritto di voler abbandonare la Sicilia, Buttafuoco si alza in piedi e, nel suo stile fiammeggiante, ricorda cosa avvenne tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.

In quel momento, Racalmuto era sotto commissariamento per mafia. L’allora ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri era già stata nel paese di Sciascia nel novembre 2012, ma decise di tornare nel gennaio 2013.  E in quell’occasione vennero a Racalmuto lo stesso Buttafuoco, Salvo Ficarra e Valentino Picone, Vincenzo Pirrotta e molti altri artisti.

“La Cancellieri – ricorda Buttafuoco, che in quel momento era presidente del teatro Stabile di Catania – mi chiese di fare uno sforzo per riaprire il teatro di Racalmuto e dare una stagione e un cartellone a questo teatro. Con Giuseppe Dipasquale, direttore del teatro Stabile di Catania, preparammo una serie di spettacoli, avevamo perfino individuato un possibile direttore artistico disposto a lavorare gratuitamente per organizzare il cartellone. A me sembrava una cosa bellisssima poter far ripartire il tatro che era stato fermo per due anni”.

A questo punto Buttafuoco comincia ad andare su e giù per il palco, con grande passione. “Ebbene, era tutto pronto – racconta con foga – ma un oscuro funzionario della Regione, pur di non dare lustro a nessuno e servire il suo dante causa, l’allora presidente della Regione (Raffaele Lombardo, ndr), ostacolò in tutti i modi il progetto di riapertura del teatro. La Cancellieri chiamava, chiedeva a che punto stavano le cose. Tutto era pronto, ma nè da Catania, nè da Palermo nè da Roma nessuno riusciva a smuovere la resistenza di quell’oscuro buorocrate regionale che tutto voleva fuorchè dare a qualcun altro, che non fosse il suo mandante politico, il merito di avere riaperto il teatro con una stagione, con spettacoli e artisti già contattati e disposnibili a contribuire a riportare in vita il teatro di Racalmuto. E non ci fu modo di smuovere quell’ostacolo. L’esito è sotto gli occhi di tutti, il teatro è ancora chiuso. Ecco perchè io maledico questa buttanissima autonomia regionale che, in questo caso, è servita ancora una volta a impedire che si realizzasse qualcosa”.

Un momento della presentazione

Un momento della presentazione

Per Buttafuoco, “questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e da qui la mia decisione di abbandonare la presidenza del teatro Stabile di Catania e la Sicilia. Per questo nel mio libro scrivo che l’unica speranza per la Sicilia è il biglietto aereo che ti porta via”.

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