Benvenuti a Sciacca: la città dove dai rubinetti esce l’acqua più cara d’Italia

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I saccensi sono arrabbiatissimi. Da quando Girgenti Acque ha preso il posto dell’Eas, a quanto pare, succede di tutto. E c’è anche chi teme per l’ordine pubblico

alt“Se quelli di Girgenti acque fossero errori, allora vorrebbe dire che gli amministratori sono degli incompetenti”. E se non fossero errori? “Beh, allora i cittadini avrebbero tutte le ragioni per pensar male di quello che succede”. Non c’è bisogno di scomodare un raffinato linguista o un elegante sofista per individuare tutta la saggezza contenuta in questa riflessione fatta da un cittadino di Sciacca davanti lo sportello locale del gestore idrico, in attesa di poter parlare con un impiegato. Per chiedergli ragione della bolletta pazza appena ricevuta. È solo una delle centinaia di situazioni che si rincorrono da giorni e che stanno rendendo dura la vita delle famiglie.

Nella città dove, da quando Girgenti acque ha preso il posto dell’Eas, dai rubinetti esce l’acqua più cara d’Italia dopo Firenze, imperversa la rabbia della gente. Volture, calcoli, tariffe, relazioni tecniche, contatori. Ormai i saccensi sono diventati tutti degli esperti. Di condutture idriche, di fatturazioni, di metri cubi d’acqua, di consumo minimo, di superconsumo. Ma gli errori non si contano più. E il sindaco Fabrizio Di Paola ha sfidato apertamente il commissario dell’Ato idrico Eugenio D’Orsi, accusandolo di atteggiamento superficiale quando ha deciso di aumentare d’amblè il costo dell’acqua del 10%. “Revochi subito la delibera, riconvochi immediatamente l’assemblea dei sindaci”, gli ha detto il primo cittadino. Secondo cui l’aumento è ingiustificato perché, secondo il contratto di servizio, va preceduto dalla consegna delle reti idriche da parte di tutti i comuni della provincia, e non certo solo della metà di essi. Di Paola sa che la rabbia della gente non risparmia nessuno. Neanche lui, malgrado non sia certo il comune a gestire l’acqua. E, ogni mattina, dietro l’ufficio del sindaco si ripete puntuale il pellegrinaggio di cittadini che chiedono conto e ragione di un disservizio o di una bolletta salata. Oppure solo dell’atteggiamento tutt’altro che amichevole di Girgenti acque. Che non risponde alle lamentele, i cui impiegati si arrabbiano alle richieste di chiarimenti, che dice una cosa e ne fa un’altra, che non tiene conto delle richieste di correzione neanche quando gli errori sono riconosciuti dalla stessa società d’ambito.

“Io ho ricevuto una bolletta da tremila euro, ho bisogno di chiarimenti, mica penseranno che una persona paga senza discutere?”, domanda una signora con il sangue agli occhi. “Da quando c’è Girgenti acque pare che l’acqua per farci la doccia sia improvvisamente diventata la Ferrarelle”, ironizza amaramanete un commerciante. Ma non finisce qui. Un disoccupato attacca: “In famiglia siamo io e mia moglie. Mi hanno mandato una bolletta da 750 euro. Ma cosa pensano? Che siamo degli idioti?”. Un’altra signora invece vuol sapere perché debba pagare il canone di depurazione quando la sua abitazione di campagna non è nemmeno allacciata alla pubblica fognatura. “Nella mia bolletta mi trovo applicata la tariffa per seconda abitazione. Avevo già chiesto e ottenuto la modifica. Ora ci provano di nuovo”, spiega un insegnante.

La situazione è di emergenza. Il Partito Democratico di Sciacca ha già paventato i timori di conseguenze per l’ordine pubblico. “Diamoci da fare, o quando ci accorgeremo che l’esasperazione della gente ha superato il limite sarà troppo tardi”, ha detto il consigliere comunale Simone Di Paola. “Non è più tempo di interlocuzioni basate sulla buona creanza, occorre pretendere il rispetto delle persone”, ha contrattaccato un altro consigliere comunale, Filippo Bellanca. E, come se non bastasse, il volto ben poco umano di Girgenti acque si presenta sotto forma di un’auto con, sulle fiancate, una scritta inquietante: squadra distacchi. Si presentano degli operai e, senza avvisare nessuno, chiudono il rubinetto. Nel vero senso del termine. Solo che anche qui vengono combinate delle frittate gigantesche. È stato il caso, qualche giorno fa, di via Nino Bixio. Fabrizio Di PaolaA distacco avvenuto un residente è sceso dal suo appartamento per chiedere spiegazioni. “Non è stata pagata la bolletta”, si è sentito riferire. Falso. La bolletta era stata regolarmente saldata. L’amministratore del condominio ha esibito la ricevuta. Servizio ripristinato seduta stante, dunque. “Ma non si può accettare questo comportamento”, ha detto il residente riferendosi all’agguato degli operai che avevano già chiuso il contatore senza informarsi preventivamente.

Gli studi legali sono pieni di gente che, bolletta alla mano, non ci sta più a subire passivamente questa condizione. Tanto più che alle lamentele e ai disservizi lamentati nessuno si degna nemmeno di fornire risposte. C’è andato di mezzo un esposto all’autorità garante per l’energia e alla procura della repubblica. A promuoverlo è stata la Camera del Lavoro di Sciacca, per messo dell’ufficio di Federconsumatori, guidato dall’avvocato Luigi Licari. È lui, ormai, il vero difensore civico della città. “Riteniamo che le stesse clausole del contratto di servizio siano vessatorie”, riferisce il legale. Ma nel frattempo? Ogni giorno i corridoi della sede della Cgil sono inondati da cittadini che vogliono spiegazioni, che chiedono un aiuto. “Qua nessuno ci ascolta”, dice un barbiere che si è visto recapitare una bolletta da 600 euro. Allo sportello non hanno negato che si trattasse di un errore. Ma il tradizionale vaso che contiene la pazienza è traboccato quando l’impiegato gli ha detto: “Lei intanto paghi, poi eventualmente le restituiremo i soldi”.

Massimo D’Antoni

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