Amministrative 2014: 37 comuni siciliani al voto

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Tre sistemi elettorali in Sicilia: istruzioni per il voto. Partiti e movimenti alla ricerca di donne. Sgarbi si ricandida a Salemi?

elezioniSono 37 i comuni siciliani chiamati al voto per il rinnovo di Sindaci e Consigli comunali nell’election day deliberato dalla giunta regionale. Il prossimo 25 maggio pertanto  quasi mezzo milione di cittadini riceveranno una doppia scheda per il rinnovo del Consiglio Europeo e dei loro organi amministrativi.

Come al solito la Sicilia, forte della sua autonomia e delle sue norme da azzeccagarbugli, si avvia al voto per le amministrative con ben tre distinti sistemi elettorali: per 9 Comuni, i più grandi, si vota con il sistema proporzionale; 4 e precisamente Mazzarino, Motta Sant’Anastasia, Cinisi e Salemi con un sistema misto (Sindaco eletto col maggioritario e Consiglio col proporzionale) ed altri 24, al di sotto dei 10.000 abitanti con il maggioritario puro.

Si vota in un solo capoluogo delle ormai disciolte province, Caltanissetta, accanto a grandi città come Acireale, Bagheria e Mazara del Vallo. A Salemi, comune del trapanese che torna al voto dopo il commissariamento per infiltrazione mafiosa come Racalmuto, ha annunciato la sua candidatura Vittorio Sgarbi per protestare contro le ragioni dello scioglimento.

Vittorio Sgarbi con il Presidente della Repubblica all'inaugurazione del Museo Leonardo Sciascia a Salemi

Vittorio Sgarbi con il Presidente della Repubblica all’inaugurazione del Museo Leonardo Sciascia a Salemi

Cinque i comuni che tornano al voto in provincia di Agrigento: oltre Racalmuto, Caltabellotta, Naro, San Biagio Platani e Santa Elisabetta.La data delle amministrative è rimasta a lungo nel limbo dell’incertezza con il governo regionale confuso se accorparle alle europee o rinviare tutto in autunno: troppo grosse le incognite su un possibile effetto traino delle prime, per le quali i sondaggi anticipano un successo pesante in Sicilia del Movimento 5 stelle .

Tutti i Comuni si confronteranno con le novità introdotte dalla recente legge regionale, la n. 8/2013 che ha modificato le precedenti norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere: in particolare in ciascuna lista “nessun genere può essere rappresentato in misura superiore a due terzi dei componenti della stessa lista” e ciascun elettore può esprimere sino ad un massimo di due voti di preferenza per candidati della lista da lui votata.

Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.

 Per i piccoli comuni, per i quali si applica il sistema maggioritario puro gli elettori saranno chiamati ad esprimere il proprio voto, sia al Sindaco che alla lista collegata, attraverso una sola scheda; è ammessa la facoltà di voto disgiunto e risulterà eletto il Sindaco che avrà conseguito un solo voto in più dei suoi concorrenti. Alla lista collegata in questa caso andranno i 2/3 dei seggi previsti ed 1/3 alla seconda; solo se la seconda lista supera il 50% dei voti validi andrà ad essa un premio di maggioranza pari al 60% dei seggi ed alla lista collegata al candidato Sindaco vincente il restante 40%.

 I Comuni con popolazione tra 10.000 e 15.000 abitanti vanno al voto con un sistema misto eleggendo il Sindaco con il sistema maggioritario ed il Consiglio comunale con quello proporzionale: è previsto uno sbarramento del 5% per le liste di candidati al Consiglio ed un premio di maggioranza del 60% dei seggi al candidato Sindaco vincente se le sue liste superano il 40% ma le altre non superino il 50.

 Per i grandi Comuni si vota con il proporzionale puro con regole analoghe al sistema misto.

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