Benedetto Allotta, l’uomo che racconta i mari con il robot

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Professore Ordinario di Robotica all’Università di Firenze, lo scienziato agrigentino è tra i tre finalisti del prestigioso Premio internazionale “Italian Heritage Award”

Benedetto AllottaL’agrigentino Benedetto Allotta, docente di Robotica all’Università di Firenze, è tra i tre finalisti dell’Italian Heritage Award, nella sezione “Conoscenza, Tutela e gestione del patrimonio archeologico”, per il progetto ARROWS. Il Premio internazionale per la valorizzazione dei beni culturali è istituito a Roma per promuovere il valore testimonialeintrinseco al bene culturale e quello “di tutti coloro che, a vario titolo,operano affinché quanto è noto perduri e quanto ancora non lo è emerga”.

Allotta aveva sottomesso in luglio la candidatura partecipando assieme ad altri circa 400 concorrenti. La cerimonia di premiazione si svolgerà presso la Pontificia Università Lateranense il prossimo 4 ottobre: “Per quella data mi troverò in missione in Croazia per tutta la settimana – afferma Allotta – e quindi sarò rappresentato da una collega, la professoressa Anna Nozzoli, prorettore alla Didattica dell’Università di Firenze”. Il riconoscimento è stato attribuito ad Allotta dalla giuria scientifica e tecnica dell’Italian Heritage Award, presieduta rispettivamente dalla professoressa Liliana Barroero e dal professor Leonardo Paris. Arrows è l’acronimo di “ARchaeological RObot sistems for the World’s Seas” (Sistemi robotizzati archeologici per i mari del mondo). Il progetto iniziato nel settembre 2012, finanziato dalla UE, è dedicato allo “sviluppo di tecnologie e strumenti avanzati per la mappatura la diagnosi, lo scavo e la protezione subacquea e costiera dei siti archeologici. Allotta con un team di ricercatori ha aperto da circa due anni e mezzo nuove prospettive per l’archeologia subacquea. Già nel febbraio scorso ha tenuto a battesimo il robot “TifOne”, uno dei tre robot subacquei destinati a rilevare e monitorare siti archeologici sottomarini e reperti sommersi fino a trecento metri di profondità. In agosto si è svolto l’esperimento di localizzazione e documentazione di un relitto situato a qualche decina di metri di profondità nelle acque antistanti il porto di Livorno; qualche giorno dopo è avvenuta la localizzazione e cooperazione in sciame, con altri due robot sottomarini, che realizzano una rete di comunicazione, basata su radio modem per la comunicazione in superficie e modem acustici per la comunicazione in immersione.
Dal 9 al 22 settembre due Tifoni, “accuditi” da un team misto delle Università di Firenze e Pisa, hanno partecipato con successo ad un esperimento NATO, denominato CommsNet13, dedicato ai sistemi acustici per la comunicazione ed la localizzazione subacquea. Entrambe queste tecniche sono fondamentali per l’efficace utilizzo di sciami di robot autonomi nell’indagine archeologica sottomarina. L’esperimento si è svolto al largo di La Spezia ed è stato organizzato dal Centro di Ricerca NATO-STO CMRE. I veicoli erano imbarcati a bordo della nave di ricerca oceanografica Alliance.” Benedetto Allotta è stato ricercatore presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e ha insegnato Controllo dei Sistemi Meccanici all’Università di Pisa fino al 2001. Dal 2001 insegna presso l’Università di Firenze e dal 2005 è Professore Ordinario di Robotica. Il Team dell’Università di Firenze collabora strettamente con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana nell’ambito del progetto Arrows. Nei mesi a venire saranno programmate delle missioni alle Isole Egadi e non è escluso che le missioni del progetto Arrows approdino anche sulle coste agrigentine.

Anna Maria Scicolone

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