Agrigento, morte di Vincenzo Rigoli: oggi conferenza stampa dei genitori

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Il ragazzo è deceduto nella sala operatoria dell’ospedale di Agrigento in seguito ad un incidente stradale. Dopo la sua morte aperta un’indagine che pare proceda verso l’archiviazione.

Vincenzo Rigoli

Vincenzo Rigoli

Vincenzo aveva solo 19 anni, il 16 dicembre del 2012, quando ha perso la vita in seguito ad un incidente stradale sulla 640, nei pressi del bivio per Favara.

Giuseppe Rigoli e Michela Frasca, genitori del ragazzo, ricordano che Vincenzo, morto nella sala operatoria del “San Giovanni di Dio”, era giunto in ospedale “lucido, cosciente e reattivo”. Dopo la sua morte è stata aperta un’indagine della magistratura che pare proceda verso l’archiviazione.

“Per due lunghi anni abbiamo atteso in silenzo-scrivono i genitori di Vincenzo-  che venisse fatta chiarezza su quanto avvenuto in quelle ore e fatta giustizia, come abbiamo promesso sulla bara del nostro ragazzo. Ma dopo due anni abbiamo saputo che la Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto al Gip l’archiviazione per i medici indagati”.

Ed è questo il motivo che li ha spinti a convocare per questa mattina, alle ore 11, una conferenza stampa ad Agrigento, a Porta di Ponte, nel giardino del Bar Portapò (ex Bar Patti).

“Buongiorno e scusate l’intrusione.scrivono Giuseppe Rigoli e Michele Frasca nella nota inviata ai giornaliSiamo i genitori di Vincenzo Rigoli, il ragazzo di 19 anni morto la sera del 16 dicembre di due anni fa nella sala operatoria dell’ospedale San Giovanni di Dio.

Vi era giunto lucido, cosciente e reattivo a seguito di un incidente automobilistico avvenuto nei pressi di contrada Gasena. Ma appena varcata la soglia del nosocomio sono avvenuti alcuni fatti divenuti oggetto di una indagine da parte della magistratura agrigentina.

Per due lunghi anni abbiamo atteso in silenzio che venisse fatta chiarezza su quanto avvenuto in quelle ore e fatta giustizia, come abbiamo promesso sulla bara del nostro ragazzo. Ma dopo due anni abbiamo saputo che la Procura della repubblica di Agrigento ha chiesto al Gip l’archiviazione per i medici indagati.

Non ce lo aspettavamo,-commentano i genitori di Vincenzo- dopo aver sentito i nostri legali e letto le perizie fatte da due professori universitari. Per questo abbiamo deciso di portare a conoscenza tutta l’opinione pubblica su quanto accaduto e far sapere che in questo Paese, un ragazzo di 19 anni può morire per imperizia e negligenza e non vengono individuate ipotesi di reato penale tali da consentire il logico prosieguo del procedimento”.

Naturalmente questo è quanto scrivono i genitori di Vincenzo Rigoli. Se si andrà, come loro annunciano, ad un’archiviazione del caso, si conosceranno anche le ragioni dei medici indagati e gli elementi che hanno portato la Procura a questa decisione.

Solo allora sarà possibile avere un quadro completo dei fatti e tentare anche qualche considerazione.

 

 

 

 

 

 

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3 Responses to Agrigento, morte di Vincenzo Rigoli: oggi conferenza stampa dei genitori

  1. rosa tirrito Rispondi

    17 novembre 2014 a 18:35

    Capisco il dolore del mio carissimo collega Giuseppe,doppio naturalmente se non si riescono ad individuare i colpevoli per la tragica morte del figlio Vincenzo, che ho conosciuto da bambino.Io mi ritrovo mia figlia viva perchè, nonostante l’avessero dimessa dall’ospedale,ricoverata dopo laceranti dolori allo stomaco,lei ,contro il volere dei medici, è rimasta la notte su una barella,nel corridoio.L’indomani,così all’improvviso, hanno comunicato che mia figlia doveva essere operata e non era possibile portarla nemmeno a Palermo, perchè sarebbe morta durante il viaggio……Al momento del ricovero non si erano accorti di una emorragia interna…..Avete capito,mia figlia è viva perchè si è opposta ad uscire dall’ospedale S.Giovanni di Dio, nonostante fosse stata dimessa….Lotta con coraggio Giuseppe per la verità’ anche se tuo figlio nessuno te lo potrà ridare….Ti abbraccio…

  2. Angela Lunetto Rispondi

    19 novembre 2014 a 13:02

    Vi siamo sempre vicini nel dolore e nell’affetto, chiediamo come Voi Verità e Giustizia. Che fatti così terribili non abbiano mai più a ripetersi. Siamo tutti Figli e Genitori amabili e vogliamo poter riporre le nostre cure e quelle dei nostri Cari in strutture qualificate che sappiano adeguatamente accoglierci senza PAURE. Riponiamo la nostra fiducia nelle Istituzioni, ci auspichiamo che anche Agrigento, un bel giorno, possa finalmente uscire dal tunnel del degrado e dell’abbandono e raggiungere per Meriti e Qualità dei servizi, anche nel sistema sanitario alti livelli di eccellenza. Non ci resta che sperare! La speranza questa almeno per un popolo di speranzosi non ce la toglierà mai nessuno. Papa Wojtyla non a caso diceva “NON ABBIATE PAURA”. Un affettuoso abbraccio.

  3. pino Rispondi

    13 luglio 2017 a 22:32

    mi chiedo se al povero vincenzo sia stato posto un drenaggio toracico e quanto sangue esso abbia dato ,nessuno ne parla ,se sia stato trasfuso , rianimato e se le lesioni addominali siano state evidenziate in ecofast , dal momento che la tac era guasta , o mediante drenaggio per presenza di emoperitoneo. Statisticamente gravi lesioni del cavo toracico portano a morte (aorta , arteria polmonare ) in brevissimo tempo ,i pazienti non giungono vivi in ps ,diversamente con emotorace che supera i 1500 cc vi e’ indicazione a toracotomia immediata .Nessuno potra’ mai stabilire con certezza se Vincenzo si sarebbe potuto salvare con una condotta diversa , trovandoci di fronte ad un gravissimo politrauma .Lascia perplessi il fatto che ad Agrigento , mi sembra non esista un trauma team .Il dubbio non potra’ mai lenire il dolore e la disperazione dei genitori .

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