AQVA

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Il tuo racconto per Malgrado tutto

AQVA
di
Amedeo Rubino

altQuando ti rendi conto che un momento rimarrà per sempre?
Quando capisci che lo ricorderai assieme a lui, a lei e pensandoci sorriderai? Quando vedi che forse sei ormai grande per gioire di queste cose?
Quando rifletti e…Forse non è vero che sei troppo grande?
Quando metti alle orecchie le cuffie della dimensione parallela dove tutto si muove più lentamente e sembra avere un senso infinito in ogni movimento, tu sei energia, sei aria che passa dagli ottoni e vibra con gli archi di un’ orchestra.

Quando cammini e il mondo sembra stare guardando te, ogni tuo passo riflette il battito di sistole e diastole della Terra, il mondo respira con te, allora non ti resta che pensare al nulla.
Ci penso io a te, affidati a me, non badare più a niente.
Io sono la cura.
Sono la tua voce interiore, ti insulto quando sbagli e te ne rendi conto, ti incoraggio quando ci credi, ti parlo e farfuglio quando sei imbarazzato e ti suggerisco quando hai studiato.
Sai chi sono. Puoi fidarti.
Mille persone e più passano per la tua vita, di queste una dozzina sono davvero importanti per te, e il fatto che alcune non tornino più per motivi fisici o di natura diversa non vuol dire che perdano importanza.
Tutti sono sempre impegnati a preoccuparsi dei loro rapporti con gli altri, e poi?- Non riescono nemmeno a rapportarsi con se stessi.
Imparerai a guardarti dentro, a capire quali sono i tuoi pensieri più importanti e cosa è stato messo lì solamente per spiazzarti.
Quello che affronti è un viaggio….
Nessuno sta scrivendo e nessuno mai leggerà queste parole; stai semplicemente decollando per località che non sono terrene o materiali. Cercherò di essere una buona guida.
Tu, si proprio TU darai il tuo senso a queste parole, ne farai una tua esperienza personale, diversa da chiunque possa intraprendere lo stesso cammino.
E allora chiudi i tuoi occhi, tira indietro il capo e fai in modo che il nero che adesso hai davanti ,diventi solamente lo sfondo di una sceneggiatura che creeremo assieme.
Guardati mentre cammini tra tantissime persone, persone qualunque, nessun conoscente.
Anzi no! Eccolo lì!
Lo zio affettuoso che ti riempiva di baci e caramelle da piccolo, ha lo stesso sorriso di sempre, gli occhi lucidi, è felice di vederti, ti abbraccia e ti pizzica le guance. Vorresti sapere come sta, cosa fa adesso, ma purtroppo…non c’è più, l’aria lo dissolve.
Tu continui a camminare e quello che prima era un marciapiede adesso è un prato verdissimo luminoso e inizi a correre. I vestiti diventano quelli di quando eri bambino d’estate, non fa caldo e stai benissimo, corri….Corri…Corri assieme a un cagnolino che ti insegue scodinzolante con la lingua penzoloni.
Stai benissimo. Non ti serve altro.
Qualcosa sta cambiando, quel cagnolino innocuo diventa un’enorme bestia nera terrificante che inizia a rincorrerti come se volesse divorarti e tutto diventa più buio. I passi di prima si fanno affannosi, la corsa disperata, scappi con tutte le tue forze ma vieni ugualmente inghiottito dalla bestia. L’aria diventa vorticosa e tutto gira velocemente, perdi completamente la percezione dello spazio e immediatamente ti ritrovi al tuo primo litigio con il tuo migliore amico…o la tua migliore amica.
Stai piangendo e ti rendi conto che le lacrime sono proprio strane; da piccoli si piangeva per attirare l’attenzione, era come un allarme per far venire i genitori se si aveva fame o se ci si era fatti male.
Il litigio però non ti ha fatto nessun male fisico, eppure piangi, piangi e da questa scena vieni catapultato a tutti i pianti fatti nella tua vita fino all’ultima volta.
L’ultima volta che hai sentito il bisogno di esplodere materializzando il nervosismo, la delusione o il dolore in acqua e Sali minerali ,gli “stessi” che sono la base della vita…
Ed in acqua ti trovi adesso.
Sei un pesce in mezzo al mare, nuoti sereno tra i tuoi simili, sei un enorme cetaceo che sbuffa schizzi d’acqua in superficie, ti avvicini alla costa e muti in un delfino che veloce e sinuoso salta fuori dalla linea del mare per poi tornare sott’acqua dove pian piano diventi tu.
Tu essere umano che stavi facendo a gara con gli amici a chi trattiene più il respiro. Esci fuori gridando e ridendo perché hai appena vinto e con quegli amici stai adesso cantando a squarciagola la canzone che ha segnato la tua vita.
Le vostre voci si intrecciano armoniche finché tutto non si fa da parte e rimani tu a cantare un lungo assolo illuminato da un fascio di luce su un enorme palco scuro, migliaia di persone ti ascoltano e si commuovono con te, la pelle d’oca sulle braccia tue e sulle loro.
Sorridi.
altVia tutti! Non c’è più nessuno.
Accanto a te una persona, guarda la tua mano e la prende con sé. Andrà tutto bene. Vale la pena dare a questa tutto ciò che hai, va tutto bene.
O forse no!
Chi ti era accanto ha una strana espressione in viso, si sta girando dall’altra parte e inizia ad allontanarsi scomparendo nel buio tra la nebbia.
Ritornano le lacrime, le stesse lacrime che tua madre aveva nel momento in cui tu fisicamente uscivi dal suo corpo, nel momento in cui ha realizzato che Tu saresti stata la sua creatura
Piangesti anche in quel caso, uscendo da un luogo sicuro come può esserlo adesso la tua casa o il tuo letto.
Letto…
Lo stesso che ti rasserena e ti coccola. Lì i pensieri sono infiniti la notte, sembra quasi una sorta di pensatoio dello scienziato-inventore.
E tale sei.
Inventi storie, eventi, analizzi scene passate, rielabori trame e trovi soluzioni a problemi mondiali.
Questo però il mondo non lo sa.
Il tuo pigiama si sta trasformando, d’un tratto diventa meno comodo, meno dolce, più squadrato.
È un vestito, un vestito molto elegante.
È capodanno infatti e stai ballando con amici e persone care. C’è una gran confusione, luci,colori e fumi scenografici.Tutto scintilla.
La luce è forte e si alterna al buio, il buio si alterna alla luce, la luce si alterna al buio, il buio…Si alterna al BUIO…
Sei sempre vestito elegante, di scuro ma a nessuno attorno a te viene più da ridere.
Qualcuno ti ha salutato prima che tu avessi il tempo di ricambiare, avresti voluto tanto raccontargli ancora dei tuoi successi e dei tuoi problemi ma, adesso li racconterai al vento.
Alle onde.
Alla pioggia.
La stessa che scende dai tuoi occhi e come sempre ricorda questa acqua che ci circonda e che ci compone.
I canti e le danze diventano grida silenziose che si accumulano e ti accompagneranno per anni o magari per sempre.
Vedi, non siamo forse come isole?
Si, isole vulcaniche che ogni tanto brillano nella notte con zampilli e l’arancio del magma incandescente. Siamo caldi.
La stessa energia che muove la terra e ci fa girare e girare attorno al Sole e piroettando, ci presentiamo ai nostri simili.
Balli.
Sei più leggiadro, più leggiadra del solito.
Sembra che qualcuno abbia scritto la coreografia solo per te. Riesci ad esprimere tutto ciò che vuoi muovendoti e così, allo stesso modo mentre parli con i tuoi amici e conoscenti, dimostri loro tutto ciò che sei e cosa provi in quel momento attraverso la danza del tuo corpo che chiaro, si espone a tutti.
O forse no!!
Cerchi di nascondere a qualcuno che qualcosa non va bene.
Non sei convinto però.
Cerchi allora di nasconderlo anche a te così da pensare che alla fine, niente va male.
Ma il corpo sta danzando, i passi non sono gli stessi di quando tutto ti sorride e chi non deve notarlo lo sta notando. Ha capito che hai bisogno di lei, hai bisogno di lui per poter fare un passo a due, una presa che altrimenti ti vedrebbe rovinare a terra.
Cosa ne penso io? Cosa ti consiglio?
Beh , io ci sono sempre e so come vanno le cose dentro te, ma stavolta, ho deciso che farai da te.
Io non ti dirò come muoverti o se muoverti.
Sei su un alto promontorio sul rosso del mare.
Hai ancora i vestiti addosso ma di quelli non mi preoccuperei. Deciderai tu se chiudere gli occhi, aprire le braccia e volare fino all’acqua, o rimanere lì immobile aspettando che il tempo ti tramuti in marmo dando a quel promontorio la sua statua de “Il Pensatore”.
Soltanto una cosa ti ricordo.
L’ho detto prima e te lo ripeto.
Siamo fatti di acqua e come isole ce ne circondiamo anche.
Deciderai tu.
Il viaggio si conclude qui.
Lo continuerai da Isola in Arcipelago o da Forma Marmorea per sempre.
Naturalmente a te tutte le scelte del caso.
Io rimango qui, sempre dentro te.
Vienimi a cercare quando ne avrai bisogno o saprò io quando entrare in scena.
Adesso i tuoi occhi si apriranno e sentirai soltanto il mio…
“Adieu!!!”

Amedeo Rubino

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