Aldo, il ragazzo “omnia” che amava le stelle

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Nella settimana in cui Favara celebra con grande successo la scienza, vi riproponiamo la storia di Aldo Pullara, giovane artista poliedrico di Favara, rubato alla vita a soli 22 anni. Assieme a Sofia, la ragazza di cui era innamorato.

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E’ una sera di dicembre del 2007. Aldo Pullara, con il fratello Fabio e due ragazze, una belga e l’altra fiorentina, avevano da poco finito di cenare, dopo aver allestito l’albero di Natale. E’ fredda Liegi d’inverno, ma in quella casa l’atmosfera è calda: c’è un clima accogliente tra quattro persone che si vogliono bene e che vogliono vivere la vita. Aldo e Fabio, due ragazzi artisti poliedrici di Favara, avevano deciso di trasferirsi nel nord d’europa per lavoro e anche per dare continuità alla loro grande passione: la musica.

Ma una micidiale esalazione di monossido di carbonio sprigionata dalla caldaia del bagno è stata letale per Aldo e Sofia. Morire a 22 e 20 anni, nel pieno della gioventù, quando la vita la vedi solo a colori. Ed invece quel maledetto gas inodore ha portato con sè due fiori profumati. Aldo è stato un eccellente alunno dell’ex secondo circolo di Favara, oggi I.C. Falcone Borsellino. Frequentava il plesso di via Olanda. Poi la scuola media, alla Brancati, a lasciare un segno in ogni attività in cui si cimentava. Aldo “omnia” come lo definisce ancora oggi Antonio Arnone, suo docente di lettere.

Omnia perchè- dice il professor Arnone- sapeva fare tutto. Suonare la batteria, cantare, recitare, disegnare, scrivere, comporre poesie, creare impianti elettrici”. E proprio ad Antonio Arnone che si sono rivolti il papà e la mamma di Aldo, Lillo Pullara e Calogera Marotta, per una collaborazione alla stesura di un volume che riassume la vita breve ma intensamente vissuta del figlio, che nel 2013 è stato presentato, su iniziativa del Dirigente Scolastico Antonietta Maria Morreale, nella scuola che Aldo ha frequentato.

altLillo e Calogera Pullara, invece di chiudersi dentro il nero mondo del lutto, hanno scelto la strada più bella: quella di testimoniare a tutti la voglia di vivere di Aldo. Ed Aldo, grazie ai loro ricordi, continua a vivere.

“Noi in famiglia -ci ha detto il papà- non l’abbiano conosciuto a fondo; abbiamo cominciato a capirlo solo dopo la sua scomparsa, man mano che sono statai rinvenuti e riletti scritti suoi e si sono manifestati segnali ed apparizioni che lo hanno posto sotto una nuova luce”. Ed in effetti, tra le righe delle sue poesie e degli appunti sui diari, c’era quasi un segnale premonitore. Aldo era nato il 10 agosto, con il suo cannocchiale amava vedere le stelle. Forse già aveva intuito che ci avrebbe, un giorno non lontano, guardato da lassù…

 

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