Bob visto da vicino: con le rughe, ma un mito

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I segreti di Robert Redford, in una giornata a Venezia

Robert Redford a VeneziaCom’è un divo nei suoi gesti quotidiani, nelle piccole cose della vita, nei suoi tic e nelle sue manie? Un giorno, per gli strani casi della vita, può capitare di ritrovarsi a fianco di Robert Redford. Mi è capitato alla Mostra del Cinema di Venezia. Per dodici ore, sono stata accanto a uno degli ultimi grandi divi del cinema americano. Un incontro di lavoro, intenso come possono essere le faticose maratone alle quali gli attori si sottopongono arrivando a Venezia: interviste, conferenze stampa, cocktail, red carpet, tutto di corsa e sempre in ritardo.
Prima di incontrare Robert Redford, per giorni, mi sono passati davanti i suoi film famosi che hanno accompagnato la nostra vita. E di volta in volta mi tornavano in mente il suo sorriso guascone, il suo sguardo sornione, l’aria da eterno ragazzo. Insomma, diciamolo, l’uomo perfetto per milioni di donne. Chi di noi, guardando “Come eravamo”, non ha sperato in un finale diverso, dove lui e lei si rimettevano insieme superando le divergenze politiche?

E quante volte, rivedendo “A piedi nudi nel parco”, avremmo desiderato arrancare a fatica su quei cinque piani di scale, con il fiatone, pur di cenare con lui in quel vecchio palazzo al Greenwich Village?

E poi ancora, volentieri lo avremmo consolato nel “Grande Gatsby”, dove lui, vestito di lino bianco, si dispera perché lei ha sposato un altro. Gli avremmo spiegato che certamente Mia Farrow aveva il suo fascino, però se ne poteva trovare un’altra…

Redford ha da poco compiuto 75 anni e, da bravo ambientalista, li ha festeggiati in barca a vela con la moglie Billie e alcuni amici. A Venezia presentava la sua ultima fatica “The Company you keep”, storia di un gruppo di terroristi, i Weathermen Underground, che tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 compirono una serie di attentati per protestare contro la politica americana di quegli anni.

La prima cosa che colpisce di Redford, visto da vicino, è il suo voltoRedford in conferenza stampa non ritoccato, carico di rughe e di vita, nel quale ritroviamo l’uomo dal carattere gentile, ma fermo, ancora combattivo nell’affermare le cose in cui crede, politicamente un liberal convinto che bisogna dare una seconda chance ad Obama.

Certo, sembra sempre giovane. Al di là delle rughe. I capelli resistono, un biondo che inclina al rossiccio. Il tono di voce è intenso, pacato, gentile con tutti, dai suoi collaboratori ai camerieri dell’hotel, per chiunque ha un sorriso, uno sguardo franco e diretto con i suoi proverbiali occhi celesti. Poi, però, vengono fuori i piccoli acciacchi inevitabili dell’età: qualche incertezza nel passo, un velo di stanchezza sugli occhi dopo ore di interviste, il bisogno di un breve riposo dopo pranzo.

Eppure, Redford appare giovane. Sarà l’anima di chi non si arrende, saràBob, eterno ragazzo una dieta rigorosamente vegetariana – a pranzo spilucca mandorle sgusciate, ananas e melone bianco, né vino né birra, ma acqua minerale rigorosamente naturale – sarà una vita all’aria aperta, nella sua fattoria dello Utah lontano dai fumi e dai veleni di Los Angeles o di New York. O forse no. Forse Redford è giovane perché i divi non invecchiano mai. Perché Bob, per tutti noi e perfino per se stesso, resterà sempre quel ragazzo bello ed elegante che camminava a piedi nudi nel parco.


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