Agrigento, “Festa” del Pd: Conclusione con fuochi d’artificio veramente spettacolari

|




Il giorno dopo l’elezione del segretario provinciale polemiche e commenti più roventi della lava dell’Etna. Il segretario della Cgil Massimo Raso: “Vado a votare per il segretario del mio partito e trovo tanti esponenti del Centro Destra… Troppi per il mio stomaco… Non è possibile sopportare in silenzio tutto questo”

Massimo RasoLa svolta sembra esserci tutta in questa nuova pagina scritta ieri dal Pd, con la elezione di Giuseppe Zambito a segretario provinciale del partito. Con uno scarto non da poco, rispetto alla candidata Giovanna Iacono, sostenuta da Angelo Capodicasa. Il segretario che sarà proclamato dalla commissione di garanzia è stato portato avanti con successo da Giovanni Panepinto e Tonino Moscatt, dagli assessori regionali Lo Bello e Scilabra, da Giuseppe Lauricella e da Pippo Sinesio, che aveva all’ultimo minuto, e non senza clamore, rinunciato alla sua candidatura. Il renziano sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, venendo meno a precedenti intese, ha appoggiato anche lui il cavallo, dato per vincente sin dalla prima ora, come dimostra la differenza di circa 1500 voti.

Ha vinto un uomo della provincia: un segnale molto forte, lanciato da correnti di pensiero in opposizione da tempo con la supremazia espressa dalla città capoluogo.

Eppure anche su questa ventata di cambiamento agrigentina, da tanti acclamata e ritenuta necessaria, sull’onda emotiva di un dibattito nazionale che vede come protagonista indiscusso il rottamatore Matteo Renzi, pesa la matematica certezza di un voto “drogato”: una campagna tesseramenti che ha superato anche nell’agrigentino ogni coerenza con una linea programmatica e ideologica, ma ha risposto, piuttosto, all’esigenza di alcune candidature vestite di nuovo, ma in linea con strategie da prima Repubblica. Proseguire su questo tipo di ragionamento, invero, rischia di scontrarsi con la percezione – legittima – di un partito chiuso a riccio in se stesso, tutt’altro che desideroso di rinnovamento, e per niente democratico. Ma, quando si parla di Pd, della sua storia, della sua evoluzione, non si può fare a meno di temere che, come invero per altre realtà politiche, si stia smarrendo ogni ideologia, e soprattutto ogni sentimento, a scapito di un opportunismo contaminato da persone e opinioni che nulla hanno a che vedere con il Pd. È quanto emerge anche sul web, all’indomani del voto, tra i molti simpatizzanti del partito, che esprimono un certo smarrimento o un totale dissenso, rispetto all’elezione, in alcuni comuni della provincia, di esponenti provenienti anche da aree del centrodestra, e comunque sostenuti da copiosi e recenti tesseramenti.

A tenere banco, ad esempio, su facebook è l’elezione a Favara di Carmelo Vitello come segretario di circolo. Attuale presidente della Consulta giovanile, Carmelo Vitello è stato assessore nella Giunta di centrodestra con l’ex sindaco Domenico Russello, nonché candidato al Consiglio Comunale, con il defunto FLI, nella passata elezione. Ma già avevano fatto discutere le “invasioni” di campo di elettori – veterani della politica – come Maria Pia Vita, anche lei ex Fli ed ex assessore nella Giunta di centrodestra con il sindaco di Agrigento Aldo Piazza, Settimo Cantone, ex Udc come Domenico Catuara e Giuseppe Salsedo, ma anche un rappresentante Ugl come Roberto Migliara, Lillo Volpe della ex Giunta provinciale di Eugenio D’Orsi e molti altri. A manifestare sconcerto è il segretario provinciale della Cgil, Massimo Raso: “Sono andato a votare per il segretario di quello pensavo fosse il mio Partito… Ho pensato aver sbagliato porta… C’erano tanti esponenti del Centro Destra! Troppi per il mio stomaco… Ma, benedetto Iddio, è possibile sopportare in silenzio tutto questo? E Voi, facce di bronzo, Pardon… Neo-Tesserati al PD, non vi vergognate nemmeno un poco?”. E rincara la dose: “Qui non parliamo di ex Margherita….Ci mancherebbe. Ma ex Fli, mpa, forzisti…udc, di tutto e di più”, un’accozzaglia che Raso definisce “un’Opa ostile”.

In linea anche Giacomo Di Benedetto sindaco di Raffadali: “Vi assicuro che e’ successo di molto molto peggio, da vergognarsi altro che gioire! Vergogna!” esclama.

Luigi Sferlazza, già candidato sindaco a Favara, invita ad uscire fuori da schematismi e ad evitare di etichettare le persone senza conoscere la loro storia e senza conoscere il territorio in cui maturano certe candidature.

Nell’ottica di una caduta delle trincee e dei veti e delle categorie, nello spirito della più ampia democrazia, nella concezione di una totale apertura ai cittadini, le regole del Pd hanno lasciato in tutta Italia l’amaro in bocca. Non volendo cedere al rischio di rafforzare schemi o preconcetti, resta comunque da valutare nel tempo il valore dei neo eletti e la loro reale capacità programmatica e di rinnovamento.
Così la pensa anche il segretario della Cgil, Raso: “Cosa dobbiamo diventare e cosa abbiamo deciso di essere lo decideremo l’8 dicembre e, come si è visto, non sarà indifferente…cominciamo ad attivarci sin d’ora, rispondiamo allo “scippo” mobilitando tutte le energie di cui siamo capaci. E’ ancora possibile costruire una “casa comune” della Sinistra, del Centro Sinistra, dei Progressisti Italiani”.

La novità di queste votazioni, però, c’è ed è innegabile: un segnale che arriva forse inaspettato e in modo traumatico, intanto, per la vecchia e statica nomenclatura del partito in questa provincia, ma anche per i più fedeli alle ideologie. E’ nel congresso nazionale di dicembre che si potrà valutare il peso reale di questa espressione di cambiamento e l’effettiva connessione con l’identità di un partito, tutta da ridisegnare e ricostruire.

Anna Maria Scicolone

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *