Beppe Grillo: “La Sicilia non ha più paura”

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“Non si può vivere in una città con ospedale e scuole costruiti male. No al rigassificatore”

Grillo ad Agrigento (Foto D. Romeo)Nostra intervista a leader del Movimento Cinque Stelle che ieri sera ad Agrigento ha spopolato. Presentati il candidato presidente della Regione Giancarlo Cancelleri e i candidati agrigentini. In primo piano la Sicilia, con i suoi problemi e le sue speranze.

Arrivo ad Agrigento con un carretto siciliano?
Le ho fatte tutte: a nuoto, su un treno a gasolio e ora con un carretto straordinario…

Ha visitato dunque tanti posti…
Avete tutto qui in Sicilia. Avete i campi di grano, l’agricoltura. E avete il cibo, l’aria, l’energia, la cultura. Qualsiasi cosa per vivere bene. E’ la vostra identità che qualcuno vi ha tolto…

Perché questi gesti, il mare, il carretto… forse perché siamo in una terra che comunica anche con la gestualità?
Intanto devo dire che qui ho visto una lezione di civiltà non comune.
Appena arrivato a Reggio Calabria hanno sciolto il Comune per mafia, mi hanno fatto un regalo. E poi la Sicilia a nuoto. Mentre nuotavo pensavo il perché di questa roba, di questa mia scelta. Ho 64 anni e per sei mesi mi sono allenato per attraversare lo Stretto. Voglio dimostrare che sei ti impegni le cose si riescono a fare. Vorrei che tutti pensassero che in Sicilia si può cambiare.
Ma cos’è questa Sicilia? E’ a Statuto Speciale è non è speciale, non è autonoma e si regge con l’Autonomia, è ricca ed è povera. Ma cosa è diventata questa terra…. Siete fantastici, parlate a proverbi, comunicate anche con il silenzio…

…me ne dica uno
Ieri nella piazza di Mussomeli un signore mi ha detto: “Lu surci ci dissi a la nuci… dammi tempu ca ti spirtusu“… è bellissimo.
Avete grandi maestri. Siamo nella terra di Pirandello dove a casa sua vogliono costruire un Rigassificatore. Sono stato nel paese di Quasimodo… trafitto da un raggio di luce.. ed è subito Miccichè…

Cosa ha trovato in Sicilia?
Una cosa meravigliosa: non c’è più paura. Dopo anni di paura, di farsi vedere, di parlare di certe famiglie, adesso nessuno ha paura. Devono averla loro, i politici, che hanno rovinato questa terra.
I giovani non devono andare via, devono andare via loro. Prima però dobbiamo fare un controllo, un’indagine fiscale su chi ha governato. Se i conti non tornano ci devono ridare i soldi. I nostri candidati devono avere uno stipendio normale e stare lì non più di due legislature. Qui c’è volontariato, passione, professionalità.
Non è possibile vivere in una città dove l’ospedale è costruito con cemento che fa schifo, la scuola pure, un rigassificatore vicino al mare; ci hanno rubato l’acqua e il sole…

Si sente leader…
Non ci sono più leader. Ci sono cittadini che si mettono insieme a amministrano il loro quartiere, la loro città, la loro regione. Io do soltanto una mano mettendoci la faccia…

Salvatore Picone

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