Buon Natale, malgrado tutto

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NativitàBuon giorno cari lettori e auguri. Ecco la nostra prima pagina di oggi. E’ interamente dedicata al Natale, la festa che da secoli celebra quel meraviglioso, straordinario, per certi versi misterioso, avvenimento, la nascita di Gesù, che ha significativamente segnato la storia dell’umanità. “A Natale i grandi problemi della vita sociale e individuale vengono accostati alla culla di Betlemme – diceva Giovanni XXIII, il Papa buono, il Pontefice del Concilio Vaticano II – mentre gli Angeli invitano a scuotere gioiosamente le buone volontà”. Sono parole dolcissime, cariche di umanità e di speranza. Per questo le abbiamo scelte. Perché ci auguriamo con tutto il cuore che in questo nostro massacrato Paese possa tornare la speranza, possa esserci nel nuovo anno anche un pò di spazio per l’ottimismo.

Siamo stanchi di vedere gente che soffre. Stanchi dell’ipocrisia di chi ci governa, uomini decisamente sordi al richiamo gioioso degli Angeli, ma in compenso molto sensibili al richiamo dei poteri e degli interessi che rappresentano. Stanchi di vedere i nostri ragazzi, delusi, alla ricerca di un lavoro che non trovano, e amareggiati per i tanti che lo hanno perso, sprofondando, assieme alle loro famiglie, nella più assoluta disperazione. Stanchi di vedere quasi quotidianamente calpestati i inostri diritti in un Paese che sembra avere smarrito il senso dell’uguaglianza e della dignità di tutte le persone. Una stanchezza mista a rabbia, la nostra, che trova in qualche modo corrispondenza nelle parole del recente intervento del Presidente Napolitano alla Camera. Il Capo dello Stato a un certo punto ha sentito il dovere di evidenziare “la fatica di chi amministra a più diretto contatto con i cittadini e i loro bisogni; la fatica di chi si sforza di salvaguardare l’impresa che ha costruito e che vede vacillare; la fatica sociale che percorre l’ampio universo di quanti reggono la famiglia con redditi insufficienti, e in misura crescente scivolano nella povertà; la fatica di quanti si dibattono nell’insicurezza del lavoro se non l’hanno già perduto e quella di quanti, soprattutto giovani, sono bloccati in uno stato di disoccupazione senza vedere come uscirne”. Tutte conseguenze, ha detto senza mezzi termini il Presidente della Repubblica, “di orientamenti e comportamenti miopi o irresponsabili, trascinatisi nel passato troppo a lungo”. Ma gli scenari prima o poi dovranno cambiare. E in questa prospettiva che deve risiedere la nostra speranza, accompagnata, però, dalla consapevolezza che bisogna agire con forte determinazione, anche se non siamo Angeli, sul fronte delle “buone volontà”, scuotendole, ci perdoni Papa Giovanni, più o meno gioiosamente.
Da Malgrado tutto gli auguri più affettuosi di un buon Natale.

Egidio Terrana

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