Agrigento Vigata e la Noce: gli itinerari del Corriere della Sera

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I 30 km dove le storie di Pirandello, Sciascia e Camilleri s’intrecciano. Come in un libro

La Noce, dove Sciascia ha scritto i suoi libri (ph: A. Giudice)Nel mezzo splende la Valle dei Templi con il giardino incantato della Kolimbetra, ma nei trenta chilometri che separano Racalmuto da Porto Empedocle ci sono pure le case natali, le statue, i luoghi frequentati, le trattorie, i paesaggi amati da Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. Una miniera d’oro, un percorso dell’anima puntellato da teatri, fondazioni, circoli, miniere, castelli. Dalla Contrada Noce, il buen retiro di Racalmuto dove Sciascia scrisse gli ultimi libri, alla ormai famosissima Scala dei Turchi, liberata da un orrendo ecomostro. Ecco l’itinerario di questo angolo siciliano che dalla collina al mare può conquistare turisti decisi a trasformare una vacanza fra le spiagge della Vigata del commissario Montalbano in un’occasione per far vivere i libri dei tre grandi scrittori, per contestualizzare le storie, per assaporare le loro pagine miscelandole con i profumi dei luoghi.

Come può accadere, appunto, nella contrada che rinasce, «Villa Noce», come amava definire Sciascia questo bucolico Eden a 6 chilometri da Racalmuto, dove il sobrio edificio di fronte alla sua casa è stato trasformato da pochi giorni in un B&B, appunto «Gli AmiciGiusi Mulè alla Noce con Nico Patito e Aldo Scimè (Foto Giudice) della Noce», il primo della zona, da quattro ragazzi del paese decisi a scommettere «sul futuro turistico e culturale di questo percorso ricco di storia e di storie», come spiega Giusi Mulè, finora disoccupata al pari di tanti suoi giovani coetanei che si dannano in piazza perché manca il lavoro. «Dobbiamo costruircelo», s’impone decisa la sua socia Lucrezia Salemi, anche lei animatrice di una iniziativa che ha per scenario un giardino diventato un deserto, come constatava fino al mese scorso intristito l’unica sentinella rimasta a guardia di questa meraviglia, Nico Patito, il «contadino filosofo» dello scrittore, come lo definì in un suo articolo Enzo Biagi visitando quella casa di campagna aperta a registi e intellettuali, statisti e artisti. Radicato nel casolare di fronte, che non lascia nemmeno nei rigidi inverni, a 85 anni invecchia Nico con la pena Il servizio di Cavallaro sul Corriere della Seradi chi vede ingiallire i campi fra ville e case mute di amici che non ci sono più. Ma i colori di Giusi e Lucrezia restituiscono il sorriso sdentato a Nico che trent’anni fa dispensava distaccati «baciamo le mani» a Guttuso e Cazzaniga, Consolo e Bufalino, a editori e scrittori, registi e giornalisti. Ogni estate in tanti fra questi vigneti. Come Craxi o Pannella, Giuseppe Tornatore o Emanuele Macaluso. Ed altri spesso contattati da un unico telefono pubblico alloggiato in una stalla vicina dove Sciascia parlava con Calvino o Pasolini perché allora la Noce con lui era a un passo da Roma o Milano, Parigi o Madrid.

Da Villa Noce a Vigata

L’idea dell’itinerario dell’anima miscelando tutto ciò che riguarda i tre scrittori per stimolare iniziative produttive come cooperative di giovani pronti a fare da guide, da autisti, ristoratori e così via «per costruirsi ilLa meravigliosa Scala dei Turchi lavoro», ha esaltato il Guardasigilli Annamaria Cancellieri, arrivata due volte l’anno scorso a Racalmuto da ministro dell’Interno dopo aver sciolto per mafia il consiglio comunale. Decisa a sostenere un progetto di rilancio condiviso con la Confindustria di Antonello Montante. Adesso fatto proprio dal presidente dell’Assemblea regionale Giovanni Ardizzone che con il neodirettore della Fondazione Federico II, Francesco Forgione, e l’assessore al Turismo Michela Stancheris, vogliono mettere a rete tutte le poste di questo viaggio da proporre a cultori della letteratura, ad amanti dell’arte, anche a presidi e professori per gite scolastiche da incrementare. Con una prospettiva che piace al ministro dei Beni culturali Massimo Bray, qui in arrivo. Interno della Fondazione SciasciaRacalmuto punta tutto, così, sulla Fondazione Sciascia ospitata nella ex centrale Enel, imperdibile per collezioni e ritratti consigliati dal vicepresidente Aldo Scimè. Ma anche sul Castello Chiaramontano o sul Teatro comunale, sulle miniere di sale legate alle cronache delle parrocchie di Regalpetra, su piaceri della vita come i taralli di Taibi, le pizze di Salvatore Formoso alla «Vecchia Nina», i primi di Alfonso Destro alla «Taberna», a pochi passi dal Circolo Unione dove ci si può sedere sulla poltrona di Sciascia.
Con l’autore che giù, lungo il corso davanti alla Matrice, passeggia bronzeo, la sigaretta incollata alle dita, come l’ha scolpito Giuseppe Agnello, lo stesso artista della statua di Montalbano piazzata a Porto Empedocle di fronte a quella di Pirandello.

Una Fondazione a casa Camilleri

E nella Vigata di Camilleri davvero l’itinerario sembra uscir fuori dalleAndrea Camilleri sue copertine blu perché si assaggiano le triglie che piacciono al commissario da Fortunato Talmi, alla «Grotta di Vigata», di fronte al Bar Vigata dove gustando una granita si può incrociare l’autore quando torna in vacanza, commosso perché il sindaco Lillo Firetto restaura la sua casa natale e ne fa una Fondazione. Altra novità, oltre al recupero della Torre di Carlo V inaugurata l’anno scorso dallo scrittore. Gli occhi carichi di nostalgia sulla spiaggia in parte devastata da case e casotti, fino alla meraviglia della «Scala dei Turchi», la collina di marna bianca adagiata sul mare turchino descritto da Pirandello che qui volle far tornare le sue ceneri. Nella casa natale del Kaos. Altro perno di questo percorso sul quale Antonio Zichichi, da assessore del governatore Rosario Crocetta, propose un intervento dell’Assemblea regionale. Dimissionato lo scienziato, sembra decisa a riprendere il progetto la bergamasca ormai con radici in Sicilia, Michela Stancheris, ironica ma non troppo: «Diventerà il nostro cammino di Santiago…». Vuole intervenire puntando ai fondi comunitari anche l’assessore alle attività produttive, Linda Vancheri, espressione di Confindustria. Inserendo come tappe fondamentali le miniere dell’area, a cominciare da quella di Racalmuto, uno spettacolo, 60 chilometri di gallerie percorribili fino a mille metri di profondità. Un vortice da concludere ovviamente a tavola sorseggiando il vino di Regalpetra nelle trattorie del commissario Montalbano o del capitano Bellodi, ritrovando se stessi in semplici B&B o nella suggestione di una dimora come Villa Athena con vista diretta sul Tempio della Concordia.

Felice Cavallaro

da Corriere della Sera del 22 giugno 2013

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