Agrigento, un futuro tra milioni di debiti e incertezze

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Il Sindaco: “E’ tempo di sacrifici e progettualità.
Le notizie di una mia candidatura alle elezioni nazionali vengono diffuse ad arte da chi spera in nuovi scenari politici”.

Una città allo stremo delle forze, piccoli faticosi traguardi raggiunti con trent’anni di ritardo e la altprospettiva di ulteriori sacrifici. E’ il ritratto non proprio lusinghiero di Agrigento, così com’è adesso, affondata in un amaro periodo di crisi destinato a protrarsi nel tempo, tormentata dallo spauracchio del rincaro dell’Imu, dai debiti di bilancio del Comune, offesa dalle condizioni di abbandono e degrado dei quartieri.
In pieno marasma del toto-candidati per le prossime “regionali”, c’è perfino la ventilata possibilità di un abbandono della città da parte del suo sindaco, Marco Zambuto, che intese pre-elettorali avrebbero già destinato alle Politiche del 2013. Per i maligni sarebbe il suo secondo tradimento del mandato elettorale, dopo quello perpetrato nel marzo del 2008, con l’azzeramento della “giunta al di sopra dei partiti”.
– E’ vero che si candiderà alle prossime elezioni nazionali e lascerà la guida della città?

“Lo escludo categoricamente – afferma Zambuto, che è anche esponente dell’Udc regionale e provinciale -; sono stato rieletto dai miei concittadini con un risultato straordinario, che mi ha investito di responsabilità. Intendo continuare a lavorare per la mia città. Lo farò per portare a termine tutte quelle attività che abbiamo avviato in questi anni. Le notizie di una mia candidatura vengono diffuse ad arte da chi cerca e spera di aprire nuovi scenari di alleanze politiche. Stiano tutti molto tranquilli e sereni: il mio primo obiettivo è continuare ad operare come sindaco della città di Agrigento”.

– In tanti anni alla guida del Comune ormai ne conosce difficoltà, vizi e problemi. Quale pensa che sia la strada per far uscire la città da una condizione di impasse in cui è impantanata da lungo tempo? Ritiene che sia ancora possibile guardare al futuro con ottimismo?

“Penso che una governance con interventi pubblici e privati sia la chiave di volta per far uscire questo territorio da una condizione di ritardo rispetto alle altre realtà. Sono convinto del fatto che oggi la nostra città negli ultimi anni si sia resa conto della propria condizione e voglia guardare al futuro con nuove prospettive. Fino a cinque anni fa soffrivamo l’emergenza idrica, oggi non più. Ancora adesso Agrigento paga lo scotto di ritardi nella realizzazione di un sistema di depurazione fognario. Siamo riusciti a superare questo problema dal punto di vista burocratico e amministrativo dopo trent’anni, abbiamo ottenuto i finanziamenti e abbiamo realizzato i progetti che sono all’esame delle conferenze di servizi. Nei prossimi mesi ci adopereremo perché i lavori possano essere avviati. La città ha un problema di marginalità economica e infrastrutturale e il completamento del raddoppio della SS 640 sarà molto importante per superare questo gap”.

– Si accorceranno le distanze; sarà possibile anche l’attuazione di politiche di sviluppo comuni ad una realtà territoriale che si spinge fino a Caltanissetta?

“Assolutamente sì. In tal senso già con il Distretto turistico Valle dei Templi abbiamo pensato a questo grande territorio nel suo insieme, seppur ciascun Comune abbia le sue peculiarità da valorizzare e promuovere. Il Distretto realizza la possibilità di una programmazione che interessa un’area vasta per un unico prodotto turistico. Per ora lo abbiamo fatto con il turismo, ma ovviamente il comparto può mettere in moto anche tutta l’economia. Oggi siamo tutti consapevoli dell’importanza di valorizzare la nostra risorsa primaria e naturale, quella turistica, in un processo di sviluppo”.

– La città è in abbandono, interi quartieri languono nel degrado. Il Comune è privo di fondi, spesso anche per l’ordinaria amministrazione. Che politiche sta attuando per trovare nuove risorse? Ha pensato all’alienazione di parte del patrimonio comunale, alla vendita delle aree in concessione, al recupero dell’evasione fiscale, al recupero delle quote mai versate per le sanatorie edilizie?

“Soltanto con il recupero dell’evasione negli ultimi cinque anni abbiamo portato alle casse comunali non meno di 10 milioni di euro. Nell’edilizia siamo riusciti a recuperare 25 milioni. In una condizione drammatica sul piano economico, in cui soldi non ne girano o sono pochi, noi queste leve le abbiamo azionate. Dobbiamo continuare su questa linea e dobbiamo anche inventarci delle soluzioni, produrre idee. Per questa ragione ci siamo aperti alla città e alla partecipazione dei privati: per trovare delle alternative valide alla carenza di risorse. Dovremo anche accelerare con l’ufficio legale l’esecuzione dei nostri titoli di credito. Il meccanismo per le sanatorie si è inceppato già nel passato perché era stato dato incarico a professionisti esterni, che non lo hanno ritenuto vantaggioso dal punto di vista economico. Alla fine abbiamo lavorato con l’ufficio tecnico”.

– Si dice che il bilancio comunale in realtà celi il fallimento, più che un rischio default …

alt“La situazione è questa: noi abbiamo un taglio da parte dello Stato di circa 8 milioni di euro per l’anno 2012, da parte della Regione Siciliana di circa 1 milione di euro, sempre per il 2012; dobbiamo andare a recuperare questi 9 milioni, a cui si aggiungono i 12 milioni di debiti che ci trasciniamo dai precedenti bilanci, anche se ci siamo adoperati com’è noto per ridurne notevolmente la portata”.

– Il fallimento, allora, non è proprio una leggenda …

“Se ne raccontano tante …”

– Ma le carte sono a posto, oppure no?

“Certo. I nostri documenti finanziari, seppur con le loro criticità, sono stati vistati e analizzati anche dalla Corte dei Conti”.

– Lei è stato alla guida del movimento dei sindaci per l’acqua pubblica. Il finanziamento per il rifacimento della rete idrica di Agrigento, pari a 25 milioni di euro, sarà gestito dai privati. Come vive questa situazione conflittuale?

“Con una mia nota indirizzata al Presidente della Regione Siciliana ho avanzato delle perplessità … anzi, ho chiesto chiarimenti sul fatto che il finanziamento della rete idrica fosse gestito da un privato. La Regione si sta assumendo la responsabilità di affidare quei lavori a Girgenti Acque. Rispetto a questi fatti ho voluto sempre mantenere chiara la mia posizione: ho portato avanti una battaglia politica per la mia città, perché superasse l’emergenza. Sto investendo un professore costituzionalista per avere chiariti tutti i profili della vicenda perché ci troviamo dinanzi a un paradosso: il popolo italiano con un referendum ha scelto l’acqua pubblica, eppure ci troviamo la gestione del servizio idrico in mano ai privati”.

– Tassa di soggiorno. Si teme che possa essere introdotta dal Comune soltanto per far cassa e che arrechi un danno ad un settore su cui lei stesso ha affermato che occorre puntare …

“Questi fondi devono essere destinati per legge esclusivamente a esigenze di tipo turistico: in prevalenza servizi. Abbiamo deciso di parlarne all’interno del Distretto turistico, che mi pare la sede naturale per farlo”.

– Vuole parlarne dopo aver annunciato l’introduzione della tassa di soggiorno … è insolito, visto che lei è il presidente del Distretto ed avrebbe potuto avviare le consultazioni preventivamente … E le dimissioni dell’assessore al Turismo, Sciacca, così repentine?

“Il dirigente del settore finanziario alla fine del mese di luglio, quando ancora i termini per l’approvazione del bilancio, fissati dal Governo, non erano scaduti, perché fissati per il mese di agosto, ha presentato delle proposte, tra cui anche l’introduzione della tassa di soggiorno. Si è trattato di una proposta sul piano tecnico, in cui solo il giorno seguente è entrata in ballo la politica. L’indomani, infatti, ho fatto appello alle associazioni e alle organizzazioni di categoria perché si trovasse una soluzione. Sul piano politico dobbiamo dare un contributo perché si individuino le strade da seguire. E’ quello che stiamo facendo”.

– Si dice che almeno nella sua prima esperienza amministrativa sia stato imbeccato da un paio di persone, che sono stati suoi consiglieri inseparabili … Ci sono ancora?

“Non c’è dubbio che i primi cinque anni sono stati una palestra, un’esperienza inimmaginabile nel momento in cui ho assunto le funzioni. Li ho affrontati con il massimo impegno e con passione. Alla fine ho deciso sempre io, a ragione o a torto. Anche sbagliando. Ho sentito tutti, ma ho deciso da solo. Avendo alle spalle l’esperienza amministrativa e politica di cinque anni da sindaco, mi muovo adesso con maggiore determinazione e autonomia”.

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