Burgio, l’uomo che sussurra alle lumache

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La brillante idea di Ciro Miceli, insegnante precario, che ha deciso di abbandonare la scuola per avviare un allevamento di “babbaluci”.

Ciro Miceli

Ciro Miceli

“Babbaluci ‘a sucari e fimmini ‘a vasari nun ponnu mai saziari”. Il proverbio è antico, e richiama alla memoria un mondo che non c’è più. Quello tradizionale, tipicamente agreste. Mondo nel quale taluni raccoglitori di lumache poi non ne assaggiavano neanche una, esaurendo il piacere nella mattinata trascorsa a catturare lumache ancora attaccate alle foglie bagnate dalla pioggia appena caduta. Raccolto speciale poi ripulito e cucinato dalle massaie nella preparazione di piatti tradizionali che i nobili potevano permettersi il lusso di mangiare con le mani, imprigionando il frutto direttamente con la bocca, producendo un rumore invero assai poco nobile, ma inevitabilmente appagante.

Nobili che sapevano fin troppo bene che nei ristoranti parigini le lumache si chiamavano “escargot”. Nome più raffinato, ovviamente. Ma la sostanza non cambiava di certo. Ed è nel mondo di oggi, quello che cerca di valorizzare i retaggi del passato, che si inserisce la storia di Ciro Miceli.

È giovane, ha 35 anni, è un insegnante precario. Ma si è stancato di girare il nord Italia alla ricerca di una cattedra che gli permettesse di sbarcare il lunario. E ha investito sulla sua terra. È tornato nella sua Burgio, nell’entroterra agrigentino, effettuando un investimento solo apparentemente originale. Insomma: Ciro si è trasformato in allevatore di lumache. Ha deciso di utilizzare i 5000 metri quadrati di proprietà di famiglia per far nascere, nutrire e vendere i “crastoni” ai più importanti ristoratori d’Italia. Perché i clienti amatori, raffinati, che chiedono le escargot come piatto tradizionale, e che sono disposti a pagare qualunque prezzo per poterne godere.

“Mi è capitato di frequentare qualche ristorante, e ho visto che nel menù i piatti a base di lumache venivano venduti a prezzicoratella-e-lumache piuttosto interessanti. Mi sono documentato e ho dato vita ad un’azienda che spero mi dia soddisfazioni”.

E, in effetti, al momento Ciro qualche soddisfazione se la sta togliendo. Non riesce, ad esempio, a soddisfare tutte le richieste che gli provengono. Probabilmente sarà costretto ad ingrandirsi. Ma Ciro è uno con i piedi per terra, e sa bene che occorre procedere passo dopo passo. Lentamente, come a passo di lumaca. Anche perché, di proverbio in proverbio, è perfettamente consapevole che chi va piano va sano e va lontano.

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