Buono a sapersi, i giovani e i pericoli della rete

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Gli uomini della Polizia Postale incontrano gli alunni del “Roncalli” di Grotte e spiegano come comportarsi per evitare sorprese spiacevoli mentre si naviga in internet

altÈ un dato di fatto: i nostri ragazzi trascorrono gran parte del loro tempo su Internet. E quando dico tempo, non mi riferisco al tempo libero. No, perché i nostri teenagers sembrano aver ereditato il gene del cyberspace, che gli consente la navigazione simultanea. Si tratta di un modo piuttosto naturale di surfare in internet, svolgendo contemporaneamente le loro attività di routine h 24 . Si può fare qualunque cosa mentre si naviga: mangiare, studiare, passeggiare, andare in bagno, persino dormire. Proprio così, sempre più spesso, piuttosto che la vecchia e confortevole borsa dell’acqua calda, i nostri adolescenti a letto preferiscono portarsi lo smartphone, il tablet o qualunque mezzo che gli consenta, anche durante la notte, di continuare a seguire i Twilighters, o di ricevere notifiche da FB o qualsiasi altra forma di comunicazione virtuale.

 

 

Perse le prime battaglie, poi, molti genitori sembrerebbero aver rinunciato a cambiare queste insane abitudini, perché si sa: viviamo altnell’era del tecnologico ed è così che adesso i giovani socializzano. Del resto, tra un figlio che sta fuori casa, chissà dove, e un figlio in casa comodamente abbracciato al computer, i genitori preferiscono la seconda opzione, perché almeno così è più sicuro.
Ma siamo proprio certi che i nostri figli siano veramente al sicuro? L’assenza di una reale sicurezza, paradossalmente, potrebbe risiedere proprio nel fatto che i nostri ragazzi padroneggino, forse eccessivamente, stili comunicativi virtuali, in cui nonostante la presenza, sempre maggiore, di interattività vengono spesso a mancare alcune componenti basilari della comunicazione reale: odori, emozioni, visioni globali, elementi non trascurabili, che nel quotidiano ci portano ad evitare, saggiamente, certe frequentazioni. Sul web, fortunatamente, non ci sono problemi, antivirus e firewall ci proteggono da tutto e da tutti, consentendoci – in un tiepido anonimato di apparire al meglio: ci si può, infatti, alleggerire di qualche altchiletto, attribuire alcuni centimetri, ampliare il proprio curriculum, togliere qualche anno, nascondere una moglie e dei figli, creare addirittura un’attività, meglio ancora un’identità. Purtroppo, però, non sempre virtuale, corrisponde a reale, ed è proprio per questo e molto altro ancora che la Polizia Postale e delle Comunicazioni sta promuovendo su tutto il territorio nazionale “Buono A Sapersi” , un progetto di Prevenzione ed educazione rivolto ai giovani con l’obiettivo di aiutarli a navigare in Rete in piena sicurezza e a gestire consapevolmente i propri dati condivisi online.
A Grotte, l’Ispettore della Polizia Postale di Agrigento Pietro Curto, accompagnato dall’ assistente Gioacchino Sicurello, ha incontrato gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Roncallli”, cinque classi in tutto, appartenenti alle classi ponte della scuola primaria e secondaria. Durante un incontro,che ha letteralmente affascinato i ragazzi, ai giovani adolescenti grottesi sono state fornite chiare e precise informazioni su come sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza incorrere in rischi connessi alla violazione della privacy, altrui e propria, ma anche su  come proteggere il proprio dispositivo e le proprie passwords, come evitare il furto o la perdita di identità o il caricamento di contenuti inappropriati.
alt“L’obiettivo delle nostre attività di formazione e informazione – spiega l’ispettore Curto – è quello di insegnare ai ragazzi a navigare sicuri, orientandoli su ciò che è lecito e su ciò che non lo è. Non è raro, infatti, che con comportamenti superficiali si violi la privacy altrui, si pubblichino o condividano contenuti inappropriati con conseguenze penali e morali rilevanti per se stessi e per gli altri. “
E a quanto pare, sarebbe proprio la mancanza di informazione ad esporre i giovani ai pericoli della rete, sia come vittime sia come autori. Pertanto, avendo ben compreso che nessun sistema operativo, nessun account, nessuna rete è proprio sicuro, così come nessun acker o utente può nascondere per sempre la propria identità, gli adolescenti di Grotte forse adesso ci penseranno almeno un paio di volte prima di costruirsi un profilo fittizio su un qualsiasi social network, o lasciare incustodita la propria postazione prima di aver terminato la navigazione, e quasi certamente si ricorderanno che “Buono a Sapersi”, se sono stati almeno un po’ attenti, gli risparmierà un mucchio di guai! L’interesse che ha suscitato l’incontro ha avuto riscontro nel dibattito che ha seguito l’intervento dell’ispettore Curto. Molte, infatti, le domande che i ragazzi hanno posto agli uomini della Polizia postale che con le loro risposte hanno efficacemente soddisfatto ogni curiosità.

Valeria Iannuzzo

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