Arrivano i cinque stelle

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Presentato in Piazza Umberto I il programma da Luigi Falletti. In attesa di conoscere maggiori dettagli sulla lista dei candidati pubblichiamo una nota del probabile candidato sindaco postata sui social network poco tempo fa dedicata alle prossime amministrative.

Luigi Falletti

Luigi Falletti

Ormai sembra palese, lapalissiano, la campagna elettorale per l’elezione del prossimo sindaco di Racalmuto è iniziata… Arrivano tutti a dare i loro illuminati consigli su quello che dovrebbe fare o meno il sindaco e la giunta, si parla di rilancio di punti di forza, di possibilità, di capacità. Tutti, come ovvio, a sottolineare quale grande potenzialità abbia la nostra città per risorgere dalle proprie ceneri e macerie per ripartire. Bello, bellissimo, fantastico direi, ma nessuno parla di cosa c’è e da che cosa si parte in realtà. Chi vive la quotidianità diRacalmuto sa che per le prossime elezioni alcune cose non cambieranno rispetto alle ultime tornate elettorali e che queste, se non avviene un REALE CAMBIO DI COSCIENZA, determineranno nuovamente l’aspetto dell’amministrazione comunale.Vado ad elencarle brevemente se mi è consentito:

  • i controllori, chi cioè con la pretesa di una supposta superiorità intellettiva e politica giudica se stesso in grado di guidare e dirigere le nuove leve politiche, e per questo arruola,irretisce, illude (ovviamente non nell’ordine e non necessariamente tutto insieme) chi secondo il suo pensiero può essere indirizzato e/o controllato politicamente, rimanendo nell’ombra,fedele a quella figura di eminenza grigia,tanto cara alla politica italiana;
  • i referenti di famiglie numerose,i quali si sa nel bene o nel male (troppo spesso solo nel secondo caso) riescono a pilotare pesantemente il voto.
  • I rappresentanti delle formazioni politiche, che gestiscono i volti che vengono dalla loro professione, dal loro appeal sociale. Che continuano a voler rappresentare il non rappresentabile,ovvero il nulla che ha condotto la nostra città e l’Italia in genere al punto in cui si trova. Incapaci di confrontarsi con la popolazione, incapaci di autocritica e senza alcuna intenzione di fare un passo indietro, incapaci di comprendere il nuovo in genere…
  • I sindaci in pectore, quelli che si convincono di avere la strada spianata per uno o più motivi, salvo poi essere trombati alla prima curva, (non me ne voglia nessuno sembra che anche io sia uno di questi….). Questi uomini candidi, irretiti molto spesso da chi suole giocare con la politica, sono gli uomini da bruciare in virtù di più complessi e raffinati (a sentire chi li imbastisce) giochi politici che come di consueta prassi portano a apparentamenti impresentabili che hanno successo solo in virtù di: affari interni da gestire una volta eletti, supposte spartizioni del nulla che è rimasto, affermazione della propria superiorità numerica.
  • I capi popolo, quelli che urlano e inveiscono e che spesso, se non supportati da un buon nucleo familiare,rimangono fuori dal palazzo del potere, oppure ottengono prebende sempre in virtù dell’elemento familiare e del peso specifico dei loro voti.
  • E a questi gruppi di potere più o meno palesi, più o meno forti se ne aggiungono ovviamente altri, che collegano e uniscono tutti gli altri, perseguendo logiche palesi o nascoste (forti del vecchi detto che dalle nostre parti funzione sempre “divide et impera” di Cesariana memoria), secondo le loro logiche e le loro necessità. Ribadisco“loro”.

A tutto questo dobbiamo aggiungere, secondo un recente articolo pubblicato pochi giorni fa, l’inefficienza di taluni uffici comunali che di fatto costituisce un ostacolo alla normale vita amministrativa.

Questo il quadro complessivo della situazione, e questo signori miei e quello che c’è.. quello da cui partire… Perché dovesse anche venire il migliore e illuminato uomo di cultura (ci sarebbe poi da chiedersi portato da chi) con queste figure dovrà confrontarsi, con questi rappresentanti di logiche minuscole incontrarsi per muovere le sfere amministrative.

Tutti, dunque, sembrano mancare dell’unica cosa di cui necessiterebbero i buoni amministratori, l’incapacità di perseguire un obiettivo che non siano gli interessi del proprio gruppo di rappresentanza. Corrono verso le prossime amministrative convinti di poter continuare a fare i loro interessi. Ma quanti di loro sanno che le leggi sono cambiate, quanti sono consapevoli del fatto che se si esce nuovamente dal seminato, se si elude nuovamente quanto stabilito da un bilancio controllato per i prossimi tre anni, si viene nuovamente sciolti con i risultati in termini di tassazione che tutti conosciamo, quanti sono davvero disposti a perseguire l’unico obiettivo che è portare il nostro paese a livelli di civiltà europea,verso aree di sviluppo sano in piena legalità e trasparenza. Quanti di questi supposti giovani sono in grado di comprendere le dinamiche prossime di sviluppo e impegnarsi per il loro raggiungimento, quanto saremo in grado di “ragionare”sul voto prima di affidare il proprio consenso a zii, cugini, nipoti, fratelli dell’amico, a cuor leggero, quanto sapremo allontanarci nostro indolente e assurdo modo di vivere la politica. Quanti con un rigurgito di coscienza (sic)torneranno a votare?

Troppe le domande, tante le certezze… buona campagna elettorale a tutti.

Luigi Falletti

(novembre 2013)

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