Agrigento, quando la burocrazia “penalizza” il diritto all’istruzione

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Il caso di 33 ragazzi sordi che frequentano le scuole medie e che aspettano da mesi un assistente per la comunicazione senza il quale non riescono a seguire le lezioni. La denuncia del M5S. Le precisazioni dell’assessore all’Istruzione Maurizio Masone

L'assessore all'Istruzione Maurizio MasoneAnche 33 ragazzini sordi delle scuole medie di Agrigento hanno diritto all’Istruzione, come tutti gli altri compagni. Eppure, per qualche mese, per garantire tale diritto pare che siano state costrette a intervenire le famiglie, di tasca propria. Questi ragazzi per apprendere hanno bisogno necessariamente di un assistente per la comunicazione, senza il quale non riescono a seguire le lezioni. E con il passaggio di competenze dalla Provincia al Comune hanno subito un disagio, esclusivamente a causa dei tempi burocratici: gli stessi intoppi, di cui spesso ci lamentiamo per altre ragioni, ma, tra queste, ce ne sono alcune che meriterebbero una priorità assoluta.

A porre l’accento su quanto accaduto è il Meetup Grilli di Agrigento, del Movimento Cinque Stelle: “Un altro mese è passato infruttuosamente – si legge in una nota – da quando rappresentanti delle famiglie agrigentine che hanno bambini sordi che frequentano le scuole comunali hanno avuto la promessa che presto sarebbe partito il servizio di assistenza scolastica. Lo scorso 22 gennaio si è svolto in Comune un incontro e le famiglie avevano già manifestato in quella occasione il proprio disappunto perché l’assistente all’autonomia e alla comunicazione avrebbe dovuto prendere servizio sin dall’inizio dell’anno scolastico e non già a febbraio. Le famiglie sono state costrette a pagare di tasca propria l’assistenza per garantire ai propri figli il diritto all’istruzione. Chi li ripagherà di tali sacrifici ? ” E prosegue: “Nonostante sia stato annunciato da un comunicato stampa del Comune, il servizio scolastico per i bambini disabili sensoriali di fatto non è stato ancora stato avviato. Quando lo sarà verranno probabilmente garantiti meno dei novanta giorni promessi”. Quindi conclude: “Consideriamo assolutamente intollerabile questa colpevole lentezza della burocrazia comunale che penalizza gli studenti disabili che frequentano le scuole comunali”.
Dal Comune si apprende che l’iter effettivamente è concluso. Per riattivare il servizio è stato necessario un passaggio di competenze dalla Provincia regionale al Comune. Tale passaggio poteva essere formalizzato solo dopo il 7 gennaio, data di conclusione del periodo di competenza provinciale. Manca soltanto l’ultimo adempimento formale, ovvero la comunicazione da parte della Ragioneria comunale agli istituti scolastici della copertura finanziaria a carico dell’amministrazione comunale.
“Abbiamo completato l’iter burocratico e abbiamo trovato le risorse – spiega l’assessore comunale alle Politiche dell’Istruzione, Maurizio Masone -; era un servizio per cui non avevamo previsto fondi, perché se n’era occupata finora la Provincia. È stata una fase di transizione necessaria per predisporre gli atti e reperire la copertura finanziaria”.
In effetti era un servizio fornito per i ragazzi delle scuole medie inferiori, pertanto avrebbe già dovuto essere a carico del Comune, ma finora a farsene carico era stata la Provincia. L’assessore riferisce di aver convocato, alla presenza del sindaco, i dirigenti comunali, i dirigenti scolastici e le associazioni dei familiari per condividere insieme il metodo migliore per affrontare la situazione. Quindi sono stati attivati subito gli uffici. “Abbiamo deciso di avviare una ricognizione dei soggetti che hanno bisogno di tale assistenza – puntualizza Masone – , e abbiamo quindi appreso che sono 33 ragazzini, ovvero 4 in più rispetto a quelli che erano seguiti dalla Provincia. Ciò, per garantire il servizio a tutti coloro che ne hanno diritto. Le risorse disponibili sono al momento 39 mila euro che serviranno a coprire diverse settimane di studio e saranno utilizzati dai dirigenti scolastici in base alle ore-lavoro effettivamente prestate dagli assistenti. L’assessore ritiene tuttavia che debbano essere interessati i servizi sociali, in modo che si preveda un piano complessivo del Distretto D1, sia per l’assistenza igienico-sanitaria che per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione. “Gli uffici si sono attivati in tempi rapidi – prosegue Masone – , e di ogni progressione dell’iter burocratico sono stati informati, sia la Commissione consiliare, sia i dirigenti e sia i genitori. L’intero iter è partito il 7 gennaio e si è concluso il 17 febbraio. Poche settimane per trovare una soluzione a un problema a cui il Comune non era preparato. Mi meraviglia la polemica innescata dal Movimento 5 Stelle, un rappresentante del quale era stato già informato puntualmente del completamento dell’iter”.
Tempi record, davvero. Tuttavia viene spontanea una riflessione, che prescinde dalle polemiche di natura politica: è davvero imbarazzante che le famiglie di ragazzi svantaggiati debbano scontrarsi con le difficoltà connesse a “passaggi di competenze”, a “fasi di transizione”, e al “reperimento della copertura finanziaria”. Hanno diritto di andare a scuola. Punto. Le istituzioni dovrebbero agire senza “sorprese” ed evitare loro ogni ulteriore disagio. Soprattutto se le stesse sono ormai incapaci di garantire l’assistenza domiciliare per aiutare questi ragazzi nei compiti a casa.

Anna Maria Scicolone

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