Biagio Adile: “I vecchi consiglieri ricandidati? Saranno giudicati dagli elettori” NOSTRA INTERVISTA

|




ELEZIONI RACALMUTO. Biagio Adile, candidato sindaco di Racalmuto rinasce, rivendica la scelta di candidare alcuni componenti del vecchio consiglio comunale disciolto per infiltrazioni mafiose: “Sono legittimati a farlo. Non hanno alcuna responsabilità”. E aggiunge: “Rinunceremo alle indennità e ci impegneremo su legalità e lotta alla mafia”.

LEGGI L’INTERVISTA DI ANNA MARIA SCICOLONE

Biagio Adile, 61 anni, direttore dell’Unità Operativa di Uroginecologia dell’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Ospedale Cervello di Palermo, è tra i candidati a sindaco di Racalmuto. Ha due figli, anche loro medici: uno è oncologo, l’altro è specializzando in ginecologia. Non ha mai avuto esperienze politiche ed è alla sua prima esperienza elettorale.  Definisce la sua “una squadra valida senza alcuno schieramento politico”, costituita nel pieno rispetto della parità di genere: il 50 per cento dei candidati della lista civica Racalmuto rinasce sono donne.

Biagio Adile presenta il simbolo della sua lista

Biagio Adile presenta il simbolo della sua lista

Qual è l’orientamento politico della sua lista? Di centrodestra, centrosinistra o di centro?

“I candidati hanno orientamenti politici differenti – chiarisce Adile – e provengono da esperienze diverse; cinque di loro erano già nel precedente Consiglio comunale ed hanno deciso di ricandidarsi”.

 

Racalmuto esce da una lunga e difficile situazione politico-amministrativa, su cui ha gravato soprattutto l’onta del commissariamento per infiltrazioni mafiose. Lei come si pone rispetto alla candidatura di chi proviene da quell’esperienza politica?

 

“Se questi soggetti si sono ricandidati è perché sono legittimati a farlo e ne hanno pieno titolo.  Non hanno alcuna responsabilità in merito allo scioglimento del Consiglio comunale e la relazione prefettizia, prima, e la magistratura, poi, hanno scagionato totalmente queste persone. In questa vicenda occorre rispetto per le persone e tutela della reputazione dei  candidati. Gli unici autorizzati a giudicarli sono gli elettori e lo faranno con i loro voti. Sicuramente va dato un merito al precedente Consiglio, così come all’ex sindaco Petrotto e al suo gruppo: l’essersi battuti per una gestione dei rifiuti in economia e diretta, così come d’altra parte l’Anci Sicilia prevede per i Comuni aventi una popolazione inferiore ai diecimila abitanti. Noi di Racalmuto rinasce sul principio di legalità e sulla lotta alla mafia ci impegneremo con un atto di indirizzo a dirigenti e funzionari per il protocollo di legalità e l’accordo di programma quadro Carlo Alberto Dalla Chiesa Sicurezza e Legalità per lo Sviluppo, al fine di prevenire infiltrazioni mafiose negli appalti, nelle forniture di servizi e nell’erogazione di finanziamenti pubblici. Inoltre indicheremo un responsabile vigilanza anticorruzione nel Comune e negli enti collegati, in modo che siano segnalate anche attività che non hanno rilevanza penale, ma sono ritenute immorali, quali i conflitti d’interesse, il nepotismo, o altro”.

Gli ex consiglieri ricandidati. Da sinistra: Giovanni Barravecchia, Alfredo Mattina, Biagio Adile, Lidia Picone, Carmelo Falco, Giuseppe Licata

Gli ex consiglieri ricandidati. Da sinistra: Giovanni Barravecchia, Alfredo Mattina, Biagio Adile, Lidia Picone, Carmelo Falco, Giuseppe Licata

 

In generale, qual è il suo giudizio sul passato?

 

“Il decreto  di scioglimento per condizionamento mafioso ha portato alla ribalta nazionale il nostro paese per fatti negativi, che ne hanno compromesso l’immagine. I Commissari si sono adoperati per il riequilibrio economico-finanziario  al fine di salvare il Comune di Racalmuto. Ciò ha determinato rigore amministrativo e la soppressione di servizi, quali asili nido e mensa scolastica, e l’aumento di tasse, quali Tarsu e Tares. I commissari hanno anche dovuto accendere un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti per coprire un milione 128 mila euro di debiti fuori bilancio, che andrà estinto con il pagamento trentennale di una rata annua di 25 mila euro.  Il mio gruppo, aderendo al documento programmatico di Anci Sicilia, che interviene affrontando, tra l’altro, il problema del federalismo fiscale e dei tagli di trasferimenti di risorse agli enti locali, prevede di salvaguardare i servizi ai cittadini, e di offrire una gestione meno onerosa in tema di acqua e rifiuti, nonché di attingere ai fondi europei della nuova programmazione 2014-2020. Tutto ciò servirà a reperire nuove risorse e a realizzare notevoli risparmi in modo da diminuire la pressione fiscale. Peraltro noi, se eletti, rinunceremo alla nostra indennità di carica: lo farò io, da sindaco, e lo faranno i consiglieri. La nostra è una rinuncia totale, non una riduzione nei termini di legge, come intendono altri. Quattro i punti importanti del nostro programma, dunque: rinunzia alle indennità, atto di indirizzo a dirigenti e funzionari per il protocollo di legalità, nomina di un responsabile vigilanza anticorruzione e riorganizzazione dei sistema dei rifiuti con minori costi per i cittadini”.

 

Perché Biagio Adile, che è nato a Racalmuto, ma da oltre trent’anni vive a Palermo, ha deciso di candidarsi a sindaco? Altri candidati sostengono che lei è troppo distante dalla realtà e dalle dinamiche del paese per poter agire con competenza e conoscenza di cose, fatti e persone…

 

Biagio Adile a Racalmuto

Biagio Adile a Racalmuto

“Sono sempre tornato a Racalmuto, appena ho potuto, e a Racalmuto ho sempre trascorso le mie vacanze. Tre anni fa ero assieme ad alcuni amici in paese e discutevamo del dissesto finanziario e delle conseguenze che stava avendo sulla comunità. Fu allora che avanzai loro la mia proposta di mettermi a disposizione, anche a costo di sacrifici familiari e professionali. Col tempo questa mia intenzione si è andata meglio delineando e consolidando. Ho deciso di scendere in campo perché mi fa male vedere il mio paese demolito, nonostante abbia tutte le potenzialità per essere più accogliente, più vivibile, più verde. Racalmuto ha le caratteristiche per essere vissuta a piedi, in bicicletta, e per essere una realtà aperta, riconsegnata ai cittadini, che hanno diritto di fruire tutti gli spazi pubblici, dalla biblioteca al castello. Voglio che Racalmuto funzioni, cioè che sia vicina e amica del cittadino, e che abbia anche uno sportello per le attività economiche e produttive, che semplifichi le pratiche amministrative. Racalmuto può divenire un modello amministrativo anche per i Comuni limitrofi. Se eletto, farò di tutto perché ciò si realizzi. Il Comune è per me come una grande azienda, in cui il sindaco è il manager, che deve lavorare per portare risorse al paese e produrre sviluppo. Il turismo è fondamentale per rilanciare l’economia: ma, come mi ha detto, l’estate scorsa, un bostoniano di origini racalmutesi, non può essere soltanto come una cartolina, molto bella, dietro cui non c’è nient’altro: né trattorie che curino la tradizione gastronomica locale, né negozietti di artigianato e prodotti locali, nulla. Il Teatro Regina Margherita deve diventare una Fondazione per produrre utili; il Castello può essere utilizzato per una Scuola medica internazionale permanente, in modo da attrarre studiosi da tutto il mondo; può anche essere affittato per matrimoni e comunioni, eventi, per produrre risorse; anche la Fondazione Sciascia può fare molto per Racalmuto. Ma per tutto questo è necessario avere ciò che attualmente manca: una mentalità imprenditoriale. Per questo tra i miei assessori ci saranno tecnici altamente qualificati, in ogni settore”.

 

Che cosa pensa degli altri candidati?

 

“Sono persone per bene e qualificate; le conosco tutte. Saranno gli elettori a giudicare i programmi e a scegliere chi può meglio rappresentarli. Io ho una grande passione per Racalmuto e il nostro slogan propone di farla rinascere. E noi lo faremo”.
Altri articoli della stessa

2 Responses to Biagio Adile: “I vecchi consiglieri ricandidati? Saranno giudicati dagli elettori” NOSTRA INTERVISTA

  1. chiarelli leonardo Rispondi

    13 maggio 2014 a 22:40

    Prof. Cutaia:

    Che bellezza di vedere questi foti di Racalmuto. E una gioia. Mi piace di vedere notizie i Racalmuto e se e possibile, posso abbondarsi a Malgrado Tutto. Mi dispiace che non posso viaggiare quest’ anno a Racalmuto o Sicilia, ma speriamo l’anno prossimo.

    E con piacere che posso dire che il mio libro, A History of Muslim Sicily, e esaurito. Così comincio un nuovo
    edizione. Se ci ai nuovi notizie di Racalmuto medievale, per piacere puoi mandarmi?

    Grazie Tanti,
    Leonardo Chiarelli – figlio di Leonardo Chiarell e Maria Mattina

    Tanti cosi beddi

  2. Angelo Cutaia Rispondi

    14 maggio 2014 a 1:06

    caro Leonardo Chiarelli, scrivimi alla mia email: cutaia@libero.it, potremo parlare della Racalmuto araba. Come sai ho scritto un repertorio toponomastico dei termini di origine araba per la Sicilia centromeridionale che non è ancora pubblicato.
    Attendo tua, ciao Angelo Cutaia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *