Alfredo Sole: “Il mio tempo inutile dentro una cella da ergastolano”

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Alfredo Sole, già protagonista della guerra di mafia degli anni Novanta in provincia di Agrigento, ora detenuto nel carcere di Opera, è condannato con “fine pena mai”. Più volte ha chiesto il declassamento del suo stato di detenzione, benefici e permessi, ma non ha ricevuto risposte, nonostante abbia preso pubblicamente le distanze dalla mafia. Gli è negata perfino la possibilità di usare un computer per scrivere la sua tesi di laurea in filosofia e concludere i suoi studi in carcere. Se volete scrivere a Alfredo Sole postate qui i vostri commenti, gli saranno inviati.

Alfredo Sole

Alfredo Sole

Un nuovo invito a scrivere su questo sito. Mi piacerebbe poter scrivere qualcosa di bello, se non di intelligente, ma il fatto è che ho perso la mia capacità di comunicare, se mai l’ho avuta.

Si dice che il tempo guarisce tutte le ferite e forse è vero, ma il tempo porta con sé anche qualcosa di molto distruttivo, specie quando non è che un inutile scorrere.

Il mio tempo scorre inutile da molto tempo ormai e la sua potenza distruttiva inizia a dare i suoi frutti. Con forza ho resistito, ma adesso è giunto il momento di prendere atto di questa distruzione. E’ tempo di dare al tempo ciò che gli appartiene di diritto. Prostrarsi davanti alla sua capacità di un lento ma inesorabile logoramento dell’essere.

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Il tempo in cella

Dunque, cosa scrivere su Malgrado tutto? Non ho idea. Tutto ormai mi sembra vano: il mio consiglio ai giovani di non delinquere; il mio augurio e la speranza che mai più, nel nostro paese, si formi e maturi una generazione corrotta dall’odio così com’è stata la mia; le mie pene e i miei dolori; il mio, seppur maldestro, tentativo di chiedere perdono a un intero paese, volendo magari dimostrare con l’unica arma che posseggo, le parole, che ormai da tempo nella mia anima alberga un essere migliore.

A cosa servirebbe tutto questo? Magari a far storcere il naso a qualcuno, a imprecare a qualcun altro o, magari, a far dire: “Che belle parole…”. Ma non sarebbe altro che un silenzioso dito di vento che si placa sul nascere.

Quanto al tempo che scorre, non mi riferisco ad esso con le varie “teorie su curvature e accelerazioni né all’eventuale esistenza di dimensioni parallele in un altrove qualsiasi”, mi riferisco a quel tempo che ci forgia e ci contiene, quel tic tac, tic tac, che scandisce ogni attimo della nostra vita; a quell’andare sempre avanti senza un attimo di sosta, senza poterlo fermare un solo istante. A quel tempo che fa sì che i ricordi sfumino e vengano deformati e queste deformazioni divengano, nel tempo, certezze.

Ricordi che di reale hanno ormai ben poco ma che, tuttavia, divengono l’unica realtà inconfutabile nella nostra memoria. Una realtà distorta, un presente sopraffatto da falsi ricordi; a quel tempo che uccide con passo felpato privandoti di ogni speranza tranne una. La speranza che al più presto cessi il suo ticchettare.

Il tempo immobile (Foto di Nicolò Rizzo)

Il tempo immobile (Foto di Nicolò Rizzo)

Le ferite guariscono, ma la distruzione è inevitabile. Questa nuova consapevolezza del tempo mi ha privato della capacità, forse anche della volontà, di comunicare, di scrivere i miei pensieri ed emozioni; di sperare che possa esserci un futuro diverso dal presente.

Non è una cognizione metafisica del tempo la mia, seppur “filosofica”. E’ una cognizione che si solidifica e i suoi effetti li puoi toccare con mano. Gli stessi gesti ripetuti mille e mille volte per anni e anni. Ogni cosa che fai o dici è qualcosa che hai già fatto o detto. Un’intera esistenza che si svolge in pochi metri quadri.

Cos’è il tempo se non lo spazio che intercorre tra un evento e un altro, una successione di eventi che ti permettono di scandirlo tra quelli già successi e quelli che succederanno. Ma quando gli eventi cessano di esistere, quando lo spazio tra un evento e un altro si assottiglia fino a diventare sempre e comunque un unico evento infinito, allora il tempo perde la sua utilità e non ne rimane altro che la sua parte peggiore. Quella distruttiva.

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4 Responses to Alfredo Sole: “Il mio tempo inutile dentro una cella da ergastolano”

  1. Luigi Iannello Rispondi

    29 maggio 2014 a 15:50

    Trovo assolutamente eccelsa la descrizione del tempo che fa il Sole in relazione alla sua prigionia che è la distruzione della sua vita sociale nella libertà predatoria intrinseca dell’essere umano per la sopravvivenza, fondamentalmente quello che la giustizia ha voluto non essendoci la pena di morte in Italia, anche se con queste comunicazioni verso l’esterno proprio distruttiva al 100% non è poiché con le sue parole diffuse cerca sempre di predare il pensiero altrui.

  2. Calogero Taverna Rispondi

    29 maggio 2014 a 16:01

    Alfredo aveva una intensa corrispondenza con me. All’improvviso l’ha interrotta drasticamente senza alcuna spiegazione- Alfredo ha sicuramente le sue ragioni ed io non le discuto. Le rispetto totalmente

  3. salvatore falco Rispondi

    29 maggio 2014 a 18:25

    ciao alfredo. spero che ti ricordi di me(toto falco) nel 95 ho conosciuto il signore gesù nella mia vita. tutto è cambiato. ( tutto) oggi sono un missionario evangelico, frequento una comunità evangelica pentecostale. abbiamo dei missionari che vanno nei carceri vari della sicilia. aver letto la tua testimonianza mi ha fatto tremare la pelle dalla felicità non ti nascondo che le lacrime mi solcavano le guancie. mi ricordo sempre di te quando appena bambini eravamo in palesrta ( karatè) dalla profess, giudice.prego il mio DIO , è nel mio SIGNORE che tu possa avere la gioia ,è l’onore di conoscere personalmente. gesù fa miracoli abbi fede , spero che tu dove, tu sei se qualche pastore EVANGELICO ARRIVI. parlaci digli che vuoi conoscere gesù. la sua parola, la sua promessa. un abbraccio forte, un saluto caro fraternamente, toto falco.

  4. salvatore mantione Rispondi

    30 maggio 2014 a 2:10

    ciao alfredo sono toto mantione ho visto latua foto e miafatto tanto piacere rivederti penso che tiricordi di me tutti glianni che io tornavo dalla germania venivo atrovarti sempre ate etuo fratello alfonso,per prendermi la moto lu beta che mipiaceva tanto.sono ancora ingermania e spero ce tra un paio danni di ritirarmi giu in paese che mimanca tanto e dal 77 che sono emigrato ero ancora un ragazzino adesso ho i capelli bianchi,circa due annifa mi afatto tanto piacere conoscere tuo figlio salvatore . ciao alfredo abbi fede in dio ti abraccio forte salvatore

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