Appello ai sei candidati. Cavallaro: “Impegnatevi assieme sulle cose da fare nei primi cento giorni”

|




ELEZIONI RACALMUTO. Dibattito organizzato da Malgrado tutto. Venerdì 16 maggio, alle ore 17.30, alla Fondazione Leonardo Sciascia, i sei candidati a sindaco si confrontano in pubblico.  Coordina Felice Cavallaro che presenta l’iniziativa. E lancia una proposta: “Sei candidati sono molti,  ma si provi a fissare un protocollo d’intesa su alcuni punti condivisi che chiunque sia eletto debba essere moralmente obbligato a privilegiare nei primi cento giorni di governo”.

Dopo la sberla del commissariamento, Racalmuto torna alla vita democratica scegliendo il suo sindaco e la sua amministrazione comunale. Lo fa in una stagione che resta drammatica, soprattutto per le finanze del Municipio, al pari di tanti altri enti pubblici mal amministrati in una Regione e in un Paese spesso devastati da chi ne ha retto le redini.

I sei candidati a sindaco di Racalmuto

I sei candidati a sindaco di Racalmuto

In un grigio contesto generale, la città di Leonardo Sciascia torna comunque a scommettere su se stessa, dopo la drastica e forse eccessiva misura adottata dallo Stato per recidere infiltrazioni mafiose che sarebbe sempre meglio riuscire a combattere con qualche più efficace indagine, capace di colpire le responsabilità penali personali, senza piegare e macchiare un’intera comunità.

I numeri della crisi, le riflessioni su questi due anni, su quanto è stato fatto, su delusioni e speranze, amarezze e recriminazioni di una opinione pubblica spesso complice degli “additati”, sono i temi di una campagna elettorale che per la verità avevamo immaginato in modo diverso. Come scrissi in febbraio. Quando, in vista delle possibili candidature, si organizzò alla Fondazione Sciascia un’assemblea aperta per mettere “Racalmuto allo specchio”.

Allora espressi l’auspicio che le forze vive e propositive del paese riuscissero a trovare una sintesi attorno a una forte candidatura, alla figura di un sindaco capace di aggregare una vasta coalizione soprattutto per avviare un’operazione verità su finanze, tasse, precari e così via.

Felice Cavallaro

Felice Cavallaro

C’era ancora Enrico Letta e Matteo Renzi lo rassicurava twittandogli di “stare sereno”. Campeggiavano le “larghe intese” a Roma, ma provavo a delineare per Racalmuto qualcosa che andasse ben oltre la logica di inciuci o compromessi storici. Piuttosto, una soluzione capace di conquistare a un’idea di rinascita fondata su turismo e cultura il maggior numero possibile di cittadini, di famiglie, di giovani chiamati a misurarsi su progetti come quello della “Strada degli scrittori”.

Constato di essere stato clamorosamente smentito perché, dopo le prime lusinghevoli e diffuse proposte giunte da ogni parte al sottoscritto per una candidatura, appunto, unitaria e dopo il mio motivato diniego, la corsa alle amministrative del 25 maggio ha diviso Racalmuto provocando esattamente il contrario di quell’auspicio.

La prova della parcellizzazione sta nelle sei candidature a sindaco che spaccano il paese, attraversano gruppi familiari, fanno emergere figure in gran parte nuove, provocando però anche chiacchiere astiose su sponsor e grandi elettori di lungo corso. A volte con un dispregio eccessivo per chi si è impegnato in passato, pur commettendo errori che qualcuno vorrebbe far pagare con la ghigliottina politica, cancellando per sempre qualche cognome, mentre quanti pensano di essere stati accantonati o “additati” ingiustamente sono a caccia di una rivalsa, di un certificato di esistenza in vita.

Forse anche questo tormento sta alla base di recenti e contestati “colpi di spillo”, come potremmo definirli richiamando una firma virtuale di “Malgrado Tutto”, il giornale che già a febbraio si mobilitò per il confronto alla Fondazione Sciascia e che invita noi tutti al nuovo contraddittorio fra i candidati sindaci.

La sede della Fondazione Sciascia

La Fondazione Leonardo Sciascia

Appuntamento fissato per venerdì 16 maggio sempre nei locali della Fondazione che resta il simbolo stesso della rinascita possibile. Un appuntamento decisivo per potere chiedere impegni concreti ai candidati, avvisandoli che la luna è lontana e prometterla sarà un trucco presto svelato. Forse sarà anche meglio evitare la gara a chi appare più nuovo, convinto come sono, senza scomodare Pirandello, che fra vecchi e giovani non conti solo l’età.

Si provi piuttosto a fissare un protocollo d’intesa su alcuni punti condivisi che chiunque sia eletto debba essere moralmente obbligato a privilegiare nei primi cento giorni di governo. Ma allo stesso tempo che si sentano pienamente coinvolti quanti non la spunteranno, impegnandosi a dare comunque una mano al sindaco eletto, alla giunta, ai nuovi amministratori. Perché si realizzi nei fatti quanto auspicato da mesi. Coinvolgendo la città intera in una rinascita che non potrà fare a meno anche di quanti in passato hanno governato e possono avere sbagliato.

Il Comune di Racalmuto

Il Comune di Racalmuto

Fino al 25 maggio si continui con la competizione, dopo una fase di forzata sospensione della normale vita democratica. Ma subito dopo si raccolgano le energie vive di una comunità che non ha bisogno di chiacchiere e astiose recriminazioni. Soprattutto se eleggerà un sindaco con il 25 o 30 per cento dei voti, se la parcellizzazione dovesse malauguratamente dare l’impressione della magra vittoria di una fazione.

La Commissione prefettizia guidata da Enrico Galeani, con Emilio Buda e Maria Salerno, ha contribuito a restituire un quadro di legalità all’interno del Comune. Ma non credo si allenti la dovuta attenzione di chi è chiamato non solo a perseguire, ma anche a prevenire i guasti, dagli inquirenti a magistratura e prefettura. La sensazione è che davvero si resti tutti sotto osservazione. E che questo imponga il massimo di trasparenza, oltre alle sbandierate promesse di alcuni candidati sulla rinuncia agli emolumenti. Perché, oltre all’eventuale sacrificio economico, occorre misurarsi su progetti concreti. Quelli da confrontare in Fondazione.

Altri articoli della stessa

2 Responses to Appello ai sei candidati. Cavallaro: “Impegnatevi assieme sulle cose da fare nei primi cento giorni”

  1. Roberto Salvo Rispondi

    14 maggio 2014 a 19:37

    Scrive il dottor Cavallaro: “E che questo imponga il massimo di trasparenza, oltre alle sbandierate promesse di alcuni candidati sulla rinuncia agli emolumenti. Perché, oltre all’eventuale sacrificio economico, occorre misurarsi su progetti concreti”.
    Sciapò! Questo è quello che ho sempre pensato. Showdown, dunque, fate trionfare il buon senso di cui il paese ha enormemente bisogno, dimostrate che questo è veramente il paese della ragione di cui tanto si parla, impegnatevi concretamente per dare ai cittadini racalmutesi la speranza che qualcuno si occuperà seriamente dei loro problemi e di quelli del paese.

  2. Redazione Rispondi

    15 maggio 2014 a 12:26

    Da Calogero Sardo riceviamo e pubblichiamo.
    I fatti succedutisi e la cronaca politica, più o meno recente, di Racalmuto esprimono meglio di mille parole quanto vissuto fino ad oggi: il giudizio su chi ha governato il territorio negli ultimi vent’anni non può che essere disastrosamente negativo, sfociando nella sentenza di commissariamento per mafia che, quale aggravante storicamente rilevante, ha addirittura sensibilmente offuscato (ubi major…) il già pesante giudizio negativo sulla palese incapacità amministrativa dimostrata!
    Difatti, per un Comune lasciato nel 1993 alle nuove forze politiche emergenti che avrebbero dovuto far respirare il fresco sapore della novità, con un utile di esercizio pari a circa 2 Miliardi delle vecchie lire, ci si ritrova oggi, trascorsi vent’anni, con le casse comunali al collasso e con oltre 9 Miliardi delle vecchie lire di disavanzo pubblico!
    Le tasse sui rifiuti aumentate a dismisura (con tristi primati nazionali…), a seguito dell’approvazione di atti e contratti di affidamento servizi, sempre da imputare agli ultimi vent’anni di amministrazioni e consigli comunali.
    Così come per l’Irpef, la cui aliquota ha registrato incrementi enormi e ingiustificati, soprattutto nei termini di un ‘ritorno fruibile’ per i cittadini.
    Il tutto a fronte di una ‘mala gestio’ che ha ridotto questo territorio al peggiore esempio negativo (insieme a pochi altri in Italia) in termini di “irresponsabilità”: amministrativamente, socialmente e penalmente parlando!
    Ora, per quanto sopra sintetizzato, mi chiedo con quale arroganza, se non esponendo le consuete facce di bronzo, ci si possa ri-presentare dinanzi ai cittadini elettori per ri-chiedere loro il consenso necessario a rappresentarli…forse per ultimare il completamento di quell’opera di distruzione già portata di molto avanti!
    Alla luce di tutto ciò, e dello stato attuale della macchina amministrativa comunale, risulta evidente attuare una scelta UTILE finalmente alla cittadinanza e NON SOLO AI DESTINATARI.
    Come per i vari appelli al ‘voto utile’ che spesso sentiamo nelle tornate elettorali, rivolti a non sprecare il voto indirizzandolo verso chi non ha alcuna possibilità di vittoria, così in questo caso il cittadino elettore DEVE invece diventare soggetto attivo, pretendendo DI ESSERE COMUNQUE LUI A VINCERE, QUALE DESTINATARIO FINALE DELL’UTILITA’ DEL VOTO.
    La protesta, da sola, non risolverà i problemi, pertanto risulterà UTILE scegliere chi coniuga al meglio le capacità ed esperienze amministrative con un rigetto totale delle logiche fin qui dominanti, esigendo condivisione e partecipazione ma esprimendo competenze programmatiche e decisionali, oltre che un Amore per il Paese di Racalmuto concretamente dimostrato da tempo.

    Calogero Sardo
    Già Sindaco di Racalmuto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *