Amministrative Grotte. Orlando: “L’amministrazione Pilato è stata un fallimento”

|




“La situazione del Comune è drammatica…Voglio fare il sindaco fuori dalle regole della spartizione politica”

Giacomo OrlandoGiacomo Orlando, 51 anni, medico di famiglia, sposato, padre di una ragazzina di 11 anni, è uno dei candidati a sindaco del Comune di Grotte. Già sindaco dal 2003 al 2008, da sempre vicino alle posizioni del Pci ,prima, fino all’evoluzione del Partito nel Pd, in questa tornata elettorale è appoggiato dal partito democratico, da imprenditori e professionisti locali, da rappresentanti della società civile e da un esponente dell’Mpa. È stato nel 2003 il sindaco più votato in assoluto nel Comune di Grotte, raggiungendo quota 2.746 voti e distanziando il suo diretto avversario Filippo Giambra di oltre 1300 voti. Alla fine del suo mandato, non volle ricandidarsi. Questa volta ritorna in campo per una nuova sfida.

Che cosa, in queste consultazioni amministrative, l’ha spinta a cambiare idea?
“Stiamo assistendo ad una ventata di novità e di cambiamento. Un gruppo di giovani di Grotte mi ha contattato spingendomi a candidarmi. Invero, ero stato già avvicinato da vari schieramenti politici, sia per una candidatura al Consiglio comunale, che per rivestire il ruolo di assessore nella Giunta di altri candidati, ma avevo declinato l’invito, perché sono già molto impegnato con la mia professione, che richiede tempo, impegno e attenzione. Ma quest’anno è avvenuto qualcosa di diverso, di particolare: in altri schieramenti è avvenuta l’auto-candidatura di alcuni soggetti; nel mio caso, invece, sono stati dei giovani appartenenti alla società civile, che non hanno mai fatto politica prima d’ora, a chiedermi di scendere di nuovo in campo, con tanto fervore e colmi di speranza, riponendo ampia fiducia in me. Non ho voluto deludere tante aspettative ed ho deciso di accogliere la loro proposta; ma siccome sono da sempre un uomo del Pd, ho voluto, prima di ogni cosa, confrontarmi con i vertici del partito e con i deputati regionali e nazionali. Questi mi hanno esortato ad accettare la candidatura, sostenendo che sono l’unica persona in grado di rappresentare il Pd a Grotte in queste elezioni. Ho accettato, mosso da quella ventata di cambiamento rappresentata dai giovani, perché potrò fare il sindaco soltanto fuori dalle regole di spartizione politica. Sono una persona per bene e per me non chiedo altro che serenità e salute per la mia famiglia. Ho accettato questa sfida, spinto dalla fiducia e la stima che quei giovani ripongono in me. Certo, le forze già scese in campo non hanno gradito. La battaglia si fa oggi più aspra, ma anche più bella. Dovranno lavorare di più per ottenere il consenso della gente”.
Quanto, a suo modo di vedere, è diversa oggi la situazione economica e politica, rispetto alla sua precedente esperienza da sindaco?
“Non le nego che la situazione economica e finanziaria del Comune di Grotte è drammatica. Ma di fronte alle sfide io sono pronto a cimentarmi, anima e corpo. Ho sbagliato tante cose, nel passato, ero condizionato dalle logiche spartitorie dei partiti sugli assessorati, ma è la storia a parlare per me: nel 2005 mi sono arrabbiato con me stesso e, a metà mandato, ho deciso di cambiare rotta; così, ho licenziato tutta la Giunta ed ho chiamato accanto a me una squadra di professionisti , pur rispettando la volontà espressa dall’elettorato. Mi sono ripreso la dignità. Sono stato l’unico sindaco a dire basta ai balletti degli assessorati. Ma aver commesso quegli errori nella prima parte della mia attività da sindaco significa per me aver acquisito maggiore esperienza, ed oggi conosco bene sia l’attività amministrativa, che le persone. Ho già scelto due miei assessori: si tratta di Alfonso Provvidenza, economista, docente universitario, e di Calogero Sbrazzato, funzionario delle Poste. Intendo rafforzare la macchina amministrativa e stare al passo con i tempi”.
Qual è il suo giudizio sugli altri candidati sindaco?
alt“Sono brave persone, stimate, contro di loro non ho assolutamente nulla. Sono imprenditori, professionisti. L’uscente Pilato è stato anche mio assessore. Conosco tutti molto bene. Posso solo dire che l’ultima amministrazione è stata un fallimento. Oggi i Comuni hanno una sola via: la progettualità. Invece i fondi messi a disposizione dall’Unione europea vengono spesi nella misura del 12 per cento. In un anno il Comune di Grotte non ha presentato un solo progetto per attingere a tali fondi. Invece è necessario approntare un parco progetti per intercettare i finanziamenti necessari a dare un impulso all’economia del nostro territorio”.
Da uomo legato storicamente al Pd, come vede l’attuale Governo nazionale?
“Non posso che storcere il naso. Siamo dinanzi ad un Governo fatto di persone che hanno due modi diversi di agire, di pensare. Sono dell’opinione che si debba ritornare al più presto alle urne, con una nuova legge elettorale. Ma la faranno? Forse conviene a molti, così com’è”.

Quali, secondo lei, le prospettive di dialogo con il Governo regionale e quali le speranze per il piccolo Comune di Grotte?
“Con l’assessore regionale Mariella Lo Bello abbiamo già avuto un incontro, prima della mia candidatura; l’on. Giovanni Panepinto mi ha spronato a candidarmi per aiutarmi poi nella mia attività di sindaco; l’on. Mariella Iacono è grottese d’ adozione per via del suo ex marito, Enzo Napoli, e l’on. Tonino Moscatt è un grande amico. La congiuntura astrale-politica è delle migliori: tutto il contrario della mia esperienza da sindaco, quando c’erano Fontana alla Provincia, Cuffaro alla Regione e Berlusconi al Governo nazionale. Oggi alla Regione c’è Crocetta e, a Roma, ci sono Iacono, Moscatt e Peppe Lauricella. La politica è fatta dai deputati . Le faccio un esempio. Il problema dei precari senza una legge del Parlamento nazionale non avrebbe soluzioni. Questi parlamentari sono per noi collegamenti di fondamentale importanza”.
La proposta di un parco progetti è a medio e lungo termine; può dirci invece che cosa realizzerebbe in tempi brevi, se dovesse diventare sindaco?
“La partecipazione attiva dei cittadini alle scelte più importanti dell’amministrazione, soprattutto a quelle che incidono sul tessuto urbano e sociale. Nella mia passata esperienza da sindaco ho errato nel non comunicare alla cittadinanza le iniziative della Giunta. Invece i cittadini devono essere parte attiva, anche attraverso la costituzione di Comitati di quartiere o l’istituzione di referendum consultivi”.

Anna Maria Scicolone

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *