Amministrative, i grillini torneranno a fare “ooh!”?

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Solitamente le elezioni comunali rispetto alle politiche raccontano storie diverse, ma nella “Terza Repubblica” nulla è ormai scontato. I Comuni al voto in provincia di Agrigento.

Il 10 giugno si torna alle urne. A distanza di tre mesi dalle Politiche, i siciliani di 137 comuni tornano al voto per eleggere sindaci e consigli comunali. Naturalmente occhi puntati sulle grandi città come Catania e Trapani, Messina, Ragusa e Siracusa.

In provincia di Agrigento si vota in sedici comuni: Alessandria della Rocca, Burgio, Calamonaci, Camastra, Castrofilippo, Cianciana, Grotte, Joppolo Giancaxio, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Ravanusa, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro e Santo Stefano di Quisquina.

La cronaca per il momento, in attesa di conoscere candidati e liste, potrebbe anche fermarsi qui. Ma poichè siamo reduci da un voto importante, come quello del 4 marzo, che ha riservato risultati sorprendenti, al punto che in molti, anche negli ambienti politici, hanno parlato di un vero e proprio “terremoto elettorale”, qualche domanda nasce inevitabilmente.

Ci chiediamo, per esempio, in che misura il risultato elettorale delle politiche potrà influire su quello delle amministrative, e naturalmente non soltanto in Sicilia.

La strabiliante vittoria del Movimento Cinque Stelle nella nostra regione e in buona parte del Paese, il buon risultato, in tutto il territorio nazionale, della coalizione del centro-destra, potranno fare in qualche modo da traino anche per le comunali di giugno? O il risultato delle amministrative ci racconterà una storia completamente diversa?

Rosalba Cimino

A Grotte, per esempio, per restare nel nostro territorio, l’elezione della neo deputata del M5S Rosalba Cimino, (prima parlamentare eletta a Montecitorio nella storia del paese, e che ha, indubbiamente, costruito la sua elezione con un solido impegno all’interno del movimento) quanto potrà influire per una eventuale affermazione dei pentastellati nelle prossime amministrative?

Vero è che la ventata – quella del voto di protesta – è stata forte, ma quanto potrà funzionare nei comuni, soprattutto se sono piccoli? E considerato anche che, come ha detto qualcuno, i cinquestelle “quando vogliono riescono a farsi del male anche da soli”.

Altro esempio Racalmuto, un comune che non è interessato al voto. Dopo il 4 marzo, uno dei “grillini” locali – candidato a sindaco nelle amministrative del 2014 – ha dichiarato pubblicamente che il Movimento 5 Stelle è il primo partito in paese con più di duemila voti. Ed è vero. Contano i numeri, ovviamente. E stessa cosa hanno detto i “grillini” in ogni borgo, paese, città dello stivale: “abbiamo vinto, siamo il primo partito“.

Ma le amministrative, come abbiamo già accennato, tradizionalmente, rispetto soprattutto alle politiche, hanno sviluppato ben altre trame. Come del resto è avvenuto sia a Grotte che Racalmuto, dove alle politiche del 2013 le liste del M5S hanno avuto una brillante affermazione, ma nelle successive elezioni comunali furono pesantemente snobbate dagli elettori, che con il loro voto le hanno confinate all’ultimo posto.

Nelle amministrative, lo sappiamo bene, e specialmente nei piccoli centri, lo ribadiamo, ci si deve confrontare con una votazione dove sono determinanti i grandi nuclei familiari, le coalizioni, le alleanze e, perché no?, anche chi vuole impegnarsi pur non essendo iscritto a nessun partito e a nessun movimento.

Dunque non è proprio detto che la tendenza fa tendenza. E non è neanche detto che alle amministrative il Movimento di Beppe Grillo raggiunga i numeri delle politiche. A meno che la voglia di dare qualche altro schiaffo sonoro, a chi obiettivamente lo merita, agli italiani non sia ancora passata. Tutto, dunque, è possibile nella “Terza Repubblica”.

Intanto, per restare ancora nella provincia di Agrigento, poco si sa, allo stato attuale, di liste e candidati. Solo a Burgio e a Calamonaci, a quanto pare, c’è una certezza: i due rispettivi sindaci, Vito Ferrandelli e Vincenzo Inga, non potranno ricandidarsi perché a giugno si conclude il loro secondo mandato. Per quanto riguarda gli altri comuni la storia è ancora tutta da raccontare.

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One Response to Amministrative, i grillini torneranno a fare “ooh!”?

  1. Gaspare Bufalino Rispondi

    16/03/2018 a 20:56

    il M5S adesso è radicato nel territorio, c’è più partecipazione perché non ci sono i pregiudizi di alcuni anni fa.
    Quella proposta dal M5S è un nuovo modo di interpretare la politica e la gestione della cosa pubblica. Gli altri hanno tutti buone intenzioni ma senza regole: le regole, spesso, servono per chi non si sa regolare !

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