Al voto, con un forte desiderio di cambiamento

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Ma basterà a smuovere posizioni consolidate che nel nostro territorio hanno radici profonde? Debutta la doppia preferenza di genere. Solo due le donne candidate a sindaco in provincia di Agrigento

altSi torna a votare domenica e lunedì prossimi, 9 e 10 giugno, in 17 comuni dell’Agrigentino. Sono: Licata, Menfi, Ravanusa, San Giovanni Gemini, Sambuca di Sicilia, Grotte, Santo Stefano di Quisquina, Cianciana, Alessandria della Rocca, Castrofilippo, Burgio, Camastra, Lucca Sicula, Sant’Angelo Muxaro, Calamonaci, Joppolo Giancaxio e Palma di Montechiaro. Fare delle previsioni non è facile, alla luce delle precedenti consultazioni politiche e tanto meno rispetto alle ormai archiviate elezioni regionali, né alle precedenti amministrative, che hanno interessato il comune capoluogo. Le compagini e le situazioni politiche sono in continua evoluzione e il nuovo che avanza invecchia in un battibaleno.

Peraltro le amministrative com’è noto si connotano sempre in modo diverso, perché più diretto è il rapporto dell’elettorato con il candidato sindaco e con i candidati al Consiglio comunale che lo sostengono: perfino le Liste civiche, dai nomi romanticamente evocativi o sinteticamente banali, al loro interno enumerano rappresentanti di gruppi politici ben definiti e spesso perfino ideologicamente opposti, realizzando un trasversalismo che non segue alcuna logica nei singoli comuni ma è di volta in volta improvvisato e approntato a seconda delle opportunità offerte da intese più o meno trasparenti o rese pubbliche. Tuttavia, analizzando le volontà espresse dagli elettori in epoca recente bisogna risalire alle consultazioni nazionali, di cui val la pena di ricordare un’affermazione nel territorio agrigentino del Pdl, un risultato percentuale schiacciante del Movimento 5 Stelle e una sostanziale tenuta del Pd. Per quel che attiene il risultato elettorale del Pdl si può ipotizzare un suo potenziamento politico e una ramificazione ancor più sostenuta: ne sarebbero avvantaggiati i candidati sindaci sostenuti da liste vicine alla componente politica dell’attuale ministro dell’Interno e vice premier, Angelino Alfano. In qualche caso la compattezza dell’alleanza di centrodestra sembra, almeno all’apparenza, non lasciare scampo agli altri candidati. Non si può nascondere l’attesa del riscontro elettorale che avrà in queste amministrative siciliane il Movimento Cinque Stelle, che subisce a livello nazionale, in queste settimane, proprio nelle consultazioni per le amministrative, una flessione percentuale in termini di consensi, mentre si registra, invece, un’affermazione del Pd. Ma, come si può facilmente intuire, a livello locale, ogni situazione è ben diversa e, malgrado la situazione nazionale, i rappresentanti del Movimento di Beppe Grillo sono molto motivati e continuano a mietere consensi tra gli “arrabbiati”: i motivi per esserlo non mancano di certo nella gestione amministrativa di Comuni ridotti ormai al lumicino dal punto di vista finanziario e incapaci spesso di garantire i servizi essenziali, se non addirittura il pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali. Messo da parte l’interrogativo a “cinque stelle”, rimane da considerare il possibile esito elettorale del Pd, rappresentato da alcuni sindaci e in talune liste. Il partito del presidente del Consiglio Enrico Letta nel nostro territorio riscuote un consenso alquanto frammentario, tra correnti diverse e anche movimenti, come il Megafono del presidente della Regione Rosario Crocetta . Se in taluni casi è unitariamente espresso l’appoggio a un candidato sindaco, in altri sembra manchi una strategia comune e spesso anche un candidato condiviso. Anche in tal caso l’esito è soprattutto legato alla scelta della persona e agli accordi raggiunti in questa campagna elettorale. Nella stragrande maggioranza dei casi l’incognita sull’esito di queste consultazioni esiste, eccome, anche se in alcuni Comuni si potrebbe configurare la riconferma dei sindaci uscenti, quanto meno per una garanzia di non poter peggiorare le cose andando incontro ad una variabile incontrollabile. Il desiderio di cambiare è forte, ma non abbastanza, forse, da smuovere certe posizioni consolidate che nel nostro territorio hanno radici profonde. Per quel che riguarda l’influenza del Partito dei Siciliani, già Movimento per l’Autonomia, considerata una certa organizzazione territoriale e il consenso ottenuto a livello regionale, la sua influenza è legata a situazioni e condizioni sempre diverse e non potrà certo essere decisiva l’eventuale capacità incisiva del presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, che è in uscita proprio in questi giorni per il commissariamento delle Province e l’avvio della loro dismissione. Tra i partiti che appoggiano i candidati sindaci figurano Sel, il Pid, l’Udc, altri partiti minori, e la loro influenza si traduce con la presenza di alcuni loro candidati in lista. Peraltro, in aperto contasto con la percezione che si ha a livello nazionale di caduta delle ideologie, nelle piccole realtà locali si assiste ancora ad un’aperta divisione tra socialisti, comunisti, democristiani, come se la storia non li avesse sfiorati, e in totale scollamento con una società che tende invece ad evolversi, anche grazie a internet, e a tenersi informata. Alcune chance, in questa campanga elettorale, le avranno forse le variabili rappresentate dai candidati-sindaci indipendenti, appoggiati da liste civiche multicolore o composte da neofiti della cosiddetta società civile, che si propongono come alternativa al sistema politico attuale e che puntano su un successo elettorale fondato sul malcontento. Un effetto sul consiglio comunale sarà dato dalla doppia preferenza di genere, introdotta per la prima volta in queste amministrative, che dovrà garantire una percentuale significativa alle cosiddette quote rosa. Sull’onda di tale iniziativa, alcuni sindaci hanno indicato come loro assessori diverse donne. Ma tra le candidate sindaco, a dispetto di ogni strategia di pari opportunità, figurano soltanto due donne: Lina Vizzini a Palma e Annamaria Iacona a Ravanusa. Molti, invece, tra i candidati sono giovani e anche sconosciuti al mondo della politica. Strategia o reale aspirazione al bene comune? L’esito sarà noto tra alcuni giorni. Intanto si continua a soffiare sul fuoco di questa infiammata campagna elettorale. In lizza ci sono personaggi noti e sconosciuti, che promettono capacità amministrativa e programmatica, squadre di giunta di alto profilo, volontà di determinare una svolta, a cui molti ormai stentano a credere. In gioco c’è la gestione amministrativa dei Comuni, che devono cominciare a dare risposte ai cittadini e che dovranno letteralmente “inventare” un futuro per poter risorgere dalle ceneri in cui si trovano adagiati, ormai da troppo tempo.

Anna Maria Scicolone

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